Contro la sobrietà come lubrificante…

Monti non aveva ancora giurato che già i cantori del suo governo avevano inneggiato al ritorno della sobrietà. Dopo 18 anni di berlusconismo, rappresentato dai tacchi a spillo, finalmente la tenuta del perfetto politico, tutto a casa e chiesa, tornava protagonista. Le migliori firme del miglior giornalismo italiano sono scese in campo. Da Curzio Maltese a Lidia Ravera, da Concita De Gregorio ai redattori del Fatto. Tutti uniti nell’affermare che finalmente il nuovo governo aveva un aspetto diverso: tacchi bassi, tailleur, sorrisi contenuti e – scusate, la licenza questa volta è mia – anche un po’ cadenti.

Sugli aspetti normativi e misogini di questa campagna moralista, mi permetto di rimandarvi alla rubrica “Le Altre” che esce il prossimo venerdì sul settimanale Gli Altri e che firmo con Paola Concia. Qui vorrei soffermarmi su un altro aspetto: cosa nasconde quella che il mio collega Giorgio Cappozzo ha giustamente definito “la dittatura del loden”?

Per rispondere a questa domanda bisogna riprendere tra le mani Repubblica e aggirarsi tra le righe del suo padre biologico e spirituale Eugenio Scalfari. Il fondatore del quotidiano romano ancora prima che Monti venisse non democraticamente nominato presidente del Consiglio aveva scritto che un governo diverso avrebbe funzionato da “lubrificante”. Sì avete letto bene: lubrificante. Avrebbe, continuando nella terribile metafora, fatto scivolare meglio i provvedimenti richiesti dall’Europa.

Insediato Monti, il concetto è diventato più chiaro ed è stato propagato anche dai seguaci scalfariani come Curzio Maltese. Ok ragazzi, è il concetto, sarà un periodo di lacrime e sangue ma almeno il governo è sobrio. Mah.

E’ ormai chiaro che dietro la dittatura del loden c’è la piena continuità del berlusconismo, anzi c’è la piena continuità della dittatura dei mercati. Sono loro che dettano legge e che decidono le politiche nazionali. L’immagine ormai logora di Berlusconi non permetteva di fare tutto ciò in silenzio. Il rischio sarebbe stato quello di una forte opposizione sociale. Oggi che trionfa la sobrietà chi mai oserà andare per strada?

Il tentativo è allora quello di sedarci, di farci credere che tutto va bene e che la sobrietà sarà la panacea per misure che invece andranno a fare macelleria sociale. Ma è chiaro che non è così. Anzi dovrebbe essere chiaro almeno alla sinistra. Invece anche lì anni e anni di discorsi sulla morale hanno lasciato il vuoto di comprensione e anche chi dovrebbe opporsi esulta per loden e scarpe basse.

Non voglio fare la parte della cassandra ma non passeranno pochi mesi che apparirà chiaro come dietro il loden ci sono gli interessi di pochi contro quelli di tutti noi. E per fortuna non basterà la sobrietà a tenere buoni studenti e incazzati.

Angela Azzaro

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