Berlusconi: meglio puttaniere che gay. Basta

Angela Azzaro

L’articolo che segue è su Gli Altri online di oggi, 2 novembre 2010.

La redazione

CONTRO BERLUSCONI
CANDIDIAMO VENDOLA. SUBITO

Angela Azzaro

Gli Altri non è stato tra i giornali che hanno speculato sugli scandali sessuali del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Abbiamo tentato di essere da una parte critici, molto critici nei confronti dell’immagine del rapporto uomo donna che veniva fuori da quelle vicende, denunciando dall’altra certo moralismo della sinistra che incapace di contrastare il premier sul piano delle proposte cercava di incastrarlo senza però mai dare segnali forti di diversità.

Insomma non abbiamo gridato al lupo al lupo troppe volte, facendo sì che il lupo continuasse indisturbato a legiferare nel peggiore dei modi oppure a non legiferare per nulla lasciando che il Paese continuasse a essere travolto da una crisi economica di cui ancora non avvertiamo in pieno le conseguenze.

A maggiore ragione oggi, davanti all’ultima dichiarazione del presidente del Consiglio, ci sentiamo in diritto ma soprattutto in dovere di prendere una posizione decisa contro di lui. Forse molti di voi sanno cosa ha detto. Ha detto che è meglio amare le belle donne che essere gay. Il riferimento è a Ruby, la ragazza marocchina per cui il premier potrebbe essere indagato per abuso d’ufficio.

E’ una frase inaccettabile. Inaccettabile da parte di chiunque, chiunque l’abbia pronunciata, ma ancora di più se a pronunciarla è stato il capo del governo. Non c’è battuta che tenga. E’ l’espressione della peggiore omofobia: discrimina, manda un messaggio sbagliato, ci rende ridicoli agli occhi del mondo, perché in nessun altro grande paese del mondo verrebbe detta o accettata una frase come questa. E’ una frase che riempie di fango l’immagine di qualunque liberale e che nessun liberale può pronunciare.

C’è uno squallido filo rosso che lega i comportamenti privati del premier a questa ultima boutade. Il filo rosso è dato dal disprezzo delle donne, dei gay, di tutti coloro che non rientrano nella sua norma. Non è vero che Berlusconi ama le donne, le odia, vuole solo possederle, le considera oggetti a sua disposizione. Così come odia i gay, a cui del resto questo governo ha regalato solo qualche atto simbolico senza dare nessun segnale concreto di cambiamento.

Si può obiettare che anche la sinistra non fu capace di fare niente. Ma almeno non si è mai permessa di scendere a livelli così bassi. Non è poco. Perché le parole spesso sono pietre. E le parole di Berlusconi sono pietre che lapidano tutti noi.

C’è anche un’altra evidente chiave di lettura. La frase: meglio amare le belle donne che gay potrebbe essere letta come un riferimento alla contesa elettorale, da una parte Berlusconi dall’altra Nichi Vendola. Un Nichi Vendola che sale nei sondaggi e si afferma nel cuore degli italiani, ma che ancora vede contrapporsi la burocrazia del centrosinistra. Dopo questa dichiarazione di guerra del premier, sarebbe ancora più importante dimostrare che la sinistra è diversa e riconosce il valore delle persone a prescindere dal loro orientamento sessuale. Scegliere Nichi come leader sarebbe un bel segnale. Un modo serio per dire a Berlusconi: è scaduto il tuo tempo, i politici come lei non vincono più.

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