Pedro Gonzáles Calero. Risosofia

Clara Tesei

Una lettura adatta per l’estate. Dall’autore di Rido ergo sum un nuovo volume dedicato a quei burloni dei filosofi: Risosofia. Aristotele, Kant, Hegel, Marx, Freud e altri burloni. L’autore e uno spagnolo del 1962, Pedro Gonzáles Calero che nella vita tutto è stato tranne che cultore di saggezza e verità. Spazzino, archivista, documentarista, professore di filosofia, burattinaio frustato, repubblicano e ateo, Calero amerebbe di molto poter vivere nell’Atene del V secolo a.c., a cianciare con lo stesso Socrate. Mica male come sogno nel cassetto…

Ciò che affascina del presente libro, pubblicato dalla casa editrice Ponte Alle Grazie, è la squisita leggerezza con cui l’autore discetta dei mostri sacri del sapere dei saperi, dall’alba del mondo, dividendoli per ere e zone: filosofia antica, orientale, cristiana, moderna, contemporanea, bibliografia finale ben panciuta a corollario.

I filosofi non sono quelle persone serie, contorte, macerate ed eternamente pensatrici come si vorrebbe fa credere. Seduti tutto il giorno al polveroso e tetro tavolo da lavoro? Macchè! Si dilettano di paradossi ed acutezze, si accapigliano tra loro come femmine gelose e si scambiano battute al fulmicotone. Insomma, in breve, si divertono.

Una raccolta, dunque, di aneddoti e battute lampo che spolvera la filosofia dal grigio pulviscolo dei secoli meditabondi. Nozze squillanti tra l’amore per la conoscenza, l’ilarità ed il senso dell’assurdo. I maestri del pensiero vengono denudati, lucidati e spazzolati ben benino per rinnovarsi nella lingua pungente, come da migliori arabe fenici. Al via, dunque, una carrellata di allora tocchi e rintocchi verbali senza eguali ma che, al contempo, mostrano una strabiliante contemporaneità:

«Contro lo sciovinismo ateniese

Antistene nacque ad Atene, ma era figlio di stranieri. Alle volte se lo sentiva rinfacciare da alcuni, che di vantavano di essere ateniesi di razza pura. Una volta qualcuno tirò fuori l’argomento davanti a Socrate, che di Antistene era amico e maestro, e questi ribatté: “Credevi forse che gli ateniesi sarebbero stati capaci di generare un uomo con tante qualità?”.

L’elemosina messa in discussione

Un giorno qualcuno rimproverò Aristotele in quanto aveva dato l’elemosina a un malfattore che supplicava aiuto. Il filosofo si difese ribattendo: “io mi sono limitato ad aiutare l’uomo, non i suoi costumi”.

Dov’è Dio?

Secondo la maggioranza dei teologi cristiani, Dio è presente in ogni luogo (anche se non si confonde in nessun momento con le cose di questo mondo), perché nulla sfugge alla sua comprensione infinita e il suo grande occhio vede ogni cosa. Questa stessa teoria sarà espressa in maniera arguta molti secoli dopo da un maestro della tradizione hasidica, Isaac Meir. Meir era ancora un ragazzo quando qualcuno gli aveva chiesto: “Ti darò un fiorino se mi dici dov’è Dio”. Lui aveva risposto: “E io te ne darò due se tu mi dici dove non è”.

La ragione macchiata

Pascal era convinto che la sua capacità razionale fosse macchiata dal peccato rovinale. Un paio di secoli dopo, Nietzsche si sarebbe preso gioco di lui dicendo che la razionalità di Pascal era effettivamente macchiata, ma non del peccato originale come credeva il filosofo, bensì proprio dalla sua fede cristiana.

Una risposta deludente

Si suppone che i filosofi cerchino di scoprire l’essenza e i fondamenti ultimi della realtà. Eppure, le spiegazioni fornite di solito non sono soddisfacenti. Lo ammetteva in maniera incisiva, e con la sua solità onestà intellettuale, il filosofo danese Søren Kierkegaard: “Spesso quel che i filosofi dicono della realtà è deludente quanto un cartello ‘Qui si stira’ appeso all’uscio di un rigattiere. Se porti i tuoi abiti sperando di farteli stirare, ti troverai beffato: è solo un cartello in vendita”».

Una carrellata esilarante di verbali filosofici perfettamente riuscita che si dipana per oltre 180 pagine ad un ritmo febbrile ed irresistibile. «Un viaggio brioso e provocatorio nella storia del pensiero, in compagnia di quei buffi signori che si fanno chiamare filosofi».Una lettura che fa bene allo spirito, abbattuto – di questi tempi – dai migliori dei tuttologi del giudizio politichese e culturale, a volte riuniti medesimamente come la peggior copia di Giano bifronte. Ed è a loro che dedichiamo, a chiosa del presente, un’altra mirabilia del profetico tedesco Nietzsche, augurandoci sempre che sia la risata, al fine, ad uccidere nemici e – perché no – anche qualche “tedioso” amico:

«L’autocontraddizione

Esistono pensatori – sosteneva Nietzsche – per i quali non c’è bisogno che alcuno li contraddica. Senza rendersene conto, ci pensano loro stessi a farlo».

.

.

.

Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks