La teoria del Kaos…

…Politico

Fino a mezzo secolo or sono la scienza procedeva secondo ragionamenti lineari. Non che ci fossero scienziati che avevano intuito che qualche cosa non funzionava nella logica aristotelica. Henri Poincaré nel 1890, studiando il problema dei tre corpi aveva trovato che le orbite non andavano proprio dove ci aspettava andassero e che questi corpi finivano per trovarsi nella pratica in un punto diverso da quello descritto dalla teoria. Bisogna arrivare al 1961 quando un meteorologo, Edward Lorenz ( non era quello delle oche) per caso si accorse dove avveniva il presunto errore e dette la prima descrizione dell’effetto caos. A dire il vero era stato preceduto dieci anni prima dallo scrittore di fantascienza Ray Bradbury in un suo racconto, Il risveglio del tuono, ma si sa gli scrittori di fantasia sono sempre poco ascoltati dalla maggior parte degli scienziati.

Lorenz stava lavorando con uno dei primi computer, oggi anche un palmare sarebbe superiore. Voleva arrivare a previsioni del tempo a sei giorni. Per fare prima capitava che finisse per inserire alcuni dati precedenti invece di partire da zero. Soltanto che i risultati ottenuti erano completamente diversi da quanto atteso. Cerca e ricerca scoprì che lui inseriva le cifre fino al sesto decimale ma il calcolatore le arrotondava al terzo decimale. Cosa da niente, impercettibile, una cosa da 0,004 ma alla fine invece di piovere veniva il sole. Siccome un cervello, al contrario di molti italiani, ancora lo aveva, elaborò la teoria del caos, diventata tanto familiare nel linguaggio comune. Ci hanno fatto film, libri ecc. Ciò che l’ha resa ancor più famosa è la frase: “una farfalla batte le ali sul golfo del Messico e piove a Londra”.

Il succo di questa teoria è che quanto accade non produce una reazione lineare ma ad ogni azione corrispondono migliaia di reazioni le quali esse stesse producono ognuna altre migliaia di reazioni rendendo imprevedibili le conseguenze. Non che non si possa teoricamente ipotizzare una previsione. Il fatto è che non siamo sufficientemente intelligenti e non abbiamo i mezzi necessari per questo. Quindi nasce il concetto di meccanica stocastica (stocastico è sinonimo di statistico ma la scienza cerca sempre di complicare la vita ai poveri mortali). Quindi l’esito di una determinata azione è non è prevedibile in termini teorici ma si può ipotizzare una previsione in base alla statistica di azioni simili avvenute in condizioni simili. Ovvio che l’attendibilità della previsione è direttamente proporzionale alla omogeneità delle condizioni di base. Questo vale non solo per la fisica o la matematica ma anche per le cosiddette scienze dell’uomo. Provate a fare una battuta pesante ad uno che ha appena vinto al superenalotto, sicuramente vi ignorerà. Fate la stessa battuta alla stessa persona che ha appena scoperto la moglie a letto con l’idraulico e state certi che la reazione non sarà la stessa.

Da qualche anno quindi la teoria del caos viene applicata anche ad ambiti differenti quali la medicina, la psicologia, la demografia, la filosofia. Molto meno alla storia ed alla politica. Uno dei principi della meccanica stocastica recita: “piccole variazioni delle condizioni iniziali portano a grandi variazioni nelle condizioni finali”. Detto in soldoni, quando si fa qualche cosa non si sa mai come vada a finire.

Proviamo a fare qualche esempio, puramente ipotetico ( sottolineo ipotetico perché inizia con assunti dotati di evidenza ma non di certezza). Alcuni sostengono che mani pulite fosse una operazione per liquidare più o meno inconsapevolmente una classe dirigente per favorire un governo delle sinistre. In quel momento, esautorando DC, PSI, Liberali e con MSI in frigorifero chi altri poteva governare? Soltanto che il risultato è stato un poco diverso. Probabilmente se non ci fosse stato Di Pietro, non ci sarebbe neppure stato Berlusconi e Fini oggi andrebbe ancora a Predappio, oppure si sarebbe iscritto al PSDI. Se poi la teoria di mani pulite fosse quella della punizione a Craxi che maldestramente si è opposto al padrone americano non consegnando i dirottatori dell’Achille Lauro allora potremmo sostenere che se invece di una nave italiana avessero sequestrato una nave inglese oggi avremmo il 21° governo Craxi.

