Lea Di Leo. Pagelle (erotiche) ai calciatori

Alessandro Cavallini

Negli ultimi anni i calciatori sono diventati oggetto di invidia dell’intera popolazione maschile non solo per i lauti compensi percepiti e per il tipo di professione svolta, non certo paragonabile alle fatiche degli operai o dei minatori, ma soprattutto per il fatto di essere sempre affiancati da belle e procaci signorine. Questo è il potere del denaro e della notorietà. Ma a qualcuno, nel mondo (finto) moralista del pallone nostrano, tutto ciò non sta più bene. Ed ecco così che la società del Cittadella ha deciso di sporgere querela contro la nota (almeno a livello locale) pornostar di Castelfranco Veneto, Lea Di Leo [nella foto], macchiatasi di una gravissima colpa: essersi definita tifosa del Cittadella, essersi fatta fotografare con la maglia della squadra ed aver dichiarato di essere amica di alcuni giocatori.

Ma nelle interviste rilasciate ad Alfonso Signorini per Radio Montecarlo ed a Barbara D’Urso per Canale 5 ha aggiunto ulteriori particolari piccanti, ricordando di una cena con giocatori e dirigenti e che a fine serata un calciatore del Cittadella «mi ha telefonato, dicendo che ha saputo che sto scrivendo un libro in cui darò i voti alle prestazioni sessuali dei calciatori e vuole esserci anche lui». E così la società ha deciso di sporgere denuncia: «Il Cittadella Calcio e il dott. Gabrielli non conoscono e non hanno mai conosciuto la signora Lea Di Leo. E pertanto le dichiarazioni sono gravemente lesive dell’immagine del Cittadella. Il Cittadella e il presidente Gabrielli hanno incaricato i propri legali di intraprendere le più opportune azioni legali».

Solo che la storia si è diffusa su Internet ed è balzata agli onori della cronaca nazionale. E per Lea Di Leo è arrivato un invito dalla presentatrice televisiva Barbara D’Urso, a cui ha già risposto affermativamente. «Andrò con la maglia del Citta perché sono tifosa granata», facendo ulteriormente infuriare il presidente Gabrielli («Si sta dando troppa enfasi a questa vicenda»).

Ma per fortuna non tutti sono bigotti come la dirigenza della società e sia la città che lo spogliatoio stanno trattando la vicenda con ironia. I giocatori sdrammatizzano la storia e i tifosi hanno già preannunciato uno striscione goliardico con scritto “Lea Di Leo, dacci i voti”.

A questo punto sorge spontanea una domanda: ma non è per caso che i dirigenti abbiano deciso di muoversi spinti da un infantile sentimento d’invidia? La scelta di Lea Di Leo è comprensibile: come può una giovane e bella donna come lei non essere attratta da giovani ragazzi aitanti e pieni di muscoli? Ma ora che la maschera è stata gettata e la storia è divenuta di dominio pubblico, la speranza è una sola per i ragazzi di Cittadella: che Lea Di Leo mostri la stessa simpatia e disponibilità anche verso quei numerosi ed ugualmente aitanti e muscolosi ragazzi di periferia che svolgono umili lavori, più faticosi ma meno remunerati del calcio. D’altra parte è dai tempi della Rivoluzione Francese che ci propinano l’idea che siamo tutti uguali. Staremo a vedere se la tifosa pornostar è della stessa opinione.

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