Tokio Hotel. Il fenomeno

Federico Zamboni

httpv://www.youtube.com/watch?v=3Mi1xxT3Fqc
(Tokio Hotel, Automatic, 2009)

L’ultimo video dei Tokio Hotel, quello di Automatic, è ambientato in un deserto. Quattro auto che sfrecciano su una strada circondata dal nulla. I quattro della band che suonano. Due grandi robot che si alzano da un deposito di rottami e si fronteggiano. Si faranno a pezzi? No, la loro sfida si spegne in un avvicinamento. Forse una cyber-amicizia. Forse un cyber-amore. I volti di metallo lucente si accostano e sembra che siano lì lì per baciarsi. Ma il pezzo volge al termine. I quattro del gruppo se ne vanno, ciascuno sulla propria automobile. Le vetture si assomigliano. Colori a parte, le differenze tendono a sfuggire.

Il sito italiano dei fan, quello che si autoproclama “ufficiale”, è privo di qualsiasi approfondimento: più che un ritrovo di appassionati sembra uno spazio promozionale che imita una community spontanea, e magari lo è davvero. Niente traduzioni dei testi, niente interviste scritte, niente discussioni su cosa sia meglio e cosa sia peggio nella musica del gruppo, o anche solo nel look. Gli interventi, per lo più, sono ridotti ai minimi termini. Scritti (vissuti) alla stregua degli sms: parole abbreviate che diventano quasi delle sigle, col retrogusto intrigante dei messaggi in codice. Parole che si alternano alle faccine delle “emoticon” fino a diventare intercambiabili. Una volta il linguaggio era il filo d’Arianna con cui inoltrarsi nei ragionamenti: si fissavano delle domande e si andava in cerca delle risposte. Ora, qui e non solo qui, il linguaggio è un groviglio da schivare come se si avesse paura di rimanere impigliati: non nella grammatica delle frasi, ma nella sintassi del pensiero. L’unica domanda che rimane è una richiesta di emozione. L’unica risposta significativa, e desiderabile, è “sì, quell’emozione l’ho trovata”. Anche voi? Meraviglioso. VVUSDB. Vi-Voglio-Un-Sacco-Di-Bene.

I Tokio Hotel, in tutto questo, c’entrano e non c’entrano. Come in tante altre forme di fanatismo, se non proprio in tutte, la loro presenza come oggetti di culto sembra il punto di partenza, e invece è il punto di arrivo. Apparentemente sono loro a creare dal nulla la passione sfrenata che li circonda. In realtà, checché ne pensino i loro stessi fan, quella passione è preesistente, non essendo altro che un bisogno psicologico in cerca di sfogo. Oggi si è riversata sui Tokio Hotel, domani si sposterà su qualcun altro. Questa specifica ondata di teenager crescerà, almeno un poco, e fatalmente perderà lo slancio totalizzante che la pervade. Cambierà il suo modo di guardare il mondo. Si innamorerà di persone in carne e ossa. Smetterà di sognare il viso angelico del cantante Bill Kaulitz e di struggersi per queste canzoni “carine” che possono apparire musicalmente splendide e poeticamente profonde soltanto se – come a quindici o sedici anni è la regola – si è ascoltata ben poca musica e si è letta ancora meno poesia.

I Tokio Hotel, a loro volta, sembrano più fortunati che furbi. Fanno quel po’ che sanno fare e se ne godono i frutti. Sei anni fa non si chiamavano così e suonicchiavano in Germania più o meno per hobby. A un tratto le cose sono cambiate. Hanno cominciato ad andare bene. Poi benissimo. Ma non era un progetto artistico che si realizzava. Era un colpo di fortuna che trasformava l’ordinario in straordinario. Non è che loro pensassero di rivoluzionare il rock o di esprimere chissà cosa di grandioso. Non erano, nemmeno lontanamente, né i Pink Floyd di Syd Barrett né i Doors di Jim Morrison. E neppure i Queen di Freddie Mercury. Erano, e sono, quattro ragazzi che si sono imposti, più che per la loro creatività, per aver messo in scena un certo tipo di rappresentazione, che trova nel “bellissimo” Bill Kaulitz il suo interprete ideale. Stilizzato come l’eroe di un manga. Etereo come il personaggio di un sogno. Il maschile e il femminile che si confondono. La voce con cui canta è più sottile di quella con cui parla. Il canto è l’arte. L’arte è la verità che si rivela. O è la menzogna che si esibisce? I suoi tratti  sono così delicati. Il suo corpo è così magro. Le sue emozioni così acute. Capelli da donna, o da rockstar. Occhi truccati che risplendono misteriosi e lanciano domande. E continuerebbero a lanciarle anche se lui li chiudesse: voi ci credete, a tutto quel che vedete? E che cosa vedete, precisamente?

httpv://www.youtube.com/watch?v=cD6R-_6ndtI

Le giovanissime lo adorano. I forum traboccano di dichiarazioni d’amore. Una successione interminabile di palpiti e di soprassalti, che fanno persino fatica ad articolarsi in qualcosa di più di una serie di flash. Frasi brevi. Brevissime. Addirittura spezzate. “io li amo più della mia vita…loro x me sono aria, e di aria si vive…soprattutto BILL…il mio angelo…lo amo cn tutto il cuore…”. Passioni dirompenti, ma senza nessuna gelosia per le altre che sono rimaste stregate anch’esse. Mica sono rivali, in fondo. Sono amichette che intonano la stessa canzone, o che appendono in camera lo stesso poster. Bambine appena un po’ cresciute che fantasticano sul principe azzurro.

Quanto ai maschietti, non molti, sono forzatamente costretti a tenere un profilo più basso. Per quanto entusiasti si possa essere, nel manifestare il proprio apprezzamento per degli artisti, è complicato farlo con accenti altrettanto passionali delle ragazzine col batticuore. Si può supplire con l’azione, però. Un altro sito specializzato, Thoifanclub.it, propone di iscriversi a un gruppo interno che non si limita a scambiarsi commenti estatici ma si dà da fare in molti modi: “L’e-team consiste in una vasta gamma di attività che possono essere fatte comodamente da casa e attraverso Internet. Nello specifico gli E-teamers devono: votare i Tokio Hotel in qualsiasi classifica si trovi nelle rete, come TRL, All Music, classifiche sui siti delle varie radio, ecc; richiedere i TH in qualsiasi radio e chiedere informazioni, in modo da far parlare di loro; pubblicizzare i Tokio Hotel e il FC (Fan Club – Ndr) sui vari Blog; pubblicizzare i Tokio Hotel e il FC sui vari siti o space; pubblicizzare i Tokio Hotel e il FC per e-mail. Se vuoi far parte anche tu dell’E-Team scegli la sezione che più ti si addice e iscriviti”.

Parola d’ordine: espandere il successo dei Tokio Hotel. La loro forza è la nostra forza. E poi, vedrete, ce lo ripeteremo mille volte nei nostri forum e sarà ancora più dolce.

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