Immigrazione e respingimenti. Una discussione…

Quella di seguito è la discussione avvenuta su Facebook a proposito della questione “immigrati”, a scorta dell’articolo di Luca Ricolfi, pubblicato su La Stampa del 12 maggio u.s.. Hanno partecipato: Giorgio Ballario, Gian Luca Diamanti, Roberta di Casimirro, Susanna Dolci, Fabrizio Franchi, Augusto Grandi, Gabriele Marconi, Giovanni Monaco, Miro Renzaglia, Paolo Salvador. Minima avvertenza: la discussione è avvenuta in tempo reale. Da ciò, l’immediatezza e lo stile discorsivo degli interventi.

La redazione

L’ARTICOLO

di Luca Ricolfi

Respingimento. Su questa parola altamente evocativa gli animi si stanno dividendo. Da una parte il ministro dell’Interno Maroni e la Lega, orgogliosi che l’Italia sia riuscita – per la prima volta – a impedire a diverse imbarcazioni cariche di migranti di raggiungere illegalmente le nostre coste. Dall’altra la Chiesa, le organizzazioni umanitarie e ieri anche il Consiglio d’Europa. Preoccupati che fra i migranti vi possano essere persone che, una volta sbarcate in Italia, avrebbero chiesto e ottenuto asilo politico. In mezzo, su posizioni leggermente meno estreme, si collocano i nostri due maggiori partiti, il Popolo della libertà e il Partito democratico, il primo tentato di inseguire la Lega (nonostante i distinguo di Fini), il secondo tentato di inseguire la Chiesa (nonostante i distinguo di Fassino).

Che i partiti di governo, nonostante qualche timido mugugno, plaudano all’azione del ministro dell’Interno è del tutto naturale. La sicurezza è uno dei punti chiave del programma del centro-destra, e sarebbe strano che il «respingimento» dei barconi nei porti di partenza non fosse salutato con un sospiro di sollievo. Quel che a me pare invece meno scontato è l’accanimento con cui il Pd e il suo neosegretario da tempo combattono qualsiasi idea venga partorita dal ministro Maroni. Non solo non mi pare né ovvio né normale, ma mi pare estremamente interessante, per non dire rivelatorio. L’ostinazione con cui la sinistra respinge al mittente qualsiasi proposta concreta in materia di sicurezza, senza essere minimamente sfiorata dal dubbio di aver torto, ci fornisce una preziosa radiografia dei suoi mali.

L’astrattezza, prima di tutto. Astrattezza vuol dire non voler vedere la dimensione pratica, concreta, materiale di un problema. Se non fossero ammalati di astrattezza i dirigenti del Pd capirebbero che il problema dell’Italia è che attira criminalità e manodopera clandestina più degli altri Paesi perché non è in grado di far rispettare le sue leggi, e che l’unico modo di scoraggiare l’immigrazione irregolare è di convincere chi desidera entrare in Italia che può farlo solo attraverso le vie legali. A questo serve il «respingimento», ma a questo serviva anche la norma che prolunga da 2 a 6 mesi la permanenza nei centri di raccolta degli immigrati (i vecchi Cpt, ora ridenominati Cie), una norma necessaria ma ottusamente combattuta dall’opposizione.

Senza il respingimento (in mare) i trafficanti di immigrati continuerebbero a scaricarli sulle nostre coste, senza il prolungamento dei tempi di permanenza (nei Cie) l’identificazione sarebbe perlopiù impossibile, e continuerebbe la prassi attuale, per cui il clandestino viene trattenuto qualche settimana e poi rimesso in circolazione senza possibilità di riaccompagnarlo in patria. Io capisco che si possano avere seri dubbi sulle cosiddette ronde, o sui medici-spia (denuncia dei malati clandestini) o sui presidi-spia (denuncia dei genitori clandestini di bambini accolti nelle nostre scuole), e io stesso ne ho molti. Ma non capisco il rifiuto pregiudiziale di provvedimenti di puro buon senso, la cui unica funzione è di ristabilire quello che tutti i governi degli ultimi vent’anni avevano sbriciolato, ossia un minimo di deterrenza. Tra l’altro questo è uno dei pochi punti fermi degli studi sulla lotta al crimine: minacciare pene più severe serve pochissimo, quel che serve è rendere credibile la minaccia.

