Enzo Cipriano. L’editore tra storia e verità

Susanna Dolci

settimosigillo_-fondo-magazineNon troverete sue notizie nel Catalogo dei Viventi, 7247 italiani notevoli (Marsilio ed.). Non ci sono le di lui tracce sulla Garzantina della Letteratura o Storia (Garzanti ed.). Eppure stiamo scrivendo del Signore dell’Editoria indipendente, anticonformista, coraggiosa eppur tradizionale, scomoda, contestatrice e contestata che ha cresciuto, dai primi anni ’80, a pane e libri “nostre e non nostre” generazioni… La città dove trovarlo è Roma. L’indirizzo di riferimento è Via Santamaura, 15. Lo studio dove ti accoglie è una vero arroccamento di libri, riviste, periodici, cataloghi ed altro o troppo ancora, sparsi in ogni dove. Sulla scrivania ad accerchiare il computer ed il telefono, le sedie, i divani, il pavimento, gli ovvi scaffali dell’imponente libreria… Perché dover spostare i volumi per accomodarsi? Perché dover scompaginare il silente equilibrio con l’ambiente che li accoglie? Il tra di loro è un abbraccio perfetto. E sono proprio loro, i tomi, che ti sfidano, ammaliano l’intelligenza, smuovono la curiosità, accentuano il ricordo e la memoria… E soprattutto ti fanno stare zitto… Non c’è bisogno di parlare… Non si devono dire sciocchezze o piaggerie. Bisogna solo saperli ascoltare nella lettura, i suoi libri, poterli sfiorare ed annusare come il migliore dei cani da tartufo durante la cerca…. Da Brescia a Roma. Il Sigillo, Il Settimo Sigillo, Edizioni Settimo Sigillo, Europa Libreria Editrice, “Storia e Verità”,….. Fascismi, Guerre, RSI, religioni, paganesimo e tradizioni, “sangue ed inchiostro”. Evola, Pessoa, Nolte…. La sua è “semplicemente” voglia di Cultura. Di quella cultura testarda che non ammette compromessi. Che non ha voglia di arrendersi e che rischia ogni giorno come da sempre. Ad una domanda ha così risposto: «La nostra idea portante è che non esiste una cultura di Destra e una cultura di Sinistra, ma solo una Cultura seria che faccia meditare i lettori e dia loro spunti per riflessioni spesso scomode ma forse proprio per questo stimolanti. I libri a tesi preconfezionate non ci interessano, servono solo a fare cassetta. Forse per questo ci ostiniamo a dire che siamo una casa editrice militante di qualità». Che altro aggiungere? Soltanto che il deus ex machina di tutto ciò è e sempre resta lui: Enzo Cipriano. Nient’altro da aggiungere, null’altro da dichiarare se non il migliore dei ringraziamenti.

criminalepernsiero_fondo-magazineEnzo Cipriano è fondatore e proprietario della casa editrice Settimo Sigillo. Innamorato della storia, è autore di articoli, saggi ed interventi di variegato ragionamento. È direttore editoriale del bimestrale “Storia Verità”. Dimentico qualcosa?

Non dimentichi niente, anzi c’è qualcosa di troppo. Non avendo né  il dono dell’ubiquità né le braccia della Dea Kalì da un paio di anni il ruolo di direttore editoriale della nostra rivista è stato affidato ad Alberto Rosselli, giornalista genovese, che devo dire mi allevia di non poca fatica.

Indirizzo: Via Santamaura, 15 Roma. Storia della Settimo Sigillo e della Europa Libreria Editrice, grazie, dalle origini e sue evoluzioni. A te la parola….Cosa hai dovuto passare in tutti questi anni di attività ed altrettante dovute vedere? Sei soddisfatto del tuo lavoro? Come operi le tue scelte? Qual è stato il primo libro da te pubblicato? E quello che tu ami maggiormente?

