4 bambini Rom morti. Ma la notizia è un’altra

Angela Azzaro

“Berlusconi attacca stampa e pm”. Così titola in prima pagina Repubblica. Ma quando? Si potrebbe fare un giochino. Chi indovina, vince l’abbonamento annuale al quotidiano del gruppo Espresso. Peccato che sarebbe molto complicato indovinare. Perché questo titolo Repubblica lo ha fatto almeno ventimila volte. Senza se e senza ma. Così puro e duro. Anche con alcune varianti, per esempio invertendo la sequela dei protagonisti. Ma si sa: cambiando l’ordine degli addendi il risultato…

Va beh, vi vogliamo aiutare. Repubblica questo titolo lo ha fatto lunedì 7 febbraio. E a parte la noia di leggere sempre la stessa notizia, non ci sarebbe neanche tanto da scandalizzarsi. Se non fosse che il giorno prima è successo un fatto gravissimo, “orribile” lo definisce lo stesso quotidiano ma dandogli un titolo di secondo ordine. E’ successo che a Roma in un incendio sono morti 4 bambini rom. Avevano tra i 3 e gli 11 anni.

Purtroppo il partito-giornale di Ezio Mauro non è l’unico a fare questa scelta. La fanno quasi tutti i principali quotidiani italiani. Corriere, Stampa, Unità, senza parlare di quelli di destra come Il Giornale e Libero. L’unico giornale ad aprire è Messaggero, ma molto probabilmente è solo una scelta legata alla vicinanza geografica, non al tasso di scandalo provato. A nessuno pare fregare niente che siano morti quattro bambini, che questi bambini siano morti perché vivevano in un cosiddetto campo non autorizzato in condizioni disumane e pericolose. Sono morti perché un braciere riscaldava i loro corpicini.

Quanti bambini devono morire perché la notizia possa conquistare le prime pagine del giornali? Che cosa altro deve accadere perché la persecuzione nei confronti dei rom riesca a diventare un tema di cui discutere, un tema – per quel che mi riguarda – che segni l’agenda politica della sinistra?

Temo, molti. Troppi. E anche davanti ad altre morti orribili non credo che l’andazzo cambi. Oggi media e politica sono stretti nella morsa che vede contrapposti Berlusconi e l’antiberlusconismo. Io penso che il governo Berlusconi debba cadere subito. Che sia già troppo tardi. Ma sempre più l’antiberlusconismo diventa non una vera alternativa, ma  un’alternativa di maniera che rischia di cancellare i contenuti.

Questo problema è emerso negli ultimi tempi con il contratto Fiat: la differenza tra destra e la sinistra al governo è stata quasi inesistente. “Indifferenza” che sussiste sui diritti dei migranti, in particolare dei più perseguitati i rom. Le politiche dei sindaci rischiano di non avere colore politico, rischiano di non distinguersi tra destra e sinistra, tutti infervorati contro un popolo che per storia e per condizione è diventato il capro espiatorio.

E’ per questa ragione che i bambini morti a Roma devono essere una domanda per tutti noi. Una domanda in primis per chi fa informazione: se neanche la loro morte, neanche la loro tragica fine, riesce a conquistare la nostra attenzione e la nostra rabbia, che altro potrà farlo?

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