L’atroce vecchiezza della sinistra intelligente

Luca Leonello Rimbotti

Ci prova, ma non ci riesce. Guarda, ma non vede. E poi uno si chiede il perchè della morte per consunzione della Sinistra italiana. È la “normale” sclerosi di un corpo nato vecchio che sopravvive inalando dosi di incultura. È la storia di qualcosa che è rimasto impagliato nelle sue utopie ottocentesche. La Sinistra-che-pensa, in realtà sta dormendo a occhi aperti il sonno senile di chi, accarezzando il morbido pelouche ideologico, sogna il suo futuro di bambino decrepito. Basta aprire una qualunque gazzetta della Sinistra d’avanguardia, quella autorevole che fa tendenza, quella che rigurgita di professorini che scopiazzano a man bassa e non producono un’idea da quarant’anni, e abbiamo il certificato di morte del progressismo di sinistra. L’ago non si muove, la linea rimane piatta. Per dire, uno apre il numero di “MicroMega”, quello intitolato “Destre e/o libertà” – e dico “MicroMega”, il sacro almanacco dei potenti salotti della borghesia illuminista… roba grossa – e non può fare a meno di imbattersi in una tale sequela di sciocchezze da imbarazzare finanche l’ultimo frequentatore delle case del popolo. Si esagera? Non si esagera.

Ce l’hanno col “populismo” berlusconiano, e fin qui fatti loro. In fondo, c’è da compatirli. Quello, senza aver letto una riga di Horkheimer e Adorno, gli vince le elezioni sotto il naso una dietro l’altra e loro devono ancora capire come fa. Senz’altro deve essere colpa del popolo, dicono fra sé a Sinistra, di questo popolaccio che è idiota e non somiglia per niente a quello letto sui libri di Trotzkij.

Ma alla Sinistra intelligente piace invece l’altra faccia della Destra, quella finiana che fa tanto “buon selvaggio” ripulito e indottrinato, tolto dalla borgata e portato sulla terrazza buona a parlar di popolo democratico con l’erre moscia, e allora quella Destra sottoproletaria se la coccolano alla Pasolini, se la pettinano a dovere…ma quanto è democratica, ma guarda come mi cresce bene, ma questa sì che è vera Destra. Poiché alla Sinistra piace tanto una Destra anti-popolare, conservatrice, reazionaria, un po’ gretta, molto borghesuccia, insomma inetta politicamente, vecchia ideologicamente, scarsa di cultura ma che si sforza, fa del suo meglio…una fondazione qua, una cattedra universitaria là, ci siamo capiti: una Destra che pare tutta la Sinistra…in questa Destra la Sinistra ci si specchia che è una meraviglia. Ci si rivede com’era lei da giovane. Perdente, ma formidabile.

Chiederete: ma alla fine, quale Destra piace alla Sinistra? “MicroMega” ce lo dice d’un fiato: De Gaulle, Churchill, poi anche Gentile, Croce, Pareto, Mosca…che diamine! Il meglio della reazione! Tutta roba modernissima! Questa è la Destra “normale” che innamora la Sinistra…e la Sinistra, si sa, è una strana retroguardia, anzi, una “normale” idea di “rivoluzione” che è diventata reazione allo stato puro…Ma sanno davvero di chi parlano? Dicono che la “Destra Nuova”, al cui parto partecipano sperando che venga fuori rachitica, dovrebbe ispirarsi a quei bei nomi per «la ripresa di una forte cultura democratica», come scrive Simonetta Fiori… Democratico, chi? Pareto? O forse Gentile? O invece Mosca? I campioni dell’esclusivismo gerarchico, pure un po’ razzista? Proprio loro, i nazionalisti radicali italiani? Forse Croce, quello che nel 1915 voleva la guerra, ma a fianco degli Imperi Centrali, e che nel ’22 votò per il governo Mussolini? O piuttosto gli imperialisti nazional-conservatori? Ma Churchill non era uno schiavista? E De Gaulle fino a ieri non era un “fascista”?

La Sinistra intelligente di “MicroMega” elabora la seguente geniale sintesi storica: questa «grande cultura di destra», uccisa dal Fascismo, avrebbe avuto proprio oggi l’occasione di riemergere…se non fosse stato per il dannato ciclone berlusconiano, ignorante, impresentabile, senza uno straccio di intellettuale al seguito…la variabile che la dialettica post-marxista, come al solito, non aveva previsto. Ma noi chiediamo: non è stato invece proprio l’ignobile “populismo” a estrarre la Destra italiana dalla mitica fogna e a metterla al governo? La poltrona della Camera è stata raggiunta grazie a Pareto o grazie al piazzista mediatico…oppure, se vogliamo, anche grazie ai voti neo-fascisti? Quindi, se la Sinistra ha oggi uno scheletro di Destra a cui lisciare il pelo, come glielo lisciano i Camilleri o i Flores d’Arcais, piaccia o non piaccia sa chi ringraziare: non certo la buonanima di Churchill, ma precisamente l’odiato Berlusconi… Ma ha poi un’idea “MicroMega” dove gli metterebbero Gentile o Pareto «la forte cultura democratica di destra» immaginata a sinistra?

I nostri progressisti, che non hanno capito né Gentile né Pareto né Mosca e neppure Croce, si augurano che prenda vigore una “Destra Nuova” ispirata ad alcune fra le più rovinose cariatidi del conservatorismo borghese e reazionario europeo, tra cui appunto Churchill e De Gaulle: quale esemplare percorso hanno compiuto gli eredi di Camus e di Voltaire! Quale invidiabile crescita!

Poi ci pensa la Lidia Ravera a rovesciare altro sale su queste ferite sanguinanti della Sinistra. Suo è un imperdibile scambio di idee con il giovane Adriano Scianca, il bravo esponente di CasaPound. Sistemati i porci nelle redazioni padronali e perdute da un pezzo le ali, alla Sinistra non resta che arrancare rasoterra. L’icona libertaria nulla conosceva di Pound…si meraviglia che si fosse occupato di usura…guarda i giovani di CasaPound «seduti ai tavoli, bevono birra e parlano»…incredibile, non sono dunque le belve fasciste…sbarra tanto d’occhi…poi ironizza, chiosa, paventa: ma non saranno mica quelli che accoltellano gli immigrati e i gay? È il tic, la vecchia sindrome, l’eco delle amate assemblee antifasciste che riemerge dall’inconscio…

Ma poi fa parlare Scianca, è giusto, siamo o no democratici?…e ascolta, ma al solito senza capire: gli immigrati sono i nuovi schiavi, ci vorrebbe uno Stato che sia sovrano, una politica sociale attiva…Nulla, non recepisce. La Ravera sorride del “marinettismo” di quei giovani, ride come il villico davanti alla Venere di Milo: non ci arriva. E subito si allarma se i ragazzi di CasaPound dicono di voler “riscrivere la Costituzione”. Ma come: riscrivere la bibbia antifascista? Capirete, questi vetero-giacobini hanno la loro nuova parola d’ordine, che stanno insegnando alla Destra finiana con pazienza certosina: “patriottismo costituzionale” si chiama la formula, è una cosa nuova, nuovissima, pieno Settecento, New England…dosi di anabattismo, un po’ di massoneria, i diritti dell’individuo, niente comunità, molta società, ma quella per azioni, s’intende, su tutto una gran coltre di turboliberismo ed ecco la “democrazia avanzata”…un bell’approdo, per i nonni sessantottini!

«È bizzarro – motteggia irresistibile la Ravera parlando fra sé di CasaPound – questo gruppo politico…composto da gente che ha meno di 30 anni…avanza proposte e usa un linguaggio che rimanda alla prima metà del secolo scorso…». Giusto l’epoca della “resistenza antifascista” e della Costituzione, no Lidia? Che fai, non ridi più?

Loro non se ne rendono conto, ma “fanno futuro” tutti insieme – la Sinistra terminale e l’abortino “Destra Nuova” – con materiali di scarto del trapassato remoto…roba che, al confronto, lo “squadrismo mediatico” e il “marinettismo” dei giovani antagonisti di CasaPound sono una saga futuribile ancora tutta da scrivere. Ma non diciamoglielo. Tanto, come sempre, non capirebbero.

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