Siena e le donne. Dalla parte di Flavia Perina

Purtroppo alla fine non sono potuta andare a Siena ma ho seguito con attenzione gli interventi. E’ andata bene, è andata male? Ce lo si chiede con grande entusiasmo in queste ore. Non essendoci stata e basandomi sul racconto delle altre devo ancora farmi un’idea: ho diversi appunti critici da fare e diversi punti di condivisione, ma prima di esprimere compiutamente ciò che penso sto leggendo resoconti e commenti.

Una cosa però mi va di dirla subito. E riguarda i fischi a Flavia Perina. Giustamente l’ex direttora intervenendo su facebook si lamenta della visibilità data a qualche fischio e la zero evidenza mediatica data ai molti applausi da lei ricevuti. L’episodio che la riguarda mi consente lo stesso  di dire due cose, una sulla stampa, una su Flavia Perina e le altre.

Il rilievo dato ai fischi è un meccanismo assodato nei giornali. Un metodo semplice, ma efficace. Si va nei posti e per raccontarli si usa la seguente tecnica: dare evidenza non a ciò che emerge di serio e profondo, ma a ciò che in teoria fa notizia. I fischi, pochi o pochissimi che siano, farebbero notizia, farebbero crescere l’audience. Ed effettivamente, al di là dei demeriti dei giornali, è vero che anche la nostra attenzione predilige le divisioni, le liti, le contese. Insomma, la stampa non è proprio un granché, ma pure noi, noi lettori, dobbiamo fare un po’ di autocritica.

Per quanto pochi , quei fischi però ci sono stati. E molto probabilmente si riferivano alla collocazione politica di Flavia Perina. Al fatto cioè è stata militante del Movimento sociale italiano e una delle protagoniste della Nuova destra. Si tratta cioè di un pregiudizio non suffragato dalle posizioni che Perina ha assunto in questi anni, dalle cose che dice e che pensa. Flavia più di tante (molto più di me sicuramente) ha creduto in questa nuova onda movimentista delle donne, ci ha creduto aprendosi alle diverse posizioni, ascoltando con umiltà ed interesse tutte le idee e le proposte. Non sempre siamo d’accordo, ma con lei – pur vendendo da due storie diversissime – condividiamo tante analisi e tante soluzioni. Sicuramente condividiamo l’idea che una piena cittadinanza femminile non si sia ancora realizzata e che questo obiettivo non possa essere più procrastinato. Flavia è coraggiosa ma non arrogante, determinata ma gentile, molto brava nel suo lavoro. Flavia, con tutte le differenze, anzi a partire da tutte queste differenze, è una di noi.

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