Videogame “Policlinico”. Istruzioni per l’uso

Mario Grossi

Quando l’ho saputo quasi mi prende un accidente. L’ultima volta che ho accompagnato mia suocera per fare delle analisi in ospedale sono stato tre ore in fila per compiere tutto l’iter burocratico che precede il prelievo.

È per questo che, per tornare al Policlinico di Torvergata, mi sono preparato adeguatamente. Sono entrato nell’androne corridoio che sembravo un’edicola ambulante, con tre quotidiani e due libri (uno da finire e un altro come “rinforzino”, come fanno tutte le brave massaie che reputano sempre troppo scarso quello che hanno cucinato), preparato spiritualmente e fisicamente a sopportare una lunga attesa.

Mia moglie mi aveva rassicurato dicendomi “Guarda che adesso hanno informatizzato tutto, farai presto”.

Nell’androne ho seguito dei cartelli che indicavano il percorso per arrivare alle postazioni informatizzate per prenotarsi.

È lì che ho scoperto che le prenotazioni uno se le fa da sé, con una macchinetta collegata al sistema centrale informatico. Il nuovo sistema si chiama, in modo poco originale ma tranquillizzante, Eliminacode Q. I gentili amministratori del Policlinico hanno previsto, sopra ogni plancia, un cartello esplicativo che permette anche ai più sprovveduti di compiere tutti i passi necessari per arrivare al prelievo.

È qui che comincia il videogame Policlinico di Torvergata.

Le regole del gioco sono quattro.

Il cartello (me lo sono scritto) porta testualmente queste istruzioni in 4 step:

1 Troverai il tuo NEC del servizio sul Q-Monitor

2 Per trovare il tuo Q-Monitor fai attenzione al prefisso alfabetico del NEC e al nome del servizio

3 Sul Q-Monitor apparirà il numero del Q-Service che ti sta chiamando

4 Ai Q-Service un Q-Agent ti sta aspettando

Tutto qua. Sintetico e deciso. Forse un po’ troppo sintetico per chi, come me, ignora cosa sia il NEC e che funzione svolga nel Q-Service il Q-Agent. Sembra di essere stati proiettati in Matrix, in una realtà parallela e aliena.

Start

1 –  Troverai il tuo NEC del servizio sul Q-Monitor

L’unica cosa che ipotizzo è che, trovandomi di fronte ad uno schermo di computer, quello sia il Q-Monitor. Con sgomento alzo lo sguardo, dietro di me si è creata una mini coda di tre persone, ma non è colpa del sistema, è la mia incapacità che l’ha generata. In lontananza vedo spuntare un cartello a bandiera che dice “Accoglienza”. Meno male, qualcuno disposto a darmi informazioni ci sarà. Mi avvicino e trovo un bancone lucido, con sopra, su di un piedistallo, l’insegna dell’accoglienza, ma nessun umano ad accogliermi. Scoprirò poi che la postazione rimarrà sguarnita per tutto il periodo della mia permanenza.

Torno al mio Q-Monitor, adesso sono io a essere il terzo della fila. Attendo il mio turno e mi inchiodo al secondo passaggio. Dopo aver digitato il numero della tessera sanitaria si apre una videata con tutta una serie di sigle e richieste che non riesco a compilare.

Per fortuna un angelo, sotto forma di uomo, alle mie spalle, chiede se ho bisogno di aiuto. È un paziente con anni di esperienza ospedaliera ed è pratico anche di quest’ultimo cambiamento. Si offre di fare lui quello che io non sono stato capace di fare. Attraverso una rapida (per lui) successione di videate, finestre, tendine riesce a stampare uno scontrino su cui è impresso il nome del paziente che si dovrà sottoporre all’analisi e il numero di prenotazione (il NEC?) “QJ345 prelievi”.

Con quello scontrino, mi dice, devo andare a cercare il Q-Monitor, che non è quello della macchinetta sforna scontrini ma un display su cui troverò il numero della mia prenotazione.

Ringrazio e procedo.

2 – Per trovare il tuo Q-Monitor fai attenzione al prefisso alfabetico del NEC e al nome del servizio.

Giro in un corridoio laterale e mi dirigo verso un piccolo capannello di persone che staziona di fronte ad un altro schermo, questa volta è il Q-Monitor.

