Regionali 2010. Fine della sinistra identitaria

Angela Azzaro

Oggi viene in mente una fotografia color seppia. Virata dal troppo tempo trascorso e da un trionfo poi rivelatosi un fallimento. In quella foto, immortalati i pugni chiusi dei compagni che due estati fa vincevano per una manciata di voti il congresso di Rifondazione comunista: eletto Paolo Ferrero, perdente Nichi Vendola. Con Paolo Ferrero si affermava l’idea di un partito identitario, antilibertario. A poco vale, anche oggi, ricordare come quella vittoria fu frutto di imbroglio, alla fine comunque il Prc passava nelle mani dei puri e duri: coloro che volevano e vogliono un partito comunista old style.

Ma oggi, nel marasma dei dati delle Regionali, quel trionfo appare come l’ultimo singulto di un’ipotesi politica ormai tramontata. Paolo Ferrero perde, Nichi Vendola vince e da molti viene visto come l’unico candidato in grado di guidare il centrosinistra alla vittoria contro il Pdl alle prossime elezioni politiche.

Partiamo dai dati. Rifondazione ferma al 2.9, Sinistra ecologia e libertà, la nuova formazione nata dopo la scissione capeggiata da Vendola dal Prc, al 3.1. La distanza, in termini di percentuale appare poca cosa, ma se analizzata in prospettiva offre altre chiavi di lettura. Intanto Sinistra ecologia e libertà, che sconta l’essere ancora molto giovane, raggiunge percentuali più alte, con punte del 6 o 7 per cento, là dove ha una qualche forma di radicamento. Dove ci sono suoi esponenti che hanno potuto farsi conoscere, gli elettori li hanno premiati. Non si può dire la stessa cosa per le zone in cui è poco conosciuta anche perché Sel è una formazione politica senza risorse economiche e quindi non in grado di farsi pubblicità come tutti gli altri. Sicuramente non come Rifondazione comunista che gode di un patrimonio di circa 8 milioni di euro, più rimborsi vari, e che al momento della divisione tra le due formazioni, sono rimasti saldamente in mano dei compagni. Caso peraltro forse unico nella storia delle varie altre scissioni della sinistra. Almeno prima si aveva il buon gusto di dividere le risorse. Questa volta è andata diversamente, nonostante anche la base fosse divisa a metà.

Ma il vero dato è un altro. Paolo Ferrero che si è presentato come candidato presidente in Campania ha raggiunto l’1,2 per cento, meno addirittura della sua stessa lista, mentre Vendola, in totale controtendenza con il resto del Paese dove si afferma la destra, ha stravinto confermandosi presidente della Regione Puglia. Non basta dire ha vinto. Vendola ha suscitato passioni, speranza, ha riacceso un sogno. Un  sogno che non può essere chiuso nei perimetri dell’identità. E’ un sogno che non rinnega il buono del passato, ma è capace di criticarlo aspramente quando ha prodotto orrore e violenza.

Ecco perché oggi tutti guardano verso il laboratorio pugliese con interesse, ma anche come ultima spiaggia di un’ipotesi politica che fa fuori la falce e martello, oggi in grado solo difendere gli interessi non certo degli operai ma di una classe dirigente ormai fantasma e attaccata saldamente al potere, ma anche il riformismo dal sapore liberista ispirato per almeno due decenni dalla famigerata terza via di Tony Blair. Vendola mette insieme la capacità di parlare anche a un elettore non ideologizzato, ma consapevole dei suoi diritti, alla possibilità di rappresentare un popolo di persone che ha capito la fregatura che c’è dietro la privatizzazione dei beni comuni. L’esempio più importante, ma fondamentale, è quello dell’acqua. In totale controtendenza con il resto del Paese, il presidente pugliese ha riportato l’acqua nella mani dei suoi cittadini. Con un effetto doppio: i servizi sono migliorati, i costi sono diminuiti.

Una scelta virtuosa che vale più di tante vecchie bandiere. Bandiere che nel passato avevano un senso, ma che nel presente rischiano solo si sventolare per il bene di pochi.  Dopo il risultato pugliese appare chiaro che non si può né si deve tornare indietro.

Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks