Voto-Non-Voto…

Nando Dicè

Come potrebbe iniziare la campagna elettorale dello “scemo del villaggio globale”? Logicamente con un appello al “NON VOTO”.

Tipo “Questo non è un appello al voto e non è nemmeno una chiamata alla lotta di liberazione del sud.”

In fondo non potrebbe esserlo: ogni elezione “democratica”, democratica non è.  Serve solo a sostenere il regime con quello che abbiamo sempre definito il “consenso passivo”.

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Per vincere un’elezione, allora, sarebbe logico ragionare come loro. Per concederti il diritto ad affermare l’inesistenza della democrazia, tu devi avvalerti solo della “libertà democratica”. Ti fanno accettare quello che neghi, per permetterti di negarlo. Una furbata mostruosa. In pratica hanno già vinto. Per equiparare la loro intelligenza superiore, però, potremmo farci votare chiedendo di avvalerci nel conteggio di tutte le schede non votate, perché appartengono al NON VOTO. E vincere le elezioni. Chissà se lo faranno fare pure a noi…

Poi, pensandoci bene… presentarsi alle elezioni non ha nulla di rivoluzionario, di importante, di fondamentale. Non serve a cambiare le cose e non è nemmeno un tassello nella lunga marcia di libertà dalle banche.

Non è, e non sarà mai, un appello alle armi, né tanto meno ti emozionerà come una crociata per salvare la “foca monaca della Kamchatka” di cui, in fondo, ti interessa solo per capire se resta lo spazio per i “carrarmati”. E poi vuoi mettere… battersi per la “foca monaca” ha un senso aristocratico, lottare affinché a Napoli ci siano strade senza buche è puerile, è plebeo.

No: il volersi candidare  non può nemmeno essere inteso come la disponibilità a difendere “a Tutti i Costi” la nostra terra. Non funziona, è retrò: la terra è vecchia, troppo vecchia, una cosa che non serve. E’ logico poi che se ti convincono che il cibo cresce nei supermercati e che la tecnologia dalle alghe ci darà tutto il cibo di cui necessitiamo, la gente preferirà le campagne elettorali a favore dei supermercati e della ricerca scientifica, invece di sprecare il proprio voto per una cosa che non serve e ti sporca pure la macchina di fango come la terra, l’antica nostra terra.

La propaganda elettorale non la potrei nemmeno fare dicendo: “Faremo studiare ai nostri figli la vera storia dei loro padri e ci restituiremo quella dignità di popolo che 150 anni di “oscurantismo risorgimentale” ci hanno negato”. Dove li trovo 200mila professori meridionali o non (perché noi non siamo razzisti) che sanno la vera storia del sud?

“Ma se vinciamo potremmo festeggiare come nostri eroi i Briganti?”, qualcuno ci chiederà. Certo, se vinciamo e soprattutto se saremo disposti a far passare sotto banco qualche accordo, tipo Acerra. In pratica, per festeggiare i meridionali morti, dovremmo uccidere i meridionali vivi. Un affare!

Se ci candidiamo sicuramente ci saranno i rivoluzionari da “tastiera permanente” che ci accuseranno di voler fare i soldi: quindi non potremmo nemmeno farci restituire tutto il denaro del Banco di Napoli a nome vostro, cioè a nome del vostro diritto a farvi restituire le ricchezze che vi appartengono, perché saremmo subito accusati di voler fuggire alle Cayman, che mi sembra che sia la sede fiscale di qualche Banca Italiana che, denominata pubblica, nei fatti è privata e che le ricchezze nostre le custodisce già là. E se poi andassimo a prendercele, saremmo pure accusati di fare le vacanze a spese dello Stato… un casino.

Sapete una cosa? Se ci candidiamo dobbiamo pure stare attenti a non parlare del Signoraggio, un termine talmente complicato che nemmeno il programma Word riconosce. Figuriamoci se può essere facilmente comprensibile da chi ha il mutuo da pagare. Nooo, “bisogna parlare di cose semplici alla gente”, ti dirà immediatamente quello che appoggia la tua candidatura e materializzandosi dal nulla, sembra che sia tuo amico dalle elementari e ti sostiene economicamente con tanta felicità, che neanche tuo padre è felice così quando ti dà soldi.

