Arte africana. E non chiamatela etnica…

Chiara Mastrolilli de Angelis

arte africana_ fondo magazine«L’Africa non è solo guerre e malattie, l’Africa non è solo povertà perché la ricchezza di un popolo non si può misurare solo dai soldi e dalla ricchezza materiale». Parole importanti, che mettono in discussione la cultura occidentale e per dirlo con maggiore forza è stata organizzata una mostra al Salone centrale del Vittoriano – Africa? Una nuova storia – che conta 80 opere tra cui dipinti, sculture, installazioni e video di circa 30 artisti contemporanei, una mostra che porta con sé una immagine nuova del continente.

L’arte africana dimostra di essere viva, vigorosa e dirompente e i suoi artisti dimostrano una vitalità che, pur essendo ancestralmente legata alla propria terra, guarda al futuro e al di là dei propri confini, superando quelle barriere di preconcetti culturali cui siamo abituati. E una bella lezione ci arriva proprio da uno degli artisti in mostra, intervenuto insieme ad altri colleghi: «Questa mostra mira a cambiare l’immagine di un’Africa che non solo è ricca di tradizione, ma anche di futuro. Siamo felici di essere qui oggi, ma siamo anche felici di tornare alla nostra terra perché nessun luogo è migliore della nostra Africa».

Insomma, una dichiarazione d’amore per le proprie radici, fatta dai veri ambasciatori di un continente che grida la propria dignità artistica con opere che sdoganano l’arte africana dai musei etnici e la proiettano nei musei d’arte contemporanea di tutto il mondo.

arte africana1_ fondo magazineLa mostra, articolata in due sezioni, comprende artisti di diverse generazioni e provenienti da oltre venti paesi del continente africano e, tutti insieme, comunicano «la varietà creativa di un intero continente. Pur operando nel proprio contesto e con la propria identità», ci spiega il curatore della mostra André Magnin, «gli artisti varcano le frontiere della logica e del mondo, riscoprendo le radici comuni dell’Europa e dell’Africa. In questo senso l’arte africana si rivela un mezzo espressivo universale, grazie alla fusione sapiente tra il carattere individuale di ogni creazione e quello collettivo di un intero continente».

Attraverso le opere della Collezione Pigozzi di Arte Contemporanea Africana e della sezione ArtistiAfricani, scelti in collaborazione con alcune Ambasciate dei Paesi dell’Africa sub-sahariana, potremo scoprire «la nuova arte africana, che è tanto interessante e complessa, tanto bella e sofisticata quanto quella esposta nelle gallerie di tutto il mondo», così conclude il suo intervento Jean Pigozzi che, insieme a Magnin, è da vent’anni che promuove in tutto il mondo il modo africano di vivere e fare arte: l’Africa, mentre affonda le mani nella propria terra, solleva gli occhi verso le nuove tecnologie e i nuovi mezzi espressivi.

Ma, tutti d’accordo nel ritenere questa mostra rappresenti uno stimolo a guardare al continente africano con un occhio spoglio dei soliti preconcetti e contemporaneamente un tuffo anche nelle nostre stesse origini, aspettiamo ora ansiosi una bella rassegna di artisti contemporanei italiani, proprio lì, nelle sale dell’Altare della Patria.

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Africa, una nuova storia
Roma, Salone Centrale del Vittoriano
dal lunedì al giovedì: 9.30 – 19.30;
venerdì e sabato: 9.30 – 23.30;
domenica: 9.30 -20.30.
INGRESSO LIBERO

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