Non abbandonarli!

La redazione

Da sempre Il Fondo Magazine è attento alle questioni e campagne di sensibilizzazione all’abbandono e protezione da maltrattamento degli animali. Sia perché la vicedirettora, Susanna Dolci, è notoria gattara sia perché è semplicemente ignobile disporre a proprio piacimento di un essere vivente e trattarlo alla stregua di un rifiuto. Della serie usa e poi getta.

Ad essere ripudiati, ormai, non sono solo cani, gatti, criceti ed altri piccoli roditori, pesci, serpenti ed affini parenti. Ora si è arrivati anche a buttare in strada i cavalli, con il conseguente e cosiddetto “randagismo equino”.  E già si sono verificati, quest’anno, sul territorio nazionale oltre 80 casi di abbandono e sopraffazione di cavalli, anziani, provenienti da allevamenti, realtà lavorative oppure dai gironi infernali degli ippodromi. Aggiunti, questi, ai 450mila cani senza padrone dislocati dalle Alpi al mare, specialmente nel Sud Italia, il quadro è assolutamente schifoso.

A quanto pare non bastano nemmeno tutte le leggi entrate in vigore negli ultimi anni con ammende e carcerazione e gli accorgimenti sanitari (anagrafe canina, sterilizzazione e microchip) a fermare il gesto bestiale. No non basta a quei deficienti, idioti e stronzissimi esseri umani che brillantemente si disfano con nonchalance del cucciolo di turno, divenuto adulto e scomodo. Per loro si apre, una volta catturati, la porta del canile o struttura di accoglienza che dir più gentilmente si voglia.  «Detenuti a quattro zampe che, nella migliore delle ipotesi possono contare anche su “secondini” premurosi e amorevoli, volontari e amanti degli animali che dedicano il loro tempo libero alla cura degli ospiti dei rifugi sparsi un po’ in tutta Italia. Ma che nei due metri per due del loro recinto dovranno rassegnarsi a una vita senza corse, senza giochi e, soprattutto, senza l’amore e l’affetto che solo un compagno di vita sa dare».

Senza commentare il fatto che i primi a lucrare su questi poveri disgraziati sono spesso e proprio i gestori ed appaltatori privati dei canili o struttura di accoglienza di cui sopra che pur di spremere economicamente sino in fondo ogni singolo animale (da 2 a 7 euro giornaliere a bestiola stando ai dati della LAV), sarebbero pronti a vendersi la madre. Con la complicità di amministratori pubblici poco corretti o meglio stronzi parimenti ai soggetti già precedentemente citati per la loro proverbiale stronzaggine.

E come se non bastasse, ecco un’altra pennellata di colore dell’italica civiltà: «I volontari lottano contro un altro fenomeno, quello degli abbandoni, a cui il randagismo è direttamente collegato, che fa i conti con un’arretratezza culturale che in Italia porta i proprietari di animali da compagnia a sbarazzarsi ogni anno, soprattutto in estate, di 50mila cani e 80mila gatti. Oggi, però, la sensibilità nei confronti di questo fenomeno è aumentata e tante sono le campagne contro l’abbandono».

E già perché dal 2002 il numero dei cani randagi è sceso di circa 200mila unità da un numero iniziale improponibile di 660.517. Esclusi i morti e feriti sui campi di battaglia delle autostrade, campagne, periferie e centri cittadini. Due numeri di utilità con sms che pregasi segnare ed usare prontamente nel caso foste testimoni di situazioni pericolose per gli animali: 3341051030 e 3487611439, operativi 24 ore su 24 su tutto lo stivale tricolore. Avvisare non costa nulla se non quegli sporchi 10 centesimi dell’invio messaggio.

E se pensate che questo argomento possa non interessarvi, vi ripetiamo e riscriviamo, a monito, di immaginare che in un probabile mondo rovesciato, potrebbero essere proprio loro, code e vibrisse comprese, a lasciarvi legati ad un palo sotto il sole rovente e senza’acqua. Come vi sentireste allora: un po’ incazzati? Forse…Chissà…

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