W Bin Laden. Poi dice che uno è estremista…

Giovanni Di Martino

Il titolo, ovviamente, è una provocazione. Non perchè Bin Laden sia stato il mostro che ha terrorizzato l’occidente (“la nostra civiltà” come dichiarava l’ex comunista pentito D’Alema subito dopo il crollo delle Torri Gemelle), ma perchè sull’antiamericanismo di Bin Laden c’è lo spettro del doppio e del triplo gioco, e della convenienza che gli Stati Uniti traggono da questa strana figura che non si riesce mai a catturare in un epoca in cui si sa tutto di tutti. E ancor più dello spettro pesano i rapporti tra la famiglia di Bin Laden (che lo avrà pure ripudiato, però…) e quella di Bush jr (che magari lo vorrebbe pure ripudiare, però…), e pesano come un macigno le tonnellate di armi fornite dalla CIA (di Bush padre) ai ribelli afghani, anche passando per Al Quaeda.

Quindi il mio “Viva Bin Laden” resta una provocazione e non può essere sincero come il “Viva Israele” di Magdi C. Allam. Però c’è, e lo voglio spiegare. Bin Laden e i suoi, ultimamente stanno dicendo la verità e su questo bisognerebbe riflettere. Dopo l’elezione di Obama hanno detto che Obama era lo “schiavo negro di Israele”, e stringi stringi, mica è tanto distante dalla realtà. Poi Obama parla ai popoli arabi e agli islamici (dicendo che è pronto a trattare con l’Iran, ma sottintendendo che tratterà con l’Iran dopo che sarà eletto il presidente “riformista” gradito agli Stati Uniti). E Bin Laden se ne esce con la frase che Obama è come Bush jr., nulla cambia. E pure questo è vero, ma non da oggi. Dal punto di vista geoimperialistico che al potere negli Stati Uniti ci fosse un repubblicano o un democratico nulla è cambiato negli ultimi cento anni. Anzi molte volte i presidenti democratici si sono dimostrati più guerrafondai di quelli repubblicani (c’era un democratico al potere quando è stata sganciata la bomba atomica, quando è iniziata la guerra in Viet Nam e quando dieci anni fa è stata bombardata Belgrado). Né Obama sembra stia mantenendo le promesse di ritiro truppe o chiusura dei suoi lager (perchè negli Stati Uniti, è bene ricordarlo, non c’è solo Guantanamo).

bushbinladen_fondo-magazineObama è un segreto di Pulcinella, un bluff, una truffa delle etichette. Hanno camuffato il lupo con la pelle di agnello, facendosi credere un popolo buono e tollerante. Ora c’è pure un presidente di colore, cosa si vuole di più? E la gente ci casca, anche quelli di colore, anzi sembra che non aspettasse altro che questo ennesimo inganno. Prima di tutti la sinistra italiana, da Franceschiello Franceschini a Luxuria. E pure nel salotto ‘bbuono di “Otto e mezzo”, dove l’ex inviata di guerra Lilli Gruber (quella tanto per capirci che indicava al cameraman tutta esaltata il carro armato da riprendere prima che distruggesse una normalissima casa) afferma che, da sempre e per tradizione, gli Stati Uniti sono tolleranti con gli stranieri. Il tutto con buona pace degli emigranti italiani che nei primi anni del Novecento venivano trattati peggio degli animali, degli afroamericani, ma anche di ebrei e portoricani. Ma con buona pace anche delle leggi razziali, in vigore fino agli anni sessanta, e della legislazione speciale penale di inizio Novecento, quella che non puniva un americano bianco che avesse violentato un’italiana. E le leggi razziali sono il collegamento migliore per introdurre alcune delle opinioni degli ospiti della Gruber, tipo Fiamma Nirenstein, editorialista sionista e razzista di La stampa, la quale prende la palla al balzo del discorso di Obama agli islamici per dire che nelle moschee si insegnano cose pericolose per la gente.

Il tutto è in linea con la tesi di fondo degli intellettuali italiani, siano essi organici al PD o al PDL, e condivisa dalla maggior parte della gente, ignorante o semicolta. Secondo questa tesi gli arabi (una serie di persone diversamente colorate, tra le quali si fanno rientrare anche gli indiani, i turchi e gli iraniani) sono incolti ed arretrati, violenti ed intolleranti, pronti a farsi esplodere nei mercati non prima di avere infibulato le proprie donne ed averle coperte con il burqa. Di contro gli americani sono una razza evoluta, che la fanno nella tazza e non per strada, che ci hanno portato la MTV e i missili cruise per difenderci dagli arabi, ma soprattutto sono multiculturali, il che è il massimo della tolleranza. C’hanno pure il presidente negro, quindi sono inattaccabili. Non li si può tacciare nemmeno più di razzismo alla Ku Klux Klan. Questo percepisce la gente. Questa è la chiosa della Melandri: con Obama sono tempi duri per l’antiamericanismo.

Io invece sostengo che Bin Laden abbia ragione. Obama è come Bush, l’altra faccia della medaglia…e non è un caso che a dirlo sia proprio lui. Anche questo è un colpo ben assestato dagli Stati Uniti. Il modo migliore per nascondere la verità è metterla in bocca al demonio, lui non può certo dirla la verità. E la gente ci casca, hai voglia se ci casca.

Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks