Agonalia, Agonia, Agonium

Alberto B. Mariantoni

Il 9 Gennaio, è il dies Agonales o giorno degli Agonali (Varrone, De Lingua latina, VI, 12), una delle importanti feste pubbliche romane. Nel corso di questa ricorrenza, come negli altri Agonalia dell’anno, il Rex sacrificulus o sacrorum e gli Agonenses o preti Saliens o Salieni (Varrone, De Lingua latina, VI, 14) immolavano un robusto e giovane ariete all’interno delle mura dell’antica Regia dell’Urbe.

Dal verbo latino ăgo, agis, ēgi, actum, ăgĕre – che può significare, agire, fare, condurre, spingere, fare avanzare; oppure, vivere, trascorrere (nel senso di condurre la vita, il tempo) – il termine Agonalia potrebbe derivare da:

–         Agônios (Ἀγώνιος) o Enagônios (Εναγώνιος) o assistente nelle lotte e nei concorsi’ o ‘protettore dei soldati’, uno degli epiteti attribuiti a Ζεύς/Zeús/Iuppiter/Giove ed Ἀπόλλων/Apollōn/Apollo da Αισχύλος o Aiskhylos o Eschilo (Ἀγαμέμνων o Agamemnon o Agamennone 513), Σοφοκλς o Sophoklēs o Sofocle (Τρακινιαι o Le donne di Trachis 26) ed Εστάθιος o Eustathios o Eustazio da Salonicco (commento ad Omero, Iliade, pag. 1335); oppure, secondo Παυσανίας o Pausanías o Pausania (Ἑλλάδος περιήγησις o Descrizione della Grecia v. 14. § 7) e Πίνδαρος o Pindaros o Pindaro (Ολυμπιονίκαν o Olympionikan o Odi Olimpiche VI, 133), era il principale appellativo di Hermès o Mercurio, il Messaggero degli Dei e Dio dei concorsi (Enagônios), nonché, allo stesso tempo, Dio dell’eloquenza (Hermès Logios), Dio delle greggi (Hermès Nomios o Criophoros), Dio delle strade, dei quadrivi, dei viaggiatori e dei ladri (Hermès Agétor, Hégémonios o Enodios), Dio dei mercati e del commercio (Hermès Agoraios), Dio del guadagno (Hermès Kerdôos) e Conduttore delle anime fino allo Stige (Hermès Psychopompos);

–         Agonius mons o Agonius collis o Agonus o vel Agonalis o Collinus o Cabalinus o Quirinalis Collis o colle del Quirinale (Ovidio, Fasti, I, 375; Otto Gilbert, Geschichte und Topographie der Stadt Rom im Alterlhum, B. G. Teubner,  Leipzig, 1883, vol. 1, pag. 281), uno dei sette colli di Roma;

–         Agone – come precisa Varrone: Dies Agonales, per quos Rex in Regia Arietem immolat, dicti ab Agone, eo quod interrogatur a Principe Civitatis, et Princeps Gregis immolatur” (De Lingua latina, V);

–         Agonius (uno dei soprannomi di Ianus o Giano), il Dio che presiedeva alla imprese umane (Festo, De verborum significatione 10, 6);

–         Agon? o Lo faccio? Vale a dire, la formula interrogativa che i Magistrati officianti (detti ugualmente Agones) pronunciavano ad alta voce, prima di sferrare il colpo di grazia all’ariete sacrificale (Ovidio, Fasti I, 320);

–         Ăgōnĭa o ‘vittima sacra’ (Festo, De verborum significatione 10, 5);

–         Agonia: “(…) dal fatto che l’hostia, la vittima sacrificata, era dagli antichi detta agonia ed il sacrificio era detto agonium o agonale(Luigi Castiglioni, Scevola Mariotti, Vocabolario della lingua latina, Appendice 3.4 – Feriae, feste pubbliche – terza edizione, Loescher Editore, Torino, 1996, pag. 2142).

Ora, qualunque sia o possa essere l’esatta etimologia della parola Agonalia, è risaputo che nella Roma antica, sotto il nome generico di Agonalia o Agonia o Agonium, venivano magnificate ben quattro celebrazioni. E cioè:

1.         Il dies Agonales del 9 Iannuarius o Gennaio (Ovidio, Fasti, I, 317) – instaurato dal secondo Re di Roma (Macrobio, Saturnaliorum libri I, 4, 7), il sabino Numa Pompilio (-754/-673) – era la prima della quattro feste agonali che venivano celebrate dai nostri antenati nel corso dell’anno; questa ricorrenza era interamente dedicata al Dio Ianus o Giano (antica divinità latina dalle ‘due facce’, ‘Dio del tempo’ e, più specificamente, ‘dell’anno’, del ‘mese’ e di ‘tutti gli inizi’…), il cui tempietto, a Roma, consisteva in corridoio con due porte, chiuse in tempo di pace ed aperte in tempo di guerra. Un Dio che – sulla base della sua ancestrale accezione latina designa ‘l’andare’ e, più particolarmente, la ‘fase iniziale del camminare’ e del ‘mettersi in marcia’ – regolava e coordinava l’inizio del nuovo anno, da cui Ianuarius, il mese di Gennaio.

2.         Il dies Agonales del 17 Martius o Marzo (Varrone, De lingua latina, V, 51 e seguenti) o Liberalia era una commemorazione popolare che veniva realizzata in onore di Liber Pater (Dio della vigna e della fertilità dei campi) e di Libera (appellativo di Venus/Venere, divinità della fecondità); nel medesimo giorno – oltre alla cerimonia dell’assunzione della toga virile da parte dei giovani che erano giunti allo loro pubertà – si celebrava l’agonium Martiale: in particolare, il tradizionale sacrificio di un ariete, in questo caso in onore di Marte o di Quirino (Varrone, De lingua latina VI, 14);

3.         Il dies Agonales del 21 Maius o Maggio era una pubblica ricorrenza che veniva ordinariamente celebrata in onore del Dio Vediove, una divinità infera del fulmine che possedeva un suo Tempio tra il Campidoglio e l’Arce Capitolina (Ovidio, Fasti, V, 527);

4.         Il dies Agonales dell’11 December o Dicembre era una celebrazione collettiva che veniva effettuata in onore del Sol Indiges o Sole Indigete (nel senso di ‘padre’, ‘antenato’, ‘precursore’, ‘progenitore’); contrariarmente agli altri Agonalia, quest’ultimo – chiamato Septimontium (Sette monti) – veniva collegialmente glorificato dal popolo romano sull’insieme dei sette colli dell’Urbe.

Questo è ciò che c’era da dire sugli Agonalia.

Che il lettore provi ad essere cosciente e degno della nostra Storia. E’ anche serbando semplicemente memoria delle nostre antiche festività originarie che, prima o poi, il nostro Popolo-Nazione riuscirà a risorgere dalle sue ceneri, per riprendere possesso del suo presente e, di conseguenza, tutti assieme del nostro immancabile avvenire!

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