Proviamo ad andare un po’ indietro nel tempo. Omicidio Matteotti. A dare ascolto al figlio di Giacomo, Matteo ( parlamentare socialdemocratico che sostiene quanto segue in una intervista a Marcello Stagliano e che in quanto figlio non dovrebbe essere tacciato di revisionismo) il mandante dell’omicidio non era stato Mussolini ma bensì la monarchia che aveva paura delle rivelazioni di affari poco puliti con la Sinclair e la Anglo Persian Oil. L’omicidio venne effettivamente attuato da squadristi ma questi l’input l’avevano ricevuto da due esponenti del regime , De Bono ed Aldo Finzi, più fedeli alla destra monarchica ed industriale che al fascismo mussoliniano. I due, oltre che fare un favore al re, volevano allontanare il Duce da un progetto di apertura a sinistra che avrebbe marginalizzato la componente conservatrice e reazionaria.

Anche qui i risultati, nel medio periodo, sarebbero poi stati molto differenti dalle aspettative. Con un fascismo più fedele alle origini anche la storia della Germania sarebbe stata differente, forse non ci sarebbe stata la seconda guerra mondiale. De Bono finì fucilato a Verona, Finzi morì alle Fosse Ardeatine. Se avessero previsto questo, a Matteotti non avrebbero mandato dei killer ma delle guardie del corpo. Ovviamente, queste sono solo delle ipotesi ma in quanti casi la realtà supera la fantasia?

Proviamo ora a riportaci ai giorni nostri. Quanti personaggi si muovono il un teatrino dell‘hic et nunc. La progettualità politica è completamente scomparsa. Si amministra uno stato non guardando oltre la chiusura del bilancio dello stato in corso. L’Europa ma anche tutto il mondo occidentale continua nella propria logica lineare. Logica ormai ampiamente smentita. Dopo la caduta del muro di Berlino, Francis Fukuyama profetizzava nel suo testo The End of History and the Last Man, bibbia dei neocon la fine della storia intesa come divenire in quanto la società liberale aveva raggiunto l’apice della perfezione e non si rendeva più necessaria alcuna forma di evoluzione. Alcuni dicono che sono stati tre ( o quattro) aeroplani dirottati l’11 settembre. Quelli più accorti riconoscono come l’11 settembre non sia stata la causa ma la rappresentazione e l’eponimo della malattia. Fatto sta che anche Fukuyama ha dovuto ricredersi e proprio oggi Bush per superare la crisi (o nasconderla) rimpiange il muro di Berlino. Anzi si prepara ad avere un nuovo nemico planetario. Per fortuna che ci stavano la Serbia, l’Iran ed l’Iraq, altrimenti dalla mitica area 51 ci propinavano un altro indipendence-day. Vediamo quindi come le previsioni dei geni della politica, italiani e di oltre oceano ( ma sono poi veramente dei geni?) abbiano toppato non poco. A questo punto cosa gli resta, non potendo modificare la realtà a loro piacimento perché «anche se il mondo è rotondo gli dei non danno spettacolo ad orari fissi come in un circo equestre» non gli rimane che modificare l’immagine che ci forniscono della realtà stessa. Purtroppo non possiamo assistere ad una analisi seria della storia più o meno recente, tutto è cronaca ed informazione blindata. Altrimenti ci accorgeremmo delle innumerevoli maschere usa e getta che continuano ad indossare. Maschere che non nascondono soltanto una falsità opportunista ma soprattutto che celano l’incapacità di prevedere la gravità dell’impatto futuro di problematiche troppo sottovalutate quali la demografia, la sottocultura dilagante, l’individualismo edonistico, la globalizzazione, la incontrollata crescita produttiva e chi più ne ha più ne metta.

Costantino Corsini

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Comunicato de “Il Fondo”
Invito di partecipazione

Ambasciata della Repubblica di Serbia
Roma – Via dei Monti Parioli, 22
Incontro con i bambini di Kosovo e Metohija
Lunedì 6 ottobre, ore 16,00

Rinascere Onlus – Presidente Maria Lina Veca –
nell’ambito del progetto “Arca di Pace” in collaborazione
con la Provincia di Roma, il Ministero dell’Istruzione, la
Comunità Montana dell’Aniene, il Ministero della
Repubblica di Serbia per Kosovo e Metohija, l’Ambasciata
di Serbia a Roma, organizza, per il secondo anno
consecutivo, l’ospitalità e il gemellaggio della scuola
“Branko Radicevic'” di Cernica (Gnjilane, Kosovo e
Metohija) e la scuola “Eduardo de Filippo” di Collevederde
(Roma) che ha come titolo “LIBERI DI MUOVERSI”.
Per illustrare il progetto, che ha l’intento principale
di realizzare amicizia e collaborazione fra le scuole ma
soprattutto di far conoscere e denunciare la condizione di
invivibilità e violazione dei diritti umani elementari
in cui è costretta la comunità serba nelle enclavi di
Kosovo e Metohija, sarