Fedez o non Fedez. Non è questo il problema…

Yukio-Mishima Fondo magazine di miro renzagliaOk… Ok… Fedez non è Che Guevara e nessuno l’ha censurato. Al centesimo post letto su FB, l’ho capito persino io che, come è noto, non sono un tipo sveglissimo. Pur tuttavia, mi piacerebbe sapere, come sostenuto dal rapper influencer:

se Giovanni De Paoli, consigliere regionale della Lega Liguria, ha veramente detto: “Se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno”;

se il consigliere regionale, sempre leghista, per l’Emilia Romagna Alessandro Rinaldi ha effettivamente sostenuto: “Se i gay vogliono l’uguaglianza allora devono comportarsi come persone normali e mettersi sullo stesso piano degli etero”;

se Luca Lepore e Massimiliano Bastoni già consiglieri comunali a Milan e ancor oggi amministratori pubblici, ovviamente leghisti, hanno sostenuto “i gay vittime di aberrazioni della natura”;

se Alberto Zelger, consigliere comunale della Lega Nord a Verona, ha pronunciato la frase: “I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie”;

se Stella Khorosheva, candidata leghista al consiglio comunale di Lavis in Trentino (non eletta), ha scritto su FB: “Il matrimonio gay porta all’estinzione della razza”.

Ecco, a me sembra che il punto non sia tanto cosa ha detto Fedez ma cosa hanno detto questi esimi signori, tutti appartenenti alla stessa aerea politica che, con ogni evidenza, fa prima da calamita per le idiozie e poi ne diventa ricettacolo e vettore.

Chissà se avrebbero avuto il coraggio di andarlo a dire a Yukio Mishima che, in quanto gay dichiarato, è un’aberrazione della natura.

Prendersela con Fedez perché ha riportato le frasi di questi signori e signorine è il solito modo di guardare l’indice che indica la luna e non la luna. Perché la luna, in fondo in fondo, vi piace pure quanto è un tantinello stronza…

Detto ciò, ho delle forti riserve sulla parte della legge Zan che inasprisce le pene per reati omo-trans-gender-fobici: non è l’anno in più o l’anno meno di galera che ha mai fatto recedere qualcuno dal commettere reati odiosi, come sono quelli contro la persona. Inoltre, con l’apparente volontà di difenderli, in realtà si sottovaluta la portata discriminatoria dell’individuarli  come “specie protetta”.

Assolutamente d’accordo, invece, quello che propone il disegno di legge per attivare programmi di educazione e sensibilità civile di rispetto di tutti verso tutti, a prescindere dalle preferenze sessuali e di genere.

Magari, dopo qualche corso di recupero sul tema, ci sarebbero meno agenti di imbecillità persino fra gli amministratori pubblici.

m.r.

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