Una sera al Lido di “Littoria”

Arrivare a Littoria, che strana sensazione, giro in macchina per le vie della città,prima di percorrere quei pochi chilometri che mi separano dal mare.

La sera la città sembra ferma nel tempo, a quel tempo dopo la bonifica, i palazzi , il centro, tutto mi ricorda di quei documentari dell’Istituto Luce.

Littoria testimone di un passato che non è mai morto!Chissà quante storie, leggere i nomi di quei borghi, Sabotino, Piave…

I Veneti, gente forte e laboriosa, la loro immensa fatica nel bonificare le paludi pontine,cerco i loro volti, e li ritrovo nelle mie estati passate a Sabaudia, conservavano le maniere gentili,  l’intercalare, quel Nord precipitato come una meteora al confine con le Due Sicilie, quando dire Italia aveva un significato profondo…

…quando nessuno avrebbe mai osato chiamarla: Paese di merda!!

Attraversare Littoria la notte, fermarsi a tarda ora in quelle vie deserte, e chiedere a quegli edifici di raccontare la loro storia, come i cipressi di Carducci…

I palazzi ti vengono incontro, ti accolgono incuriositi, ti sussurrano le vicende del Ventennio!!! La notte puoi parlare con Littoria, che ti risponde piano, con pudore quasi a scusarsi per aver dimenticato il suo nome ora è solo Latina.

Ma Lei si ricorda, si schernisce ed io a notte fonda le chiedo di raccontarmi la sua storia, e Lei lo fa, lo farà con chi voglia ascoltarla!!

Poi giù al Lido, si parla, si mangia, si beve, si discute di fasciocomunismo, si tira a far tardi, il discorso va sui i libri di Pennacchi, da Mammut a Canale Mussolini.

Sembriamo dei ragazzini, dei fratelli separati che si sono ritrovati. Si tira a far tardi contenti di essere insieme, di confrontarsi e di parlare la stessa lingua.

Poi siamo ai saluti, nessuno vuole veramente andar via, ci si rimette in macchina destinazione Roma.

Ma io voglio di nuovo passare per Latina, avverto una profonda malinconia nel lasciare Littoria, so che tornerò di nuovo, forse presto, e sono certo che Littoria è li che aspetta!!!

Tornerò  a trovarti Littoria, e tu mi racconterai di nuovo di te, mi racconterai di quegli operai, quei contadini che ti hanno creato, le loro storie  la tua Storia!!!

Buonanotte, Littoria!!!

Giuseppe De Gennaro

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