Ma non c’è solo astrattezza, c’è anche molta presunzione, per non dire molto snobismo. Lo sa il segretario del Pd che la maggior parte degli italiani approva l’azione del ministro Maroni?
Sì, probabilmente lo sa, ma si racconta la solita fiaba autoconsolatoria. Gli italiani non sono quelli di una volta, Berlusconi li ha rovinati, la Lega li ha incattiviti, noi politici illuminati non possiamo farci guidare dai sondaggi, noi dobbiamo riforgiare le coscienze, corrotte e intorpidite da vent’anni di berlusconismo. E’ la solita storia: «alla sinistra non piacciono gli italiani», come scrisse fulmineamente Giovanni Belardelli quindici anni fa, allorché la «gioiosa macchina da guerra» di Occhetto, sconfitta e umiliata, non si capacitava che un rozzo imprenditore lombardo avesse potuto sconfiggere una classe politica colta e raffinata qual era quella del vecchio Pci.

E qui si arriva all’ultimo e più grave male della sinistra, la sua distanza dai problemi delle persone normali, specie se di modeste origini o di modesta cultura. Quando si parla di criminalità, di sicurezza, di immigrazione clandestina, nella gente c’è certamente anche molto cattivismo gratuito, molta insofferenza, molta intolleranza. Ma una forza politica dovrebbe sapere che i cattivi sentimenti non vengono dal nulla, e quelli buoni hanno talora origini imbarazzanti. L’insofferenza verso gli immigrati è più forte nei ceti popolari perché è nei quartieri degradati che la sicurezza è un problema grave; ed è innanzitutto per chi non ha grandi risorse economiche che la concorrenza degli stranieri per il posto di lavoro e per servizi pubblici può diventare un problema serio. L’apertura verso gli stranieri, il sentimento di solidarietà, l’attitudine a tutti accogliere albergano invece in quelli che lo storico inglese Paul Ginsborg ha battezzato i «ceti medi riflessivi», e raggiungono l’apice fra gli intellettuali, dove – soddisfatti i bisogni primari – ci si può dedicare all’arredamento della propria anima: chi ha un lavoro gratificante e un buon reddito, chi può permettersi di vivere nei quartieri migliori di una città, chi non deve combattere per un posto all’asilo o per una prenotazione in ospedale, può coltivare più facilmente un sentimento di apertura.

Insomma, l’insofferenza degli uni è spesso frutto dell’emarginazione, il solidarismo degli altri è spesso frutto del privilegio. Possibile che la sinistra, che pure continua a dire di voler rappresentare gli umili, non riesca a rendersi conto del paradosso? Ma forse in questi giorni assistiamo anche, lentamente, quasi impercettibilmente, a uno smottamento. Nel Pd qualche timida voce di concretezza e di pragmatismo si è pur fatta sentire: prima Fassino, poi Parisi, poi Rutelli. Speriamo che non siano rapidamente sopraffatti dalla forza del passato, dai tanti luoghi comuni che essi stessi hanno alimentato e che ora frenano il cambiamento.

respingimenti_fondo-magazine

LA DISCUSSIONE

Augusto GrandiAugusto Grandi alle 16.51 del 12 maggio

c’era anche un altro pezzo, oggi, sulla busiarda, dove si raccontava dei trascorsi giovanili di ricolfi in sinistra studentesca. eppure i suoi interventi sono quasi sempre condivisibili e, comunque, intelligenti. che ci farà alla Stampa?

Giorgio BallarioGiorgio Ballario alle 17.02 del 12 maggio

dove? non l’ho visto

Augusto Grandi Augusto Grandi alle 17.15 del 12 maggio

è su repubblica… ti pare che la busiarda affronti un tema cultural-politico non azionista?

Gabriele Marconi Gabriele Marconi alle 17.20 del 12 maggio

Viva Ricolfi!

Giovanni Monaco Giovanni Monaco alle 17.49 del 12 maggio

Tra l’altro, il Consiglio d’Europa mi pare riesca a criticare l’Italia per provvedimenti che qualsiasi altro Paese prende normalmente. Vorrei vedere un po’ di sbarchi in Francia, in Olanda, in Germania (previa circumnavigazione). Mi pare un po’ la questione delle sanzioni ai tempi di Buonanima. Tutti potevano farsi le Colonie, noi no. Oggi tutti possono respingere i clandestini, noi no. A questo punto, propongo di farli sbarcare, metterli su un treno e portarli tutti a Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Amsterdam… vediamo se li respingono o se li “accolgono”.

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 18.04 del 12 maggio

non condivido nemmeno una virgola dell’articolo di ricolfi… il problema dell’immigrazione non si risolve con i “respingimenti” via mare… Primo: le ondate più alte e le comunità più numerose di immigrati provengono via terra e da paesi come la romania che, ai sensi della loro partecipazione all’UE, non possono neanche più essere considerati  extracomunitari… Secondo: inasprire le pene o le “deterrenze”, da che mondo è mondo, non è mai servito a frenare il fenomeno criminale… quando l’occidente capitalista smetterà di depredare i paesi del terzo mondo, defraudandoli delle loro ricchezze, il barbaro invasore anziché salire sui gommoni se ne rimarrà comodo comodo a casa sua e il prof. ricolfi potrà tirare un sospiro di sollievo… che io sia più a sinistra di lui?

Gabriele Marconi Gabriele Marconi alle 18.11 del 12 maggio

Caro Miro, certo: la colpa del grande esodo sta nella prassi predatoria dell’occidente capitalista. Quando tutto questo finirà saremo tutti più felici. Ma finché la situazione non cambia (e non credo sia possibile a breve termine)… nel frattempo che facciamo?

Augusto Grandi Augusto Grandi alle 18.14 del 12 maggio

l’europa ha già smesso di depredare. ora provvedono cina, corea, stati uniti. la francia non conta più nulla (4 diamanti tra parigi e bruxelles son poca cosa) e l’inghilterra non esiste più. e noi, cosa c’entriamo?

Giovanni Monaco Giovanni Monaco alle 18.16 del 12 maggio

Nel caso in esame non si aumenta la deterrenza, ma si applica concretamente una legge, questa sì, promulgata per deterrenza. Quanto all’idea di “facciamoli stare bene a casa loro”, la dice un certo Bossi da almeno una quindicina d’anni. Solo che lo ha detto senza erre moscia e in Collina non l’hanno capito. Proprio in Collina, dove abitano i capitalisti capaci di “depredare i paesi del terzo mondo”. Non gli abitanti di Porta Palazzo, San Salvario, o di tutte le periferie dimenticate d’Italia. Quei capitalisti che, con i loro giornali, ci spiegano tutti i giorni che, con il nostro 27 del mese, dobbiamo essere più buoni e solidali.

Giorgio Ballario Giorgio Ballario alle 18.27 del 12 maggio

Miro, sicuramente sei più di sinistra di Ricolfi, su questo non ci piove. E non lo dico per sfottere, anzi…
Dopo di che non sono d’accordo con la tua analisi, o meglio: magari l’analisi sul Terzo mondo depredato è giusta, ma come dice Augusto non siamo certo noi come Italia i primi responsabili, neppure andando indietro nel tempo (colonie italiane, è più quel che abbiamo lasciato di quel che abbiamo preso). Lasciare le porte aperte mi sembra più che altro irresponsabile, così come lo è stato da parte dell’Ue farlo indiscriminatamente con tutti i Paesi dell’Europa dell’est, su questo condivido. Sul fatto che la deterrenza non serva, non so d’accordo: sulla Stampa di oggi c’è un articolo da Tripoli in cui si dice che i trafficanti stanno già dirottando gli sbarchi verso Creta. E se a grattarsi il problema saranno anche gli altri Stati europei, forse finalmente a Bruxelles si daranno una svegliata.

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 18.55 del 12 maggio

Caro Gabriele, in attesa che l’auspicio diventi realtà, semmai lo diventerà, potremmo provare ad essere meno ipocriti… non lo affermo io, ma lo dicono fior di imprenditori che gli immigrati sono una risorsa per l’economia dell’occidente intero, ivi compresa quella italiana… certo, creano anche problemi di criminalità, ma per quella, che è spesso micro-criminalità, bastano e ce ne è d’avanzo le normali procedure penali… Chiediamoci: a chi giova la deriva sicuritaria che ha nel fenomeno migratorio un puro pretesto?

