Telese elogia Cuffaro. Ma per favore…

Graziella Balestrieri

Elogio della giustizia, in nome di Falcone, Giuseppe Fava e Dalla Chiesa. E che mi venga un colpo, accidenti! un elogio a Totò Cuffaro sulle pagine del Fatto Quotidiano di ieri per mano di Luca Telese. E che mi rivenga questo colpo perché di questo giornalista ho sempre avuto grande stima, nella mia classifica dei giornalisti da cui prendere spunto il terzo, se non il secondo. Da dire poi che seguivo ogni trasmissione, e mi piaceva il suo essere furbo da giornalista, lo scaltro, il simpatico talvolta irriverente.

Ma si sa questo è un brutto mestiere. E magari alle volte non ci si rende conto nemmeno di quello che si dice per il gusto della provocazione. Perché il giornalista, in alcuni momenti, scavalca quella linea sottile  che passa fra l’essere lui stesso la notizia e la notizia in sé e non essendo in forma atletica smagliante, magari casca. Ma fare il giornalista è solo provocare o questo elogio è talmente sentito che la pietà che trasborda da queste righe dovrebbe arrivare anche al mio  di cuore che, in realtà, dinnanzi a Totò Cuffaro tutto ha tranne che un senso di pietà. Non sono cristiana, mia colpa mia culpa, mia grandissima colpa, invidio chi ha la fede, quasi quasi invidio Totò vasa vasa, e per riprendere Telese direi che sono “atea e materialista”. Ma un elogio… aprendo le mani e con segno di rassegnazione, un elogio per la dignità con cui ha accettato la sentenza?

Quali alternative avrebbe avuto , secondo Telese, Totò? Sbraitare come un forsennato dicendo magari “mi vendicherò , sono un perseguitato politico,” come ammise ai tempi (elezioni 2008) il Pierferdy nazionale parlando del figliol prodigo di Sicilia o doveva scappare come qualche altro di nostra conoscenza? Dispiace dirlo ma scrivere che magari Totò ha accettato la sentenza in maniera “pacata” e dignitosa perché conscio della malattia della figlia, conscio del fatto che lui cammina con la cannula di ossigeno non mi semnbra un gran colpo di ingegno. Telese – si capisce –   per far uscire una lacrima  può raccontare  delle malattie (siamo pure sempre figli di “C’è posta per te”): è sempre cosa buona e giusta. Ma sai quanta gente in carcere, magari innocente, muore? Sai quanta gente vive in condizioni disumane in carcere? Ricordo a Telese che quando venne condannato, il 18 Gennaio 2008, in aula Totò Cuffaro disse chiaramente «io non abbandono il mio ruolo di Presidente della Regione Sicilia». Solo dopo giorni di pressione da parte dell’opinione pubblica, l’onesto Totò si è dimesso!

Ma  Cuffaro che esempio di cittadino è? Uno che viene condannato a sette anni di reclusione per “favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra  e rivelazioni di segreto istruttorio”, non ha rubato caramelle al mercato rionale … non so se è chiaro! Ora il colpo mi è ben venuto, ho capito per quale motivo l’elogio: Berlusconi! Berlusconi è l’esempio da cui partite, Berlusconi è sempre e comunque in mezzo. Che gioco è scegliere il migliore fra il peggiore?

Ah sì, Cuffaro in questo: baciamo le mani, un esempio! Gli fossero venuti in mente Falcone, il figlio di Peppino Fava, la faccia sgomenta di Rita Dalla Chiesa (che dal palco di Costanzo – Santoro , 1991 diceva «questo è pazzo, è pazzo»). Di un Falcone fatto pezzettini, di un Peppino Fava, giornalista ucciso, di un generale Dalla Chiesa crivellato insieme alla compagna, non avrebbe potuto scrivere su di loro  l’elogio?  Non si scrivono elogi ai delinquenti. Non si prende esempio da un delinquente. Anche il fatto che Telese abbia scritto: «so che qualcuno storcerà il naso, ma non me frega nulla» la dice lunga. Perché, invece, gliene dovrebbe fregare e come, ricordando che un giornalista diventa tale perché viene letto dagli altri non perché si piazza davanti al pc e scrive.

La gente è “giudice” in questo caso. «Sono stato un uomo delle istituzioni e ho avuto un grande rispetto per la Magistratura. Questa prova non è stata e non è facile da portare avanti ma ha rafforzato in me il rispetto delle istituzioni. La Magistratura è  una istituzione, quindi la rispetto anche in questo momento di prova. Ha accresciuto in me la fiducia nella giustizia e soprattutto ha rafforzato la mia fede. Se ho saputo resistere in questi anni difficili è soprattutto perché ho avuto tanta fede e la protezione della Madonna», by Totò Cuffaro.

Se avesse avuto rispetto delle istituzioni non avrebbe favorito “Cosa Nostra”. In tutto questo non si può trovare niente da elogiare. E torniamo alla giustizia… Cos’è la giustizi e qual è l’intento della giustizia? L’intento della giustizia è procurare che chi è colpevole venga  condannato e che gli innocenti siano assolti … and Justice for all,  Telese. (Al Pacino,and Justice for all 1979).

E aggiungeremo: tutti i cittadini  hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Provenire dalla scuola democristiana non vale nulla, se si è colpevoli. Elogio di Domenico Geraci , di padre Pino Puglisi, di Beppe Alfano, di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi. Elogio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro,Rocco di Cillo e Vito Schifani. Elogio di Libero Grassi, Antonio Scopelliti, Rosario Livatino, Mauro Rostagno, Giuseppe Insalaco, Antonio Cassarà, Giuseppe Fava,Carlo Alberto Della Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro.

Totò Cuffaro nel 1991 davanti al figlio di Fava e alla figlia del generale Dalla Chiesa diceva a Santoro e Costanzo «il vostro è un giornalismo mafioso».

Bisogna che si faccia chiarezza sugli esempi da prendere.

Graziella Balestrieri

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