Heaven & Hell. The devil you know

Francesco Boco

Tra i gruppi fondativi della musica metal vengono unanimemente riconosciuti i britannici Black Sabbath. Il quartetto si forma nel 1968 a Birmingham e inizialmente lo stile si presenta come una miscela di blues e rock duro. Dopo svariate vicissitudini, i vecchi Black Sabbath si presentano oggi sotto il nome Heaven & Hell, mutando ben poco dello stile che li ha resi celebri e con un paio di cambi in formazione che non stravolgono in nulla il nucleo storico del gruppo.

L’album lungamente atteso e in uscita in questi giorni “The devil you know” (16 euro) vede una line-up compatta e di grande esperienza: al basso lo storico bassista Geezer Butler, alla batteria il relativamente recente Vinny Appice, alla voce il portentoso Ronnie James “Dio” e alla chitarra, ovviamente, lo storico Tony Iommi. Con un quartetto di questo livello il risultato dovrebbe essere assicurato. In effetti, l’uscita di un nuovo album che intenda in un modo o nell’altro inserirsi di diritto nella carriera dei Black Sabbath rappresenta una sfida e un rischio di non poco conto. Trattandosi di nomi storici dell’heavy metal, però, la riuscita finale del lavoro è assolutamente convincente.

httpv://www.youtube.com/watch?v=eP8NkeVQyUU
(Heaven & Hell, The Devile you Know spot, 2009)

Dieci canzoni inedite per una durata complessiva di oltre cinquanta minuti. Il lavoro di composizione che ha impegnato la band è durato oltre un anno; difficilmente si potrà dire che non è valsa la pena attendere. Le canzoni s’inseriscono tutte di diritto nella tradizione musicale sabbathiana, prolungando e rispolverando tutti canoni stilistici dei vecchi classici degli anni ’70, con l’aggiunta di una registrazione compatta, potente, cupa e avvolgente. L’incedere dell’album, sin dalla prima traccia “Atom and Evil”, è travolgente nel suo ritmo ora cadenzato ora rapido ma sempre ispirato ed essenziale nel classico stile chitarristico di Tony Iommi. La voce del piccolo grande Ronnie James “Dio” è sempre graffiante ed espressiva, come nello straordinario album “Heaven and Hell” del 1980, da cui appunto prende il nome questo progetto musicale. I giri di basso di Geezer Butler sono sempre vorticosi, psichedelici e trascinanti, a fare il paio con una batteria secca, precisa e mai fuori posto.

Questo nuovo album riporta una delle formazioni più amate dai Black Sabbath, quella con “Dio” alla voce appunto piuttosto che con “Ozzy” Osbourne, a vette musicali lungamente attese. Se si guarda la lunga carriera dei Sabbath si noteranno numerosi successi e pietre miliari della musica pesante, ma anche diversi passi falsi e lavori poco ispirati. I primi cinque album, pubblicati tra il 1970 e il 1973 restano ancora oggi di fatto dei punti di riferimento per tutta la musica metal. Si tratta di classici quali il primo disco “Black Sabbath”, fortemente influenzato da certo blues-hard rock alla Led Zeppelin, il seminale “Paranoid”, che con canzoni come la title track, “Iron Man” e “War Pigs” ha di fatto fondato i canoni musicali dell’heavy metal. Con l’album del 1971 “Master of reality” i suoni e le atmosfere si incupiscono, preparando la nascita del genere doom metal, di cui saranno principali portabandiera i Candlemass e i St. Vitus. Il disco del 1972 “Vol. 4″ si sposta su coordinate più sperimentali e psichedeliche, pur mantenendo lo stile roccioso dei precedenti lavori, e nel 1973 è la volta di “Sabbath Bloody Sabbath”, che presenta ulteriori incursioni in ambito prog-rock.

httpv://www.youtube.com/watch?v=UpyxhLO-1cU
(Heaven & Hell, Atom & Evil, 2009)

Gli album pubblicati negli anni seguenti, eccezion fatta per “Sabotage”, presentarono una band provata dagli eccessi e poco ispirata. Solo con l’allontanamento dello storico cantante “Ozzy” e l’entrata di Ronnie James “Dio” le cose migliorarono notevolmente. L’uscita del già citato “Heaven and Hell” nel 1980 risollevò una situazione musicale che sembrava ormai compromessa. Durante il tour di supporto all’album il singer di origini italiane introdusse il celebre segno delle corna, imparato dalla nonna come gesto di scongiuro. Nel 1981 uscì il bello “Mob Rules” e dopodichè avvenne la rottura tra Iommi e “Dio”. Il resto degli anni ’80 portarono ai Black Sabbath notevoli problemi di line-up e mediocri risultati in studio, fino al disco “Headless Cross” del 1989, che non sfigurava al confronto con i successi del passato. Il ritorno di Ronnie James “Dio” avvenne nel 1992 con l’album “Dehumanizer”. Dopo diverse vicissitudini e reunion annunciate ma mai realizzate, nel 2006 la formazione degli anni ’80 dei Black Sabbath, da numerosi fan molto amata, fece ritorno sotto il nome di Heaven & Hell.

Il percorso musicale di Tony Iommi ha segnato quaranta anni di musica dura, lasciando solchi profondi che hanno influenzato numerosissime band di ieri e di oggi; lo stesso stile vocale di “Dio” è diventato pietra di paragone e simbolo della tipica timbrica heavy metal. L’uscita dell’album degli Heaven & Hell è dunque un ritorno alle origini. Gli artisti che compongono il quartetto hanno ormai sessant’anni e per molti sono dei veri e propri simboli della cultura musicale metallica. Il loro ritorno in grande stile, fatto di coerenza e qualità sarà per molti la conferma delle notevoli capacità tecniche di musicisti che  non hanno mai smesso di credere in ciò che suonavano, nonostante le difficoltà.

Il Gods of Metal di quest’anno, che si terrà il 27 e 28 giugno allo Stadio Brianteo di Monza, li vedrà protagonisti nel palco principale sabato 27 dalle 21.00. Il loro si annuncia già come un ritorno al metal old style che ancora oggi riesce a emozionare e coinvolgere.

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