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 18.57 del 12 maggio

Caro Augusto, finché l’italia farà parte di quel glorioso consorzio che è la nato e i suoi interessi annessi, abbiamo poco da chiamarci fuori dalle rapine dell’occidente… Cosa ci stanno a fare i nostri contingenti armati in afganistan e in Iraq, a cambiare l’aria?

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 18.59 del 12 maggio

Caro Giorgio, per la prima parte dei tuoi “non sono d’accordo” vale quanto ho appena scritto per Augusto… per la seconda parte,  invece, quello che ho scritto in replica a Gabriele…

Augusto Grandi Augusto Grandi alle 19.01 del 12 maggio

ma gli immigrati non arrivano da iraq e afganistan, se non in misura ridicola. mentre l’africa è un protettorato cinese. ma la cina manda in africa i suoi contadini ed espelle la popolazione locale, scaricandola su di noi. e non è neppure vero che l’immigrazione sia una risorsa per l’economia. è il vero disastro, almeno in italia. altrove arrivano gli ingegneri, da noi i lavapiatti. manodopera a basso costo che serve per produzioni di pessima qualità. che non sono in grado di fronteggiare la concorrenza asiatica sul fronte dei prezzi né quella europea sul fronte della qualità. gli immigrati servono solo agli industriali incapaci, non all’economia.

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 19.03 del 12 maggio

Augusto, è il principio che vale, non da dove arrivino veramente gli immigrati… seguendo il tuo ragionamento, dovremmo dichiarare guerra alla romania, semmai…

.Augusto Grandi Augusto Grandi alle 19.09 del 12 maggio

nessuna guerra, anche perché la romania è in europa e ce la teniamo. ma non possiamo accettare di farci carico degli interessi cinesi. loro comprano l’africa, loro devono provvedere. o, girando la frittata, l’africa si vende ai cinesi e presenti il conto a pechino. non possiamo accogliere tutti. il po ha scarichi equivalenti a 114 milioni di persone. dobbiamo continuare a crescere e inquinare per non infastidire la cina? o il vaticano? mandiamo in vacca un’economia, un territorio, un futuro solo per garantire schiavi a chi non sa fare l’imprenditore e non vuole investire?

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 19.22 del 12 maggio

l’alternativa qual è? i respingimenti di quattro barconi by africa? magari bastasse così poco…

Augusto Grandi Augusto Grandi alle 19.25 del 12 maggio

non è un’alternativa, ma almeno un inizio. l’alternativa sarebbe quella di far salire sui barconi, diretti in africa, anche il 70% degli imprenditori italiani. visto che per ora non si può, si cominci almeno a tagliargli i rifornimenti di manodopera straniera. anche perché la ripresa economica, qualora ci fosse davvero, non sarà accompagnata dalla ripresa occupazionale. si accettano scommesse, ma a fine anno i disoccupati in italia saranno più di quelli di oggi.

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 19.29 del 12 maggio

ecco: quella degli imprenditori spediti in africa mi sembra un’ottima idea… e sulla tua scommesa, punto forte anch’io…

Augusto GrandiAugusto Grandi alle 19.31 del 12 maggio

no, guarda che non funziona così. se io scommetto su una cosa, tu devi puntare contro. se no, con chi scommetto? e contro chi vinco?  con scajola che di industria non capisce un belino?

Giorgio Ballario Giorgio Ballario alle 19.32 del 12 maggio

Concordo sulla Nato e sull’inopportuna presenza italiana in Iraq e Afghanistan. Per il resto rimango dell’idea che non si possa tenere le porte aperte all’infinito e che l’immigrazione selvaggia vada solo incontro agli interessi degli imprenditori disonesti, forse della Chiesa (che con la Caritas ha messu su un bel business della solidarietà), della Camorra che gestisce i campi del Mezzogiorno e delle anime belle dell’internazionalismo a oltranza. Per l’80 per cento degli italiani è solo un costo in termini economici, culturali e di sicurezza.

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 19.40 del 12 maggio

Caro Giorgio, cos’è, il tuo, un paradosso? per non fare gli interessi della chiesa, della caritas, della camorra, rispediamo al mittente quattro barconi di diseredati ivi annessi i richiedenti asilo politico, condannando questi ultimi alla galera in Libia o altrove? e se decidessimo, invece, di farla finita con la chiesa e la camorra?

P.S. … chiediti perché, proprio sulla faccenda immigrazione, questo governo sempre prono ai dettati di Piazza S. Pietro, abbia deciso di disobbedire… dài che ne veniamo a capo :-)

Giorgio Ballario Giorgio Ballario
E’ evidente che il cambio di rotta risponde (anche) a precise esigenze elettorali. E che il premier non vuole lasciare alla Lega l’esclusiva della lotta all’immigrazione clandestina, temendone un eccessivo consenso. Non so se ci sia dietro altro, può darsi. A me sembra un cambiamento importante soprattutto da un punto di vista culturale, perché sancisce la fine dell’ipocrisia sulla sostenibilità – anzi sull’ineluttabilità -dell’immigrazione clandestina. Gli stranieri che vogliono venire regolarmente in Italia passino attraverso i consolati, come facevano gli italiani più di un secolo fa quando emigravano negli Usa o in Argentina (checché inventino le anime belle quando paragonano questa specie di caotica invasione all’emigrazione italiana del passato).

Paolo Salvador Paolo Salvador alle 20.29 del 12 maggio

la classe poltica sinistra é allo sbando perché ha perso i contatti con la realtà su argomenti vitali, con l’arroganza travagliesca e spocchiosa di una cultura falsamente popolare ma assai ricca di prebende. Snob deleteri che da tempo adulano e vezzeggiano con compiacimento i “diritti” urlati e pretesi da noglobal, clandestini, fannulloni e reietti vari. Senza un recupero della cultura dei “doveri” altre schiere di illegali saranno sempre pronte a muoversi verso le nostre coste, sapendo di essere accolte indiscriminatamente, come succede da decenni, da una miriade di organizzazioni “di accoglienza” lucrose e quasi sempre a carico del pubblico erario o di qualche volontario. Queste ingiustizie continue hanno disgustato la gran parte del popolo italiano, che alla fine non sopporta più falsi buonisti, politicanti inutili e gesti dannosi. Se continuano così, ben presto ne resterà solo qualche labile traccia in Parlamento…

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 20.32 del 12 maggio
ah! sono queste le ingiustizie che hanno disgustato il popolo italiano? e io che pensavo ce ne fosse una sfilza infinita, prima di questa… evidentemente mi sbagliavo… mandiamoli tutti a casa ‘sti cazzo di migranti… e godiamoci il bel paese che resta…  sai che goduria?

Paolo Salvador Paolo Salvador alle 20.38 del 12 maggio
Miro, non potevo fare tutta la lista… dal 1943 ad oggi!

Miro Renzaglia Miro Renzaglia alle 20.40 del 12 maggio
sì, ma perché limitarsi a questo che per me è un falso problema,
oppure è un problema affrontato nella maniera sbagliata?

Roberta Di Casimirro Roberta Di Casimirro alle 21.43 del 12 maggio
questa forma di immigrazione porta solo allo sfruttamento dei malcapitati, vittime dei caporali… italiani e non … maggiore … è la presenza dei clandestini maggiore è l’offerta di mandopora… minore è il costo del lavoro… è una legge di mercato, da inchieste è uscito che nelle campagne ci siano sfruttati a 6 euro al giorno, morti seppelliti il cui corpo non si troverà mai, magari qualcuno esagera… ma un fondo di verità c’è… sicuramente non vengono pagati il giusto… oltre ad avere case affittate 10 persone… sfruttati anche dai proprietari delle case…  a nero poi, di loro non sappiamo nulla…. ma non solo il loro nome o la fedina penale… non siamo in grado di garantirgli le norme più elementari di sicurezza… e di decoro… se veramente serve mandopora, bloccare l’immigrazione clandestina, non può far altro che costringere i paesi dell’unione ad umentare le quote dei regolari… quindi togliere il mercato e la tratta ai trafficanti, sfruttatori e negrieri…

Gian Luca Diamanti Gian Luca Diamanti alle 23.50 del 12 maggio
Se guardiamo agli effetti io credo che l’aumento dei flussi migratori sia particolarmente pericoloso per l’Italia in primis per il fatto che nel nostro Paese legalità e senso di comunità sono a livelli davvero bassi. Respingere i barconi è una misura legittima (l’Onu pensasse ad altri problemi!), conveniente dal punto di vista elettorale, ma assolutamente insufficiente, perché gli immigrati arrivano da molte altre frontiere e non mi sembra che oggi sia il “fronte africano” a preoccupare di più. E, insisto su un punto: non sono i respingimenti che cambieranno in meglio l’Italia. Se poi guardiamo alle cause penso che sarebbe davvero troppo lungo fare un elenco dei gruppi di potere ai quali conviene che i flussi migratori continuino ad essere generati e alimentati. Perché tutto questo cambi dovrebbe cambiare il modello economico-finanziario dominante. La crisi ha creato una rottura, ma se non si agisce a livello culturale prima che politico credo che a poco serva…

Fabrizio Franchi Fabrizio Franchi alle 1.41 del 13 maggio
Caro Giorgio sai che sono di sinistra, ma non sono snob, invece il professore Ricolfi mi sembra proprio un fighetto alla ricerca di consenso a destra. Ma non è questo il punto. Mi sembra che dietro i “respingimenti” si voglia nascondere altro. E non è un problema di “sinistra”: Prodi e D’Alema le navi le hanno affondate, quando governavano nel ’97, mentre Berlusconi spandeva lacrime. E non credo che qualche centinaio di africani respinti ci salvi dal problema dell’immigrazione. Il punto è l’incapacità di questo paese. Un paese moderno identifica i clandestini e respinge chi non ha diritto d’asilo. Invece il Paese è nel caos e in contraddizione permanente: altrimenti perché mettere nel ddl sicurezza il prolungamento da due mesi a sei mesi per la permaneneza nei Cie? Se volessero fare i duri e puri li identificherebbero e li espellerebbero subito: invece li lasciano sei mesi addirittura! Non sarà che ci sono certi personaggi che ci vivono sui Cie?… E che con la sinistra c’entrano poco? ho detto che sono di sinistra? chissà cosa sono. Ammiro quelli come voi duri e senza dubbi che gongolano perché il Cavaliere diversamente alto sta governando…

Susanna DolciSusanna Dolci alle 10.13 del 13 maggio
Un’Italia laica e religiosa prettamente ipocrita da sinistra a destra e viceversa ha giocato politicamente e socialmente con il fenomeno dell’immigrazione per anni. Non è mai fregato niente assolutamente a nessuno su come viveva o moriva un immigrato sul nostro nobile suolo patrio o sul suo di provenienza. Con il gioco dell’immigrazione tutti hanno mangiato, bevuto, sputato sul nemico di turno o lisciato l’amico della vicina poltrona… Però e come ben si sa il giocattolo si rompe ad un certo punto… E quindi vai adesso con il balletto dei buoni e cattivi… con la scusa della sicurezza… Balle, palle e palloni… Sono convinta che se avessimo “noi paesi civilizzati” agito in qualcosa di concreto per questi “poveri disgraziati” a casa loro, senza sfruttarli meramente e solamente delle loro materie prime a noi preziose loro non se lo sarebbero sognato minimamente di trasferirsi in quei paesi culle e modelli di civiltà all’apparenza ma ben profonde meretrici di uno smaccato servilismo economico… E’ sempre comodo chiudere le porte delle stalle dopo… Ed intanto a rimetterci la pelle sono uomini, donne e bambini che non verranno mai ricordati ma pur sempre dimenticati… Ecco signori e signore una Bell’Italia… da cartolina turistica… un’Unione di Paesi su parole di carta straccia…. e cadaveri in fondo al mare od in pancia ai pesci.. E poi si sta ancora a discettare di destra e sinistra…. Ma va là… compreso pure Lei Sig. Luca Ricolfi.

Giorgio Ballario Giorgio Ballario alle 11.10 del 13 maggio

Dunque, il dibattito si fa facendo articolato…
Rispondo a Fabrizio: lasciamo perdere Ricolfi, anche se penso che volendo compiacere la destra, come tu sostieni, forse farebbe prima a passare di là, come prima di lui hanno fatto tanti di sinistra. Invece, magari, si limita a dire cose scomode per i “suoi” perché ritiene giusto farlo. Sull’incapacità di questo Paese di governare l’immigrazione, così come altri fenomeni nuovi, siamo tutti d’accordo. E’ da almeno 20 anni che è in atto questo processo, eppure ricordiamo tutti l’imbarazzo e la “caduta dalle nuvole” all’arrivo delle prime navi dall’Albania. Era il ’90 o forse il ’91. Da allora non si è fatto molto. Tranne l’istituzione dei famigerati Cpt, veri e proprio lager, che se non sbaglio vennero introdotti dal governo Amato. Poi la blanda legge Turco-Napolitano e infine la Bossi-Fini, sempre e comunque poco applicate.
Ora la risposta di Maroni potrà non piacere nella forma, ma è il primo tentativo chiaro di mettere un freno a un fenomeno – non dimentichiamo – criminale: non certo per i poveracci che tentano la traversata (fra i quali peraltro i rifugiati politici sono un’esiguissima minoranza), ma per i trafficanti di corpi che lucrano sulla loro disperazione e si arricchiscono su quello che rimane un reato: il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Scoraggiare l’arrivo di clandestini mi sembra un atto responsabile sia nei confronti della lotta al crimine organizzato, sia per tutelare i cittadini italiani che finora hanno subito un’ondata migratoria sgangherata, caotica e senza speranza che fatalmente – almeno in parte – alimenta la criminalità piccola e grande. E nella migliore delle ipotesi alimenta il lavoro nero e lo sfruttamento da parte di imprenditori canaglie e senza scrupoli: è questa l’economia che si vuole difendere?

Susanna Dolci Susanna Dolci alle 11.23 del 13 maggio
Un palliativo che durerà quanto? Il tempo di una legislatura? E quando si cambierà governo? O non si cambierà?

Giorgio Ballario Giorgio Ballario alle 11.30 del 13 maggio
Susanna: il tuo discorso apre orizzonti troppo vasti per limitarli a poche battute su Facebook. Colonialismo, neocolonialismo, materia prime depredate… Tutto giusto, ma se leggi poco più sopra ciò che scrive Augusto, in questo nuovo secolo i veri colonialisti in Africa sono i cinesi, che stanno già depredando il continente in maniera poco diversa dagli europei dell’800. Ma non ne sopportano le conseguenze sociali.Come non condividere le tue considerazioni sui “poveri disgraziati”, ma sono ragionamenti che attengono più alla sfera etica che non alla geopolitica. Chiedo a te, come a Fabrizio e Miro: qual è l’alternativa? Aprire le porte indiscriminatamente? Incentivare con un comportamento irresponsabile l’arrivo di altre centinaia di migliaia di disperati, che nel giro di un paio d’anni diventerbbero milioni? Accettare passivamente che le mafie dell’immigrazione gestiscano, arricchendosi, la migrazione di interi popoli? O forse, marxianamente, lo considerate un sistema necessario per l’accumulazione di capitale necessario allo sviluppo di quei Paesi?

Susanna Dolci Susanna Dolci alle 11.50 del 13 maggio
Mi dispiace che il mio discorso apra orizzonti troppo vasti che ti posso assicurare sono etici quanto geopolitici ma ripeto:
1) Perché non attuare od aver attuato anche concrete politiche di sviluppo, cooperazione, aiuto e miglioramenti nei paesi di origine degli immigrati?
2) Perché non aver bloccato le ben conosciute mafie dell’immigrazione a suo tempo senza lasciarle agire indisturbate e con connivenza sul territorio italiano?
3) Perché la UE tutta non interviene a favore dell’Italia ripartendo il problema immigrazione tra tutti i soci della baracca e non giocando allo scaricabarile di rito contando solo il numero dei paesi nella compagnia?
4) Non mi interessa Marx, mi interessa cercare di capire e risolvere il problema di persone per la maggior parte affamate e disperate. Sono convinta che se non si realizzano condizioni migliori sia sociali che politiche nei paesi di origine non si porrà una vera soluzione in essere al problema… Sarà palliativo…  Sarà chiudere le vecchie porte per poi aprire nuove finestre di entrata… Almeno che non si passi poi ai metodi tradizionali di sparare a vista… Dai non prendiamoci in giro… Ne riparleremo tra un paio di mesi massimo… Passate le elezioni europee (guardacaso)…
Poi… dimenticavo… se vuoi affrontiamo anche il “classico” caporalato e lavoro in nero… i soliti ig-noti….
Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks