Il linguaggio non è mai neutro…

miro renzaglia

In un commento all’articolo di Angela Azzaro “I romeni non violentano le donne”, scrivevo in chiusura che: «il linguaggio, si sa, non è mai neutro…».

Adesso, mettete a confronto il linguaggio usato per queste due notizie:

amanda-knox_fondo magazine(ANSA) – PERUGIA, 14 MAR – Nuova udienza alla Corte d’assise di Perugia del processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher. In programma le deposizioni di alcuni agenti di polizia che si occuparono dei computer sequestrati dua nte le indagini. Gli imputati sono in aula. Una docente dell’Università di Perugia ha rivelato che in un tema scritto il lunedì successivo all’omicidio Amanda “era preoccupata, confusa e sperava nell’arrivo della madre per distrarsi facendo spese”.

violenza-a-firenze_-fondo-magazine(ANSA) – FIRENZE, 14 MAR – Una barbona che dormiva alla stazione di Firenze è stata selvaggiamente picchiata e violentata. E’ successo la notte scorsa, intorno alle 3. Sono stati gli agenti della Polfer a interrompere gli abusi, arrestando l’aggressore, un dominicano di 35 anni. Da quanto si è appreso, l’uomo, con regolare permesso di soggiorno in Italia, avrebbe scavalcato un cancello e aggredito la donna, un’italiana 50enne, che, come d’abitudine, stava dormendo in stazione.

Non ci trovate niente di strano?

Fateci caso: nella prima notizia non si fa alcun riferimento alla nazionalità, né della vittima (inglese) né a quella dei due presunti innocenti coimputati del delitto, rispettivamente: italiana e americana.  Nella seconda, invece, la vittima è immediatamente identificata come italiana e il suo aggressore è definito di nazionalità dominicana indi: extracomunitaria.

Ora, a rigore e per uniformità di linguaggio, uno si aspetterebbe che se il dato della nazionalità è rimarchevole nel secondo episodio, dovrebbe esserlo anche per il primo. Tanto più che uno degli imputati dell’omicidio di Meredith Kercher è, a tutti gli effetti, una extracomunitaria: esattamente come l’attore dello stupro commesso ai danni di una cittadina italiana… Invece, no: che Amanda Knox sia americana, all’estensore della notizia Ansa non gliene può fregare di meno, almeno in apparenza. Mentre l’estensore della seconda notizia, ammesso che non sia lo stesso telescrivente, ha molta premura di specificare le origini nazionali del carnefice e della vittima…

Il diverso trattamento  potrà apparire casuale solo a chi ha del linguaggio una cognizione meramente funzionale alla comunicazione lineare: fatto-notizia. Chi, invece, sa che dietro la parola si manifesta l’essenza medesima dell’uomo che la pronuncia («L’uomo è uomo in quanto parla», diceva Martin Heidegger, uno che di linguaggio se ne intendeva…), avvertirà ben altro. E mi spiego…

Ammettiamo pure che  l’omissione nazionalitaria della prima notizia sia stata non intenzionale, ovvero: inconscia. In tal caso, non occorrerà scomodare Freud per sapere che l’ “atto mancato” nasconde sempre un “conflitto nevrotico”. E di quale conflitto nevrotico soffrirebbe il nostro estensore Ansa che dimentica di sottolineare la nazionalità (americana) della Knox? Sarebbe così lontano dalla verità affermare che risieda in una specie di sudditanza psicologica nei confronti dei padroni del potere planetario? Che omettere di dire che la presunta complice dell’omicidio di Meredith Kercher, ma sicura calunniatrice di un altro extracomunitario che si guadagna la stozza lavorando pacificamente, Patrick Lumumba, sia americana celi una “rimozione” del fatto che anche gli extracomunitari americani commettano delitti sul nostro territorio? Magari poco, magari in misura infinitesimale rispetto ad altre etnie, ma che pure loro incidono sul nostro sacro diritto di sentirci sicuri in casa nostra? E se poi non fosse un atto mancato? E se invece fosse una omissione conscia e volontaria? In tal caso, il discorso aprirebbe su altre ipotesi. Una delle quali, per esempio, potrebbe portare alla conclusione di una censura dichiarata e preventiva da chi non gode sicuramente a vedere una sua cittadina coinvolta in episodi di tal genere e gradirebbe, invece, che sul dato della sua nazionalità, si sorvoli… Così com’è…

Del dominicano stupratore, invece, non frega assolutamente niente a nessuno: forse nemmeno al Governo del paese caraibico. E, allora, perché non rimarcare la nefasta presenza degli extracomunitari su terra italica? E chissenefrega se era in possesso di “regolare permesso di soggiorno”… Tanto più, che la vittima era una italiana e non una inglese, come nel caso dell’omicidio di Perugia…

Che, poi, la vittima stessa dell’episodio fiorentino sia definita una “barbona” apre, anche qui, uno scenario linguistico. Scenario  che cova palesemente nel disprezzo, conscio o inconscio, di chi non sceglie o sceglie per disperazione  modi di vita diversi dallo standard condiviso dal nostro buono e giusto concetto di conformità cittadino, la sua motivazione: il linguaggio – ripeto – non è mai neutro…

Conclusioni. Non dobbiamo stupirci troppo se, poi, a livello percettivo di massa, avvertiamo un invadente sentimento di rifiuto ed ostilità per la presenza in terra italiana dell’extracomunitario… Ma non di tutti gli extracomunitari: solo di quelli che il tam-tam massmediatico ci invita ad individuare come portatori di “insicurezza” per la nostra tranquilla convivenza… E poco importa che, complessivamente, incidano per lo 0,75 per cento dell’autarchica produzione di criminalità: accusarli del nostro malessere sicuritario è indice di un indiscutibile amor patrio…

P.S. E siccome il linguaggio non è soltanto quello verbale, osservate attentamente pure le due foto impaginate in questo articolo, riprese pari pari dal sito Ansa a commento didascalico delle notizie date. E, poi, ditemi: qual è il suggerimento neanche troppo sottinteso dal loro significato linguistico?

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