Pietro Taricone. Quando muore anche la pietà

Raffaele Morani

Quando muore una persona famosa tutti ne parlano. C’è una sincera commozione  ma anche curiosità da parte della gente, comune o meno, e i mass-media si impegnano nel costruire il servizio più strappalacrime a buon mercato (tutto fa audience!). C’è poi chi s’impegna per apparire ai funerali e qualcuno, nella poco onorevole gara a vendere a giornali e tv il ricordo più commovente o più costruito, a seconda dei punti di vista.

Quando poi la persona famosa viene a mancare improvvisamente e tragicamente, come nel caso di Pietro Taricone, una persona normale come tante che è divenuta “personaggio” grazie ad un reality televisivo di successo, la commozione è ancora più grande, perché “era famoso ma era ancora uno di noi”.

Nel caso di Pietro Taricone, però si è registrata una reazione diversa dal solito da parte del circuito di Indymedia, una rete di informazione e controinformazione legata al circuito della sinistra radicale in senso lato (centri sociali, collettivi e gruppi più o meno grandi, siti internet, ecc.).

A causa della vicinanza di Taricone con CasaPound, che in un’intervista aveva dichiarato apprezzamento per alcune iniziative dei “fascisti del terzo millennio”, e si era attivato per far nascere un gruppo di paracadutismo sportivo legato a CasaPound, le reazioni di molti nodi territoriali di indymedia sono state più o meno le seguenti: “Un fascista di meno”, “-1″, “CasaPound ricorda Pietro Taricone… sperando facciano tutti la stessa fine”, “tariconi e quelli come lui sono il simbolo dell’italia berlusconiana di merda che è necessario distruggere…. e cmq casapound continuate così che vi autoeliminate uno a uno iettatori di merda”, “Cari fascisti prendete ad esempio! Buttatevi SENZA PARACADUTE”. E via con altri interventi simili, anzi anche peggiori che, in nome dell’antifascismo militante hanno vomitato odio e livore, mostrando un’ assoluta mancanza di pietà verso un uomo morto tragicamente a 35 anni e lascia una bambina di 6 anni.

E – si badi bene – nessuno ha rimproverato a PietroTaricone di aver commesso atti di intolleranza o violenza di qualsiasi tipo! Gli si rimprovera solo la vicinanza a CasaPound! Sui vari nodi di Indymedia, ci sono anche da segnalare molti interventi di dissociazione e condanna dei post offensivi, ma solo su Indymedia Roma compare un post dall’eloquente titolo “Agli infami che ridono della morte di Taricone”, a cui però rispondono in tanti che non c’è nulla di cui rammaricarsi, perchè Taricone era un fascista, e via cantando. Il fascista vero o presunto, non è una persona ma qualcosa di diverso, di altro, che non merita alcun rispetto o dignità.  La Pietà sembra veramente morta!

La cosa che lascia un certo amaro in bocca è però, a mio modesto parere, l’assordante silenzio dimostrato da parte di molti giornali di sinistra, di fronte a queste reazioni di alcuni dementi che però si definiscono compagni, e tali si considerano. Un silenzio forse d’imbarazzo? Se fossero apparsi commenti simili di insulto e mancanza di rispetto su siti di estrema destra o di CasaPound a proposito di Aldrovandi o Giuliani, le reazioni sarebbero state le stesse? Probabilmente di fronte a tanta stupidità e mancanza di pietà c’è poco da dire e aggiungere.

Chiarisco subito che per me il silenzio non è assolutamente assenso! Ma a volte rischia di essere indifferenza, e se l’indifferenza talvolta uccide, non vorrei che finisse per diventare licenza assoluta d’insulto o di odio. Bisogna dire con forza che non tutti gli antifascisti hanno simili reazioni quando muore un fascista, vero o presunto, e che simili reazioni sono ascrivibili al disturbo mentale o alla crudeltà più abbietta, ma nello stesso tempo bisogna con ancora più forza indignarsi e riconoscere che all’interno del variegato mondo dell’antifascismo, per la verità sempre meno numeroso, ci sono anche simili personaggi.

Dire, come fa qualcuno che tali personaggi “non sono veri antifascisti” ma dementi che non hanno nulla a che fare col vero antifascismo, o fascisti travestiti che scrivono simili porcherie per sputtanare i veri antifascisti, mi ricorda tanto quando l’Unità ed il PCI,  molti anni fa, per sottovalutazione definirono “sedicenti” le Brigate Rosse, perché era impossibile che alcuni atti violenti e crimini fossero commessi da gente di sinistra che si rifaceva anche alla Resistenza. La storia ha dimostrato che le “sedicenti Brigate Rosse” erano tante cose, ma non erano affatto sedicenti. Possibile che dagli errori ed orrori del passato non si sia imparato a sufficienza?

Raffaele Morani.

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