Silvio, mon amour

Arba

Caro Diario,

ho un debole per Lui e non me ne vergogno. Come ben sai. Non più, almeno. Lui non mi conosce e non sa assolutamente niente di me. Io per Lui non esisto. Eppure la sua presenza mi riempie le giornate. La sua immagine mi occupa la mente ed a volte mi organizza anche le serate. ”Cosa dirò e come lo dirò… se mi faranno domande su di Lui”?

Sotto la doccia, mentre la schiuma scende sbarazzina sulla mia pelle ed il cervello fuma, penso a Lui. La temperatura dell’acqua ed il vapore si mischiano in un crescendo con i miei pensieri. Le diverse tattiche di esposizione verbale da attuare: ”in caso di …”, mi scorrono davanti, carissimo amico di sempre.

vologabbianomk0O dovrei lasciare tutto all’ improvvisazione? Cosa ne dici, tu …fedele compagno di brainstorming vari? Tu, così sempre in sintonia con me. Cosa proponi? Peccato che tu non mi possa rispondere. Per farmi capire che non sei d’accordo basterebbe che un angolo di pagina non accettasse il mio inchiostro ……o che invece una lucentezza astrale, in una determinata sillaba, illuminasse il testo. Per mostrarmi la tua approvazione. Non sarebbe carinissimo?

Se trovo un indirizzo email qualsiasi, Suo ma proprio Suo …forse gli scrivo. Ecco … ho deciso che lo cerco. Facciamo entro domani o dopodomani. Per spiegargli come stanno le cose. Lui non si immagina quante sensazioni e lavoro mi ha dato, dà e presumo, (se qualcosa non cambia), mi darà anche in futuro. Eppure, senza stancarmi ed abbastanza impavidamente continuo ad occuparmi della sua persona…

La prima volta in pubblico,  mi ha procurato l’effetto di una specie di ”coming out ” sessuale.  Che liberazione! Estasi ! Tu non mi hai vista, peccato. Eri a casa. Saresti stato orgoglioso di me, senza dubbio.

Esaminando il tutto, devo dire che si è trattato di un processo abbastanza fasato. Del tipo: prima ne ho parlato ad amici fidati, anzi fidatissimi. Ancora con abbastanza timore, certo e all’inizio con una frase rimbombante nel mio cervello: ” Oh, noooo. E cosa penseranno poi di me? Alcune reazioni sono state molto forti e tragiche.

Le reazioni successive, con altri, sono state svariate: –

–     c’è chi mi ha fatto capire che dopotutto non siamo -tutti- perfetti. Insomma loro sì ma io ho delle tare. Ma molto           amichevolmente, devo ammettere.

–          e chi mi ha sorriso affettuosamente, quasi divertito.

–         chi mi ha guardato negli occhi, seriaseria ( metto il femminile perchè erano tutte donne) pensando …le vedevo pensare, caro diario …” Ma da te non me lo sarei proprio … Accidenti, sei messa male! Mi sarei aspettata di tutto, ma QUELLO NO.” Dirò di più: quel No da Tribunale me lo sentivo passare per le ossa. Mi squarciava l’anima facendomi quasi rabbrividire.

–         c’è chi si è messo a discutere per cercare di riportarmi sulla retta via. Uomini, in maggior parte. Che sono quelli che da paladini vogliono salvarti. Discutendo o ”altro”. O offrendoti ”roba” da leggere su di Lui. Abbastanza subdolamente, devo dire. Sai: si cominciava con un articolo che ti portavano quando meno te lo aspettavi. Del tipo: si piazzavano al varco  e fingendo di essere lì per caso ti sparavano un: ”Ah, ti ho portato un articolo, magari ti interessa” e blabla. Essendo una persona gentile e disponibile lo accettavo educatamente (i bastardi ti  fiutano) …e allora la volta dopo si facevano ancora più arditi e mi portavano cartellette ripiene, con materiale che ” avrei potuto considerare significativo”. Poi alla fine della storia si arrivava ai libri e di seguito alle email di chiaro stampo SPAM. Che naturalmente non aprivo, temendo di vedermeli apparire nudi, con la foto ridente di Lui piazzata in ”quel posto” . Sai, invece della solita nebbiolina che nasconde i tratti somatici di chi non vuole farsi riconoscere.

