Sinistra. Berlusconi non si batte come fate voi

Simone Migliorato

Sinceramente non capisco perché il giornalismo italiano d’opposizione, e con questo tutti i presunti intellettuali che dovrebbero rappresentarla, ogni tanto non facciano silenzio. O per dirla meglio: perché non comprendono che il silenzio è la cura per questo paese? Si, vorrei lanciare uno slogan: stiamo zitti! Non parliamo! Insomma: facciamo altro/occupiamoci di altro.

A cosa mi riferisco? Alla nuova telenovela mediatica sulle pulsioni sessuali di Silvio Berlusconi. Sarebbe inutile in questa sede ripercorrere tutta la vicenda, poiché tutti (purtroppo) sappiamo quello che è accaduto. Vorrei invece riflettere su un altro fatto. E’ dominio pubblico che: molti pentiti di mafia hanno ammesso che Forza Italia è stato il partito di riferimento per la cosca nei primi anni 90. E’ dominio pubblico che: Previti, Ligresti, Dell’Utri, Murdock. Anche i meno candidi ammettono che: Silvio Berlusconi è entrato in politica soprattutto per non finire in galera, e difatti in questi 16 anni (il Lodo Alfano è l’ultimo atto) è riuscito sempre a scampare alla gatta buia. Ma c’è anche altro di dominio pubblico, infatti: Veronica Lario ha serenamente chiesto aiuto per il suo ex marito, facendo capire che è un po’, diciamo, erotomane. Poi troviamo Noemi Letizia, la D’Addario, il ministro Carfagna e le consigliere che prima erano igieniste dentali. Tutta questa tristissima lista per dire: cosa pensa Repubblica? Pensa veramente che un uomo passato illeso in tutti questi anni, possa cadere per una escort marocchina minorenne? Per un ballo erotico? Per una chiamata in questura? Mi sembra da idioti pensare questo. E mi sembra oltretutto idiota pensare che il prestigio dell’uomo Silvio Berlusconi possa essere scalfito da questi suoi vizietti. Rimando per approfondire all’articolo dello scorso numero de Il Fondo di Graziella Balestrieri [leggi qui].

Il politicamente scorretto di Silvio Berlusconi, il suo essere Ubu Roi è il tratto caratteristico della sua politica. Ed è soprattutto il tratto linguistico che ha cambiato radicalmente la percezione della realtà per molti italiani, e quindi anche della politica del nostro paese. Tutti questo lo sappiamo, e credo che l’opposizione e la sua avanguardia (se c’è) questo dovrebbero saperlo meglio di tutti. L’Italia è un paese dove il senso è cambiato, dove i precari della scuola fanno lo sciopero della fame e un ministro risponde: “sono ideologici”. Come se la fame e la paura per il futuro avessero una ideologia.

Rimango stupito che la direttrice de L’Unità Concita De Gregorio, in diretta su Anno Zero continui nello scontro con l’avvocato Ghedini a parlare di etica. Come se l’etica politica, calpestata da Silvio Berlusconi possa essere ancora un punto a favore della sinistra (che in molti casi la stessa etica ha ignorato). Non si comprende che c’è già un personaggio politico che riempie il vuoto istituzionale ed etico calpestato da Berlusconi: questo è Gianfranco Fini. Perché ammettiamolo: qual è il motivo del successo odierno del leader di Fli? Il suo successo risiede completamente nelle sue dichiarazioni istituzionali, volte al politicamente corretto. In fin dei conti i finiani continuano ad essere in coalizione con Berlusconi e senza pregiudizio non trovo illuminanti e roboanti le loro posizioni. Però, nonostante questo, il laboratorio culturale di Fini, FareFuturo, è l’elemento nuovo della cultura politica italiana. Dicendo anche delle cose molto interessanti, ma il più delle volte limitandosi a prendere  solo posizione contro l’indecenza di Berlusconi.

Può quindi l’opposizione in Italia continuare a scimmiottare Fini che attualmente non è nemmeno l’opposizione? Può continuare dopo più di un decennio a usare il metodo Di Pietro, il metodo Repubblica? Non si comprende che è un metodo che non ha successo? Invece si continua a non proporre e a cadere nel tranello più insidioso del berlusconismo che è l’immagine di Berlusconi stesso: Silvio che entra nelle nostre case. Non serve scomodare Orwell per domandarsi: non è come il Grande Fratello? Questo parlare della vita privata del potere non fa parte del disegno del potere stesso? Non è questo il suo grande successo?

In Italia c’è la peste, e lo dico senza troppo enfatizzarmi. Ed è della peste che dobbiamo parlare e fare un po’ di silenzio sull’utilizzatore. Una peste che sta distruggendo il futuro dei giovani grazie al lavoro precario e non tutelato. Una peste che distrugge la scuola pubblica e la ricerca. Una peste che è con Marchionne e il suo modello “prendere o lasciare”. Una peste che è in Abruzzo in uno stato che non tutela i cittadini da un rischio sismico accertato. Una peste che ha ucciso Carlo Giuliani, Gabriele Sandri, Stefano Cucchi e Federico Aldovrandi. Una peste che porta lavoratori sul tetto e immigrati disperati sulle gru. C’è anche Silvio Berlusconi in questa peste. C’è il suo dominio sull’informazione e il ruolo che ha avuto e che ha nella retrocessione umana del nostro paese. Ma non è l’argomento più interessante di cui parlare. Dobbiamo parlare della azioni della politica, dobbiamo parlare di quello che realmente succede nel nostro paese. Perché la realtà non è Villa Certosa e Palazzo Grazioli.

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