Via Santamaura 15 è la sede della casa editrice. Il punto vendita diretto è in Via Tunisi 3/A. Dove tutti possono consultare ed acquistare i testi da noi editi, distribuiti, consigliati. Veniamo a rispondere alla tua valanga di domande sperando di non tralasciare niente. Le edizioni Settimo Sigillo nascono a Brescia, dove allora ero “esule in Patria” nel 1982. Quattro amici (e perché no Camerati) si tassano per 500.000 lire a testa e nasce la casa editrice. Il primo libro editato Architettura e Tradizione di Carlo Fabrizio Carli. L’anno successivo, il 1983, durante una trasferta politica a Roma vengo a conoscenza della “messa in vendita” della Libreria Europa e fatti i bagagli mi trasferisco a Roma, abbandono l’università e mi butto a capofitto nella nuova avventura. Era quello che volevo fare nella vita ed è quello che faccio da oltre 25 anni. Le edizioni crescono parallelamente all’organizzazione della libreria (nella mitica sede di Via Pietro Cavallini) che era il punto di riferimento (allora) della componente rautiana del Movimento Sociale e dell’area che faceva capo alla Nuova Destra. I testi pubblicati si moltiplicano fino ad arrivare agli attuali 500. I primi autori in scuderia sono nomi che poi diventano famosi: Malgieri, Veneziani, Gasparri, Urso, affiancano i classici Adriano Romualdi,  Evola, Guènon. Nel 1992 scade il contratto d’affitto, rinnovarlo costerebbe il doppio, allora decido il grande salto e da una sede di 30mq. passo ad una di oltre 200 (tra esposizione e magazzino) in via Sebastiano Veniero. Meno di un anno dall’apertura e la “democratica” bravata di alcuni radical-sinistrorsi pensano bene di darci fuco nella notte tra il 17 e il 18 Marzo del 1993. Inutile dire come si sono svolte le indagini, si potrebbe scrivere un libro kafkiano sull’avvenimento, ma preferisco passare oltre. Si sa che noi siamo fatti di una certa tempra e le difficoltà non solo non ci hanno mai bloccato ma spesso ci hanno stimolato a fare ancora di più e più caparbiamente il nostro lavoro. Nel 2004 ennesima scadenza di contratto d’affitto ed ennesima richiesta di raddoppio della pigione. Si vede che pagare regolarmente la pigione non sempre è una buona idea. Ennesima rivoluzione: per non cambiare quartiere decidiamo di scindere fisicamente la libreria dall’editrice e così si arriva alla attuale situazione, il punto vendita a via Tunisi e gli uffici  in via Santamaura. Per quanto riguarda la scelta dei libri da pubblicare il discorso è abbastanza complicato. Come puoi immaginare anche a noi, come a tutti gli editori italiani, arrivano giornalmente proposte di pubblicazione. Altro che paese di navigatori, siamo un paese di scrittori e poeti ma non di lettori. Tutti credono di aver scritto una nuova Divina Commedia, all’arrivo dei manoscritti faccio una prima cernita, cestinando – pardon archiviando – quello che non ritengo valido o conforme alle linee della casa editrice. Poi passo alla lettura di quelli che penso siano interessanti, aiutato da collaboratori e amici. Scelti quelli validi, vengono contattati gli autori e … comincia una nuova avventura. In genere scegliamo libri che escono dal conformismo intellettuale che impera in Italia. La scelta a volte ci premia a volte no. Una cosa è certa, scegliamo solo libri che piacciono a noi, senza censure ideologiche o politiche e men che meno guardando il lato squisitamente commerciale. Se indoviniamo la scelta di un testo apre la strada a un nuovo libro, se sbagliamo dobbiamo aspettare qualche mese per recuperare le forze economiche per ripartire. In 25 anni non abbiamo mai avuto nessun finanziamento pubblico o privato. Abbiamo sempre fatto tutto con le nostre forze. Mi chiedi se sono contento del mio lavoro. Diciamo a metà. Contento perché faccio quello che mi piace, decido in proprio e rischio in proprio. Scontento perché a volte vedo che il mio lavoro non produce risultati politici; ma questa è un’altra storia, che implica il mio rapporto con i movimenti che fanno riferimento alla nostra area. Per essere chiari e dire pane al pane e vino al vino (sperando che sia di quello buono), direi che la Destra politica (e per Destra intendo fino al 1995 il MSI, poi i vari partiti che sono nati dopo Fiuggi) non ha mai avuto tra le sue priorità la lotta ideologica, l’idea che la cultura può essere un elemento di forza per uno schieramento politico e quindi spesso i rapporti sono stati molto freddi. Hanno sempre ragionato solo in termini di scadenze elettorali o peggio congressuali. Per finire veniamo al libro che amo di più. Non è un libro del Settimo Sigillo ma il classico del pensiero Tradizionale, vale a dire Rivolta contro il mondo moderno di Evola. Per quanto riguarda quelli della mia casa editrice è sempre il prossimo che andrà in stampa.

Enzo se dovessi dare una definizione di te stesso, quale useresti?

Un operatore culturale. Uno spazzino della mente.

Sei amato od odiato? Hai mai pensato di guidare la cosiddetta “a destra”? Chi ti ha creato maggiori fastidi? E chi ha creduto in te?

Amato (poco), odiato (tanto): l’importante è non scivolare nell’indifferenza. Ho provato con Erra e Rutilio Sermonti a fare qualcosa di politico, in senso stretto, per unire o quantomeno cercare di non far litigare le varie anime della cosiddetta Destra. Operazione fallimentare. Ci sono solo generali e mancano i volontari, fondamentalmente manca l’umiltà. I maggiori fastidi li ho avuti soprattutto da destra, da quei benpensanti che credono basti andare a cena il 28 ottobre ed a messa il 25 Aprile per sentirsi ancora fascisti, da tutti quei politici della nostra cosiddetta area che ti chiamano solo quando hanno bisogno di te e spariscono quando cerchi di contattarli tu. La cosa che mi ha dato e mi dà fastidio di più sono invece quei cosiddetti intellettuali che hanno pubblicato per me quando erano dei signori nessuno e adesso che vengono pubblicati da Editori grandi e politicamente corretti dimenticano di segnalare nel loro curriculum i libri che hanno fatto per me, anzi che io ho fatto per loro. Basta sfogliare il mio catalogo, vedere gli anni di edizione per capire quanti e quali sono. Le maggiori soddisfazioni mi vengono da militanti che a distanza di anni, quando mi incontrano si ricordano del mio lavoro, da quelli che comprano un libro del Settimo Sigillo perché solo il nome della casa editrice dà loro garanzia. E’ per loro che continuo e non certo per altri, loro sono la mia comunità.

A proposito dell’editoria italiana? Pregi e difetti, prego… Qual è a tuo avviso il paese che considera degnamente il campo dell’editoria e non storce il naso sul colore o l’ideologia degli editori? Come dovrebbe essere, nel tuo immaginario, l’editoria italiana?

In Italia l’editoria è sempre stata in mano alla intellighentia progressista, anche dopo il passaggio del gruppo Mondadori e affini nelle mani di Berlusconi, chi comanda e decide sono sempre i soliti noti. Ultimamente sembra che ci sia una apertura verso la cultura della Destra ma è solo lo sfruttamento di un mercato vergine, un business, però molto pericoloso che nasconde i veri obiettivi, oltre quelli economici di questa operazione. E soprattutto restano nell’ombra i manovratori. In Europa, purtroppo, non esiste una editoria libera, basti pensare alla Francia, alla Germania, all’Austria dove tesi scomode come quelle revisioniste sono addirittura reati penali. Un paese non è libero se si tarpa anche il diritto di parola e di pensiero. Dove non arriva la censura ufficiale arriva la censura economica, nessuno ti recensisce, nessuno ti distribuisce e quindi sei alla fine destinato a chiudere.

Quale libro vorresti portare con te, sempre, e quello che invece non avresti mai voluto né vedere né leggere?

Naturalmente Rivolta contro il mondo moderno di Evola, che rileggo puntualmente ogni anno, Quello che non avrei mai voluto leggere Cuori Neri di Telese e tutti gli altri di questo filone che cercano di giustificare l’omicidio di nostri camerati e vedono di saperne sempre più dei protagonisti dei terribili anni di piombo.

Cosa ti chiedono i tuoi autori ed i tuoi lettori? E tu cosa chiedi loro?

Mi chiedono di proseguire nel mio lavoro senza tentennamenti ed io cerco di farlo.

Cultura, libri, lettore. Quando si eccelle e quando si pecca? Quali mezzi mancano alla cosiddetta destra per poter comunicare come fanno, invece, perfettamente a sinistra? Supporti politici, altro?

Per rispondere ci vorrebbero almeno mille pagine. Ma voglio essere sintetico: spero che i politici della cosiddetta Destra si rimettano a leggere e studiare, cosa che non hanno quasi mai fatto e di credere un po’ di più nell’umile lavoro delle nostre case editrici. Ma è più un’illusione che una speranza.

Mai confrontato direttamente con l’opposizione nel tuo settore? Così per vedere come va per entrambe le parti…

Ho sempre accettato, quelle poche volte che mi è stato proposto, il contraddittorio. Ma è difficile trovare persone oneste intellettualmente dall’altra parte dello steccato.

Fascismo e Comunismo. Destra e Sinistra, sia di centro che radicale. C’è più un’esistenza o una direzione od un senso per entrambi? C’è ancora qualcuno che possa identificarsi nelle medesime connotazioni? Ed il Fascismo è ancora e sempre un tabù? Si arriverà prima o poi alla tanto agognata obiettività?

Destra e Sinistra non hanno nessun valore nell’ambito editoriale e culturale almeno per me e per chi come me crede che la cultura sia non di parte ma universale. L’antifascismo è solo una scusa per sopravvivere a sinistra, come il fascismo lo è  per alcuni della nostra parte che credono che portando l’immaginetta del Duce nel portafoglio o l’orologio col testone basti per una battaglia politica, invece di leggere, studiare, approfondire e convincere con le idee che la nostra visione del mondo è stata preesistente al fascismo, penso al medioevo, alle insorgenze, a Roma, alle tradizioni orientali, e lo sarà anche quando il fascismo sarà solo un periodo storico da studiare, senza preconcetti, nelle scuole superiori.

Si può parlare anche di radici culturali europee? Di quella vecchia Europa che ancora possa ruggire di novità? O è un’Europa, ormai, al tramonto?

L’Europa per cui abbiamo lottato è quella dei popoli, quella delle piccole comunità, unite nell’idea di una grande patria non quella delle banche e dei governi che oggi ci profilano. Solo allora possiamo dire che si sarà avverato il sogno di Drieu, di Celine, dei combattenti europei che hanno difeso Berlino, dei veri nipoti della stirpe dei Cesari, di Carlo Magno e, perché no?, dei Re Guerrieri del Nord.

Come e dove vanno se ancora vanno le ideologie, i miti, le tradizioni e le civiltà?

Verso il Kaly-uga, inevitabilmente. Quando toccheremo il fondo, e ci stiamo avvicinando, risorgeremo a nuova vita e saranno i miti, la Tradizione, la civiltà, quelle che trionferanno sull’economia, sull’avere, sul possedere, sull’ingordigia

Chi sono i veri nemici da combattere? Ancora i comunisti, l’America, il capitalismo, il sionismo, il liberismo, le privatizzazioni…. O altro ancora? La Politica in cosa si è trasformata? E la militanza?

Il comunismo è morto, sepolto dalla televisione, dai frigoriferi, dalla cosiddetta modernità. Oggi il nemico da combattere, ideologicamente, è il pensiero unico che troviamo in un certo americanismo d’accatto, intriso di liberalcapitalismo e di economicismo.

Chi, invece, sono gli amici di sempre o fidati e gli amici nuovi?

Tutti coloro che lottano per la propria autodeterminazione, Penso ai palestinesi, agli Irlandesi, ai Baschi, ai tibetani, e a tutti quei popoli africani e orientali soggiogati dal capitalismo e dall’imperialismo economico americano e cinese

Anni di piombo… da digerire?

Gli anni cosiddetti di piombo sono da storicizzare, seriamente e non politicamente. Capire perché due generazioni hanno intrapreso la lotta armata contro il sistema, spesso anzi quasi sempre rafforzandolo non è cosa da poco. Basta reducismo ma analisi seria.

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