Ma carissimissimo diario, uno pensa che la faccenda sia risolta, una volta per tutte, quando ne hai parlato e sei uscita allo scoperto. Quando l’hai comunicato agli amici o a determinate persone con le quali hai contatti più o meno regolari, intendo. Ed invece no. Ogni volta che fai nuove conoscenze devi decidere se esprimere o meno questa tua caratteristica. E non è sempre facile. Questione di scelte. Guarda, pochi si immaginano il cammino che ho dovuto fare per arrivare a parlarne liberamente, infischiandomene altamente dei commenti o dei sorrisini di commiserazione. Ma in ogni caso ho deciso: basta segretezza. Meglio esprimerlo subito e facciamola finita.

Ma la molla che ha fatto scattare il tutto è stato un fatto agghiacciante. Te ne avevo già accennato in passato, mio caro. Ti rispiego la scenografia ed il contesto: pomeriggio d’estate, Italia. Ero in una sala con la televisione accesa. Che neppure guardavo. In compagnia della figlia di una persona a me molto cara. Di sinistra/sinistra. Ma nonostante il ”neo” mi è cara. La bimba aveva 7 anni.  Io mi trastullavo con il cellulare. All’improvviso sento rumori strani arrivare da destra. Rumori che avrebbero potuto esprimere paura. Anzi, peggio ancora, sbigottimento schifato o  terrore puro. Alzo la testa e vedo la bimba in questione che si copre gli occhi. Le manine quasi le nascondono tutto il viso. La conversazione che ne seguì fu all’incirca questa sotto:

–         Io: ma cosa c’è, tesoro. Ma cosa è successo?

–         La bimba :( tenendo le mani con forza sulla faccina e balbettando ) GuGuGuarda, hai visto alla televitelevisiotelevisione urghh arghhhhhhhh obbbbbbbbbrrrrrrr uhhhhhh brrrrrrrrrr.

–         Io : ( senza neppure guardare od ascoltare le televisione ma osservando la sua reazione che rasentava la paranoia ) ma cosa c’è? Il telegiornale? Ma cosa hai visto? Ma cosa hanno fatto vedere…? Ma che schifo la televisione italiana. Ma cosa ti hanno fatto vedere?

–         Lei: ( spostando un ditino da un occhio) guardaaaaa. Brrrr, ahhhh ( rispostando il ditino sulla palpebra )

–         Io: ( guardando la tele ) ma sono le notizie politiche!

–         Lei: Sì, ma ”Quello” alla tele….               ”Quello” …         che parla….           ”Lui” …( con voce tremante)

–         Io: ( Riguardando la tele) O ma guarda che è Berlusconi….

–         Lei: Ecco, lui fa schifo.

–         Io, ( incredula ) ma come fa schifo?

–         Lei: la mamma dice che fa schifo, che è terribile e che non lo devo neppure guardare….

–         Io: ( senza parole ) ……………………….eh, ah, ua, chhhh, grrrrr !!!!?????!!!!@#%&*$

Ecco, questo, caro diario, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da quel determinato giorno sono uscita allo sbaraglio e l’ho difeso apertamente e senza remore.

Fuori Italia è ancora peggio, dicevo. Complicato, a volte. Le tre definizioni ” basic ” che lo descrivono sono: con lui non c’è libertà di parola in Italia e influenza la gente, fa le leggi a suo uso e consumo e come ha fatto a farsi i soldi? Poi esistono le varianti al ritornello, naturalmente. In tutta la mia esperienza di comunicatrice ho incontrato solo 2 persone che da subito, dopo avermi ascoltata in una conversazione abbastanza accesa con altri, si ritrovavano nella mia posizione di ”spada tratta per lui”. Ma a pensarci bene e con onestà non sono poi tanto sicura. Piaceva Lui a loro o piacevo io a loro?

Comunque trovo ragionevolmente difficile spiegare a chi è geneticamente impossibilitato o a chi è prevenuto che la Sua caratteristica principale è l’amore. Sí, l’amore. Ama essere amato da tutti. E’ un puro non un duro. Come me.

Va beh. Io lo difendo da un tot di tempo. Come si fa per le foche, presumo. O la foresta vergine. Sono tutti processi psicologici, temo. Ma a me Lui piace, diverte, irrita affettuosamente, sbalordisce, fa aguzzare il cervello, a volte mi commuove o mi riempie di orgoglio. O quasi. Vedi come mi entusiasmo, diario mio? Ma non mi va di esagerare. Pensa se qualcuno ti leggesse ….i malpensanti potrebbero sbattere lì, nei miei confronti, un ” Lui ti paga e Quanto ti versa al mese? ” Comico, no?

Ti lascio, ciao

A domani.

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