Scontri in Val di Susa. Un solo black bloc: il ministro Maroni

Decine di farneticazioni, pardon “sdegnate dichiarazioni” dei politici italiani di destra, sinistra e centro contro i violenti della val di Susa”, e una sola, una e non più di una, davvero sensata. E’ di Gianni Vattimo: onore al merito.

Cosa dice l’ex profeta del pensiero debole? Che i black block non esistono, sono un’invenzione della polizia. Ha ragione da vendere, anzi da regalare. Era così a Genova, è così dieci anni dopo. L’invenzione, però, torna comoda non solo alle “forze dell’ordine” ma anche a tutti quei politicanti d’accatto, piddini in testa, che usano i fantasmi in nero come alibi per evitare di fare i conti con la verità.

La quale, in val di Susa come nel 2001 a Genova, è esattamente quella descritta da Vattimo: “C’erano solo giovani arrabbiati che sono stati provocati dal lancio di lacrimogeni”. In fondo, se oggi nessuno nega che a Genova ci fu provocazione è solo  perché i tutori dell’orine esagerarono un tantinello alla Diaz e a Bolzaneto. Si fossero tenuti e sarebbe passata la bugiardissima versione ufficiale. Quella, per dirla di nuovo col filosofo torinese, “truccata e maledetta dai media di regime”.

Ce ne vuole di coraggio per lanciare migliaia e migliaia i poliziotti in assetto di guerra contro il presidio con l’obiettivo dichiarato di “espugnarlo” e poi strillare contro i violenti se gli espugnati non ci stanno!

E tuttavia vallo a trovare un leader politico degno che, anche a sinistra, abbia il coraggio di dire forte e chiaro che la responsabilità di quello che è successo oggi a Chiomonte è di un solo ed unico black block: il ministro Maroni. Lui sì che andrebbe isolato. Al contrario di quel che fanno tutti quelli che se la prendono con “i violenti” e glissano sulla maxi fregatura corredata da botte e soprusi regalata da governo e opposizione agli abitanti della val di Susa.

Andrea Colombo

.

.

.

Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks