Tributo ad Anna Netrebko

La cantatrice scalza

httpv://www.youtube.com/watch?v=fumXaNlU8co
(Anna Netrebko – Amami, Alfredo)

Jonesco non c’entra niente anche se risulta evidente l’accostamento. Sta  rinnovato il mito delle grandi cantanti del passato e costituisce il personaggio sul quale il teatro senza aggettivi, il teatro lirico in particolare, investe volentieri. Gli esordi come donna delle pulizie presso l’opera Kirov di S. Pietroburgo per pagarsi gli studi di canto, ch’ella stessa, nelle interviste, ricorda senza difficoltà alcuna. Un’ altra cosa che ad Anna Netrebko  non è mancata è la percezione della propria bellezza. Le sfilate di moda hanno preceduto il palcoscenico.

Per lungo tempo accanto al tenore messicano Rolando Villazon oggi aspetta un figlio dall’altrettanto fascinoso baritono uruguaiano Erwin Schrott di un anno più giovane di lei. Quando poi ad una presenza scenica esondante che è anche grande capacità di rappresentare, inusuale per il teatro lirico fondamentalmente statico, unisci una voce calda in tutti i registri, sicura in quello alto, comunque sempre bella, suadente, morbida o  tagliente là dove occorre ottieni una miscela esplosiva. Anche per questo il Time Magazine l’ha inserita tra le cento persone più influenti al mondo.

C’è un momento in ogni spettacolo nel quale fa volare letteralmente le scarpe attraverso il palco e tra le ovazioni del pubblico comincia a correre, danzare o semplicemente a muoversi scalza, saturando completamente la scena. Si muove molto bene, la danza non le è evidentemente estranea, ma ciò che appare particolarmente innovativo è l’attenzione che presta all’immagine. Chiunque pratichi il palcoscenico, sia esso di prosa o lirico come i set cinematografici sa quanto siano importanti le riprese per poter trasmettere attraverso le immagini un messaggio significativo, coerente, interessante per il fruitore. La Netrebko conosce questo linguaggio come pochissimi. E ha imparato ad usarlo con grande sapienza. In ciò consiste la sua grande capacità di cogliere la contemporaneità in tutti i suoi aspetti, non solo artistici, ed anzi, di indicare lei stessa percorsi innovativi. In un video viene ripresa mentre fa le coccole, durante un’esibizione, ad un imbarazzato/compiaciuto primo violino, così come richiede la lettura del brano che sta eseguendo, con il pubblico in delirio.

Ho l’ impressione che la critica europea non ami questo soprano, nonostante le indubbie qualità canore, che è invece adorata dal pubblico. Del resto lei stessa ammette, nonostante le acclamazioni da stadio tributatele a Berlino, di trovare freddezza in Germania, e io aggiungo, anche in Italia. In un articolo nostrano viene definita “carrozzatissimo soprano da discoteca”. Tuttavia se  l’importante è riempire i teatri così come proporre lavori di qualità ed entrambe le cose riescano alla Netrebko non capisco in cosa consista lo scandalo. Ad una donna di trentasette anni che ha margini di crescita professionale molto ampi si possono perdonare anche errori di valutazione soprattutto ad una cantante dei suoi livelli che con sconcertante umiltà dichiara di continuare a studiare tecnica vocale.

Da Mosca si è trasferita a Vienna, per i mugugni del Mariniski, ex Kirov, e dintorni, ed ha acquistato casa a New York dove sembrava intendesse far nascere il proprio figlio, in quel caso, americano, mentre, prima del lieto evento, anche l’opzione moscovita prendeva quota nel totonetrebko. Capovolgendo i pronostici Anna Netrebko ha messo al mondo un bel bambino proprio in quel di Vienna. E siccome in questi casi un po’ di gossip non guasta, il nascituro ha già una sorellina di dieci anni, Lara, che il baritono uruguaiano ha avuto da un’altra donna. Tiago Aura (Schrott) è il nome che la sorella maggiore gli avrebbe confezionato.

httpv://www.youtube.com/watch?v=vWz7Gbalk98
(Anna Netrebko – Libiam nei lieti calici)

“Lucia di Lammermoor” a San Pietroburgo, gennaio 2009, e poi, a seguire, stessa opera a New York e a Vienna inframezzata da “I Capuleti e I Montecchi” a Londra i prossimi impegni, già in calendario, della
puerpera, proprio col suo precedente compagno, Rolando Villazon. C’è di che alimentare tomi interi. Si tratta di una donna che affronta la vita a passo di carica. Non si pensi ad una ragazzina disorientata. Oggi meno che mai.  Il volto è impertinente ma gli atteggiamenti sono da professionista avveduta, privi però del sussiego da nobildonna decaduta tipico di molte grandi cantanti, associata in questo taglio realistico, permettetemi di essere nazionalista, alle italiane attuali; e son tante quelle che potrebbero permettersi il contrario. Probabilmente la patria del bel canto  è anche, almeno in questo campo, la patria della misura e del buon gusto. La classe non manca ad Anna Netrebko coniugato tuttavia ad un anticonformismo  innovativo, da teatro d’avanguardia, sempre pronto a manifestarsi. La diva cova sotto la cenere ma fa i conti, almeno questa è l’impressione, con la grande determinazione di un’artista che ha lavorato duramente per raggiungere i vertici ai quali è pervenuta, che dichiara essere l’opera un genere popolare, ch’ella interpreta con tagli realistici, abbandonando quelle scelte da prodotto di nicchia, che hanno allontanato l’opera dal grande pubblico, rendendola spesso merce privilegiata per la satira.

La sua prima opera pare sia stata proprio Cenerentola al teatro Mariniski e si lascia ritrarre con i jeans strappati in corrispondenza delle ginocchia come la moda richiede. Dichiara di praticare l’hip hop music, i Black Eyed Peas, Green Day, Justine Timberlake. Si nota come la musica le stia stretta e del resto lei stessa ammette di pensare ad altro dalla musica. La storia non finisce qui. Aspettiamoci sorprese.

Giuseppe Di Gaetano
_____________________________________________

Comunicato de “Il Fondo”
Invito di partecipazione

Ambasciata della Repubblica di Serbia
Roma – Via dei Monti Parioli, 22
Incontro con i bambini di Kosovo e Metohija
Lunedì 6 ottobre, ore 16,00

Rinascere Onlus – Presidente Maria Lina Veca –
nell’ambito del progetto “Arca di Pace” in collaborazione
con la Provincia di Roma, il Ministero dell’Istruzione, la
Comunità Montana dell’Aniene, il Ministero della
Repubblica di Serbia per Kosovo e Metohija, l’Ambasciata
di Serbia a Roma, organizza, per il secondo anno
consecutivo, l’ospitalità e il gemellaggio della scuola
“Branko Radicevic'” di Cernica (Gnjilane, Kosovo e
Metohija) e la scuola “Eduardo de Filippo” di Collevederde
(Roma) che ha come titolo “LIBERI DI MUOVERSI”.
Per illustrare il progetto, che ha l’intento principale
di realizzare amicizia e collaborazione fra le scuole ma
soprattutto di far conoscere e denunciare la condizione di
invivibilità e violazione dei diritti umani elementari
in cui è costretta la comunità serba nelle enclavi di
Kosovo e Metohija, sarà presentato il video di Maria Lina
Veca e Alessandro Antonaroli “Katastrofa” (24′) realizzato
nelle enclavi di Sud Kosovo nel febbraio 2008 e sarà
illustrato il progetto “Arca di Pace” alla presenza di
rappresentanti della provincia di Roma e dell’Istituto
Eduardo de Filippo, nonché di Unesco Italia e del
Presidente di Rinascere Onlus Maria Lina Veca.

Interverranno:
Dott.ssa Sanda Raskovic-Ivic, Ambasciatore della
Repubblica di Serbia in Italia Tommaso Di Francesco,
giornalista de Il Manifesto Maria Lina Veca
Gen. Fabio Mini, già comandante KFOR in Kosovo
e Metohija.

Aderiscono:
Il Fondo
Soccorso Sociale
Centro Studi Polaris

Condividi
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks