Lavitola e Rastani. Due geni postmoderni

Valter Lavitola è un genio” ho scritto stamattina sulla mia bacheca FB. Autocommentando: “Un po’ meno di Alessio Rastani ma, comunque, un genio. “Tirato fuori dalla lampada di Aladino?”, mi ha chiesto un’amica. Ed io: “Se per lampada intendi la TV e per Aladino intendi Mentana o l’intervistatrice della Bbc, allora sì”.

Due geni, Lavitola e Rastani, capaci di dare ancora un senso al vecchio convincimento di Marshall McLuhan secondo il quale il vero messaggio della comunicazione è il mezzo. Il faccendiere latitante a Panama, ieri sera, ha fatto fare il botto di ascolti alla prima puntata del nuovo “spettacolo” di Mentana su La7, Bersaglio Mobile. Il secondo, dopo l’intervista in cui profetizzava la prossima fine del mondo economico dell’Europa, è diventato una star planetaria grazie alla rete web.

Entrambi hanno raccontato un mucchio di fregnacce. Ma che importanza ha? Ormai hanno tutti capito che dalla televisione non arriva e non può più arrivare e forse non è mai arrivata alcuna verità. E della verità, in definitiva, non frega più niente a nessuno. Nella “società dello spettacolo” – tanto per scomodare Guy Debord – quello che conta veramente è la rappresentazione, la messa in scena, i personaggi, la loro interpretazione. La corrispondenza fra copione e realtà, fra testo narrante e fatto narrato è del tutto ininfluente per la riuscita del “programma”. E gli indici di ascolto dei due eventi mediatici in cui Lavitola e Rastani sono stati i protagonisti, danno ragione a chi li ha messi in onda.

Nell’universale Truman Show nel quale ci (e corsivo il ci) siamo calati, infatti, assistiamo alle performance televisive, convinti, in fondo, di starne fuori, di non essere partecipi diretti dello spettacolo. Non è così. La distanza fra attori e spettatori non è così netta. I ruoli sono interscambiabili.

Mentana, nella trasmissione di ieri sera, ha detto che Bobo Craxi, alla notizia dell’intervista che sarebbe andata in onda gli ha confessato: «Mai mi sarei aspettato in vita mia di vedere Lavitola via satellite», tanto ad enunciare l’insignificanza del personaggio da lui conosciuto e assunto ieri agli onori della massima mediaticità. E Alessio Rastani, confessando la bubbola spacciata alla Bbc, ammetteva: «L’ho fatto solo per il mio desiderio di attenzione».

Due mister nessuno, insomma, posseduti dal Mito dell’Apparizione e dell’Apparenza, che sono transitati al di là dello specchio. O, per ritornare nella metafora iniziale: due geni sortiti dalla postmoderna lampada di Aladino.

miro renzaglia

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