Provo a leggere e vedo una serie di colonne. Nella prima, il numero di codice di prenotazione, nella seconda, il tipo di servizio richiesto, nella terza, l’ora presunta di chiamata, nella quarta, la più criptica, avvisi del tipo “arrivato”, “chiamato”, “sospeso”, “cancellato” con a fianco una serie di lucette verdi, bianche, rosse. Alcune pulsano, altre sono continue.

Cerco il mio numero di prenotazione e il servizio correlato e non lo trovo. Mi imbufalisco maledicendo l’informatica che non ha trasferito la mia richiesta dal punto prenotazioni al Q-Monitor.

Qualcuno gentile mi fa presente che sto guardando il Q-Monitor sbagliato e che devo trovare quello giusto, come detta la regola numero 2 “Per trovare il tuo Q-Monitor fai attenzione al prefisso alfabetico del NEC e al nome del servizio”.

Ringrazio e procedo.

Devo trovare il monitor giusto. Gironzolo un po’ a casaccio fino a raggiungerne un altro e poi un altro ancora che alla lettura si dimostra quello esatto.

3 –  Sul Q-Monitor apparirà il numero del Q-Service che ti sta chiamando

Sul Q-Monitor appare la mia prenotazione, un orario che mi dice che dovrò aspettare 45 minuti e la scritta “arrivato” con un pallino verde ed uno rosso a fianco.

Ho un sobbalzo. Come ha fatto questa macchina a sapere che sono arrivato? Il Grande Fratello ha occhi ovunque, sono monitorato, una telecamera segue i miei spostamenti?

La mia immaginazione, ormai un po’ alterata, mi fa vedere scenari apocalittici, un enorme complotto nei miei confronti.

Poi un barlume di buon senso fa breccia nella mia testa. Quel “arrivato” sta solo a indicare che ho fatto la mia prenotazione, nessuno mi ha seguito per segnalare i miei spostamenti. Il pallino verde a questo punto definisce il buon esito del mio percorso, quello rosso che devo fermarmi fino all’ora prevista per la chiamata.

Sosto di fronte al Q-Monitor per quasi un’ora. Poi arriva il mio momento.

4 –  Ai Q-Service un Q-Agent ti sta aspettando

La mia riga sul Q-Monitor lampeggia, il pallino rosso diventa verde, la scritta cambia da “arrivato” a “chiamato” e una voce metallica, elettronica scandisce il mio numero di prenotazione, invitandomi al Q-Service numero 3. Lì troverò il Q-Agent.

Chiamo mia suocera e mi presento al Q-Agent. Questa volta è fortunatamente un cortese impiegato che mi fa notare che la prenotazione è a nome di Mario Grossi e che sono dunque io a dover fare le analisi. “È mia suocera che deve fare le analisi” dico. “Mi dispiace – replica calmo – ma deve rifare la prenotazione”. “Ma se sono due ore che sto cercando di farla, per favore mi aiuti”. Il Q-Agent corregge a mano i dati e poi li ridigita dalla sua tastiera modificando la richiesta. Che Dio lo abbia in gloria.

Mi consegna un nuovo tagliando con il quale mia suocera deve presentarsi per il prelievo.

Dopo circa trenta minuti il gioco è fatto. Evviva.

Scopro che per guadagnarmi la libertà devo ancora fare una piccola e rapida fila al monitor iniziale. Devo prenotarmi per il ritiro dei referti che può avvenire non prima di sette giorni dalla data di prenotazione. Il ritiro delle analisi, con probabile ennesima rapida fila, sarà a cura di mia moglie così mi tranquillizzo ed esco.

Provo un leggero senso di straniamento. Ho l’impressione che il moderno bit non mi sia stato di grande aiuto e non abbia per nulla reso più semplice e veloce il servizio. Una volta facevo una lunga, interminabile, fila di tre ore. Ora, con questo incredibile passo avanti della modernità, ho fatto quattro piccole e più brevi code solamente, in un tempo sempre di tre ore.

E sono riuscito a sbrigarmela solo grazie a quel vecchio catorcio che molti vorrebbero rottamare che si chiama aiuto solidale tra persone.

Ma che pretese direte voi. Il sistema si chiama “Eliminacode Q”, mica “Accorciatempo J”.

Game over.

Mario “vox clamans in deserto” Grossi

Frascati, 15 gennaio 2011

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