E-20 ’09. Il governo del fare

Romano Guatta Caldini

berlusconi_fondo magazineDice Miro: scrivi qualcosa inerente l’evento, secondo te,  più significativo del 2009. Va bene, dico io, ma cosa?  E allora  comincio a pensare e iniziano a passarmi per il cervello varie immagini: Berlusconi e Noemi, Berlusconi e la D’Addario, Berlusconi e i suoi attributi al vento a Villa Certosa, Berlusconi e il lodo Alfano, Berlusconi e Spatuzza, Berlusconi e la mia bela madunina, Berlusconi e il partito dell’amore, Berlusconi e il governo del fare… Ecco, il governo del fare! Questo mi ha colpito! Posso scrivere un pezzo in onore del nostro Presidente che finalmente, a differenza dei suoi predecessori, per noi italiani, fa qualcosa di concreto. Da un po’ questo governo si auto-apostrofa come il governo del fare; l’ultima in ordine di tempo, a celebrare le mirabolanti opere di Berlusconi è stata la rossa, ma non come le toghe, Michela Brambilla, durante un’ospitata a Ballarò.

Sì, ma che cosa ha fatto Berlusconi? Ah, già, le casette per i terremotati, quelle con annesso champagne, le casette di cui si lamentano tanti ingrati terremotati comunisti. E poi? Come e poi? E la social card di Tremonti non vogliamo ricordarla? La social card per i nonnini che vanno a far la spesa e poi scoprono che la card non è carica. Ma sì, che sarà mai, un’umiliazione in più una in meno, a una certa età non fa più differenza; tanto questi vecchi straccioni ci sono abituati. Sì, sì è proprio bravo il nostro Presidente, è riuscito perfino a stanare tutti gli evasori permettendo loro di far rientrare i capitali dall’estero. Dico: ma dove lo trovate un Presidente così!? Un Presidente che, grazie al ministro Brunetta, ha trasformato l’Italia da un paese di fannulloni a uno stato meritocratico dando per primo l’esempio. In Italia, adesso, le show girl sanno che, con un po’ di studio e molti lavoretti, possono diventare ministro. Inoltre Berlusconi, nella sua magnanimità, aiuta anche gli studenti con problemi di comprendonio, promettendogli che, se riescono a laurearsi a Reggio Calabria, hanno un posto assicurato al Ministero dell’istruzione. Ma non è finita qui: il governo ha infatti avviato un progetto di re-inserimento sociale; così, se sei stato condannato in via definitiva, puoi sempre fare il senatore (ma solo se socio in affari del Premier); in caso contrario, se sei solo indagato, a mandarti in parlamento ci pensa l’opposizione. Che paese fantastico il nostro!

Poi, certo, c’è sempre, per l’appunto,  l’opposizione e il parlamento a mettere a Berlusconi il bastone fra le ruote; però, ultimamente, Silvio ha fatto pace con D’Alema, quello che non ha mai voluto risolvergli il conflitto d’interessi. Si, ma c’è da dire una cosa, da quando quei due si  ri-frequentano, sono ricominciate le privatizzazioni: prima l’acqua e poi l’esercito. Sarà un caso?

Naturalmente non posso dimenticarmi di Alfano e del suo processo breve. Adesso anche i dirigenti della Thissenkrupp potranno avere giustizia e gli operai, finalmente, impareranno a farsi i fatti propri e darsela a gambe quando suona l’allarme, invece di pensare ad aiutare i compagni in pericolo.   Questi operai non imparano mai, si lamentano anche delle de-localizzazioni  e del governo che le permette, dicono addirittura che il lavoro è un diritto di tutti! Dove andremo a finire, caro Presidente!

Tra i tanti meriti di Berlusconi c’è quello di aver dichiarato guerra alla mafia; infatti, dopo il caso Spatuzza, guarda caso, gli arresti si susseguono. Su tale questione, qualcuno (evidentemente un comunista) mi ha fatto notare che la mafia non è un moloch. Come la politica, anche la mafia ha le sue correnti e,  quindi, gli arresti di qualcuno possono giovare a qualcun altro. Non è possibile –  gli ho risposto – siamo in Italia e qui certe cose non possono accadere!

A questo punto qualcuno potrebbe obiettare che sono fazioso e che non cito la politica energetica e l’accordo con lo Zar di tutte le Russie. Ma no che non me la sono dimenticata! Stavo proprio parlandone l’altro giorno con un amico cassintegrato e gli dicevo che da mangiare, a suo figlio, male che vada, può sempre dargli il gas di Putin.

Personalmente,  ad accrescere la mia simpatia verso il governo del fare sono i continui parallelismi fra il Premier e Mussolini, anche se penso che il confronto non regga, non fosse altro, per il fatto che se Berlusconi è il nuovo Duce e Tremonti la re-incarnazione del socializzatore Bombacci, D’Annunzio chi lo fa? Bondi?

Mah!

Ora però si è fatto tardi e devo salutarvi. E allora quale migliore conclusione se non la frase con cui il Presidente ci sollazza e ci ricorda sempre la sua onnipresenza? Sì, è proprio quella a cui state pensando: e meno male che Silvio c’è!

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