E-20 ’09. L’anno in cui nulla è cambiato

Giovanni Di Martino

mappamondo_fondo magazinePurtroppo o per fortuna è rimasto tutto così, almeno nelle cose che contano. A me non riesce proprio di trovare quale sia l’evento, il fatto o il personaggio dell’anno che sta per finire. Forse l’evento dell’anno è proprio che un evento da incorniciare non c’è, ed è per
questo che ho scritto: “purtroppo o per fortuna“. “Purtroppo” perché a me non è che piaccia lo stato attuale delle cose, anzi non mi piace proprio per niente, ma “per fortuna” perché sono dell’idea che le cose potrebbero andare anche peggio. Certo non per questo uno si accontenta e rinuncia ad augurare (per esempio ai politici italiani) il ritorno della ghigliottina nel 2010 (così come augurai nel 2009, nel 2008, nel 2007…), però, ripeto, poteva andare peggio.

Sul fronte (geo)politico, per esempio, la disorganizzata ma eroica (e qualche volta pure efficace) Resistenza all’impero ideocratico americano ed al suo sacerdozio sionista non ha perso colpi. Chavez, tra i mille problemi politici che il PSUV sta passando, ha vinto alle
urne per l’ennesima volta, e così Kim Jong Il (i cui lanci di missili sperimentali sono stati vergognosamente accusati anche di avere causato il terremoto in Abruzzo), Morales e Ahmadinejad (malgrado il falso tentativo controrivoluzionario tutt’ora in atto con striscioni scritti in inglese a Theran – sic – ad uso dei media occidentali). È poco, sì, ma nessuno a gennaio del 2009 poteva essere sicuro al 100% della longevità politica dei presidenti citati. Il bicchiere mezzo pieno si conclude con la constatazione che, sul fronte militare, gli USA non perdono, ma continuano a segnare il passo.

Il bicchiere mezzo vuoto, invece, è rappresentato dal fatto che tutto quello che non andava è rimasto: dai massacri sionisti in Palestina, fino alla così detta “crisi”, che invece altro non è che una forma di manifestazione degli effetti del capitalismo finanziario
assoluto, che erroneamente viene ancora analizzato (almeno in Italia) con gli schemi del capitalismo dello stadio precedente (borghesia/proletariato, destra/sinistra, fascismo, comunismo eccetera).

Ma soprattutto sono rimasti tali e quali loro, i padroni del mondo, gli Stati Uniti. Hanno fatto finta di cambiare, tra le urla di gioia degli afroamericani e dei deficienti di tutto il mondo, che hanno festeggiato l’elezione di un presidente USA di colore, che si è giustamente rivelato un lupo con la pelle di agnello addosso (il colore della pelle appunto), e che non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte ed è finora stato un carnefice alla pari dei suoi predecessori (repubblicani o democratici che siano stati).
Il 2009 è stato l’anno del premio Nobel per la pace ad Obama, sotto la cui presidenza in neanche un anno si è fatto un utilizzo dei nuovi aerei da bombardamento senza pilota maggiore che negli otto anni di presidenza Bush. Il mondo ha continuato dunque ad andare alla rovescia, pure nel 2009.

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