Ora che ci penso, che il Nord ci ha “scippato” depredandoci in 150 anni d'”Italianunita” quasi di tutto, forse non lo potremmo nemmeno dire: sapete… con i nostri precedenti… la magistratura avrà già “acquisito” da qualche “fonte anonima” di madre deviata, tutti i nostri reati. Rischieremmo anche di passare per pedofili.

Non potremmo aiutare gli emigranti meridionali e nemmeno evitare che 250mila meridionali l’anno lascino la propria terra con rabbia ed umiliazione. Rischieremmo, anzi, di litigare con i sindacati, che non potendo fare gli intrallazzatori di professione, avrebbero un po’ di tempo in più per pensare a come definirci fascisti e servi del capitale. Con l’immancabile giornale “importante” che racconterà stronzate su di noi, dimenticando di dire che tutti i giornali prendono i soldi dallo stato, quindi dai partiti, quindi dai finanziatori e quindi dalle banche le quale finanziano tutti, con i soldi tuoi: che geni .

Dimenticatevi che votandoci potremmo abbattere la camorra: anzi se non né parleremo abbastanza sarà solo perché siamo napoletani autentici, la conosciamo bene e sappiamo che chi la combatte a parole di solito ne è il primo alleato. In ogni casi di pentiti “seri ed onesti” che faranno il nostro nome si sprecheranno. Poi a Napoli chi è che non conosce…

A chi vi dirà che “queste elezioni rappresentano una cosa importante…” per questa o quella ragione che vi sarà difficile capire subito, ridetegli in faccia con tutta la serenità dell’essere ancora un uomo libero. State attenti, molto attenti a quelli che vi prometteranno soldi: non perché non ve li daranno, perché a darveli ve li danno: solo che sarà strozzinaggio legale. Vi daranno 50 euro ora per il voto, ve ne toglieranno 500 al mese per i prossimi 4 anni. E non dite nemmeno che se vincono gli “altri” non sono diversi. Voi lo sapete che sono la stessa cosa, cioè che sono già d’accordo. Che ne parliamo a fare in campagna elettorale?

E poi noi non potremmo neanche risolvere il problema della disoccupazione, perché sin quando metteranno “in concorrenza” il nostro lavoro con chi lavora 14 ore al giorno come uno schiavo, non ci sono santi: perderemo. E siccome coloro che sfruttano gli uomini 14 ore al giorno là, sono gli stessi che finanziano i partiti qua, anche se vincessimo non potremmo allearci con nessuno.

Non parliamo poi dell’immigrazione clandestina. Non faremmo un benemerito niente. Uno: perché non potendo contrastare chi come le multinazionali sfrutta l’Africa, da uomini d’onore che non se la prendono con i più deboli, non potremo lamentarci degli africani qui. E secondo: non faremo nemmeno volontariato o daremo aiuti umanitari, perché sono sovvenzionati dalle stesse multinazionali che creano la necessità del volontariato e che trasformano il tuo “aiuto umanitario” in qualcosa che di umano non ha niente.

Diffidate amici da coloro che si “sacrificano”candidandosi per amor di patria: non sono eroi.

Perché? Perché candidarsi in un mondo di corruzione e di corrotti con la presunzione di restare “servitori” solo delle nostre idee non è eroico: è da scemi. Gli eroi oggi li creano al Grande Fratello, e quelli si vendono il loro, di culo, figuriamoci il nostro.

In fin dei conti andare a votare non mi serve nemmeno a “restare in piedi in un mondo di rovine”: le uniche cose rovinate irrimediabilmente sembrano essere le ginocchia della gente, a furia di stare proni.

Sarei chiamato secessionista, fascista, scemo, comunista, illuso, sognatore, statalista, sfascista, di destra, di sinistra, in pratica come mi chiamano adesso, anche se non vado a votare. E nessuno che mi chiami meridionalista. Allora è questo il senso di quando ti dicono che votare non serve, dare a tutti la possibilità di votare per dare a nessuno la possibilità di cambiare.

Votare è inutile se non cambi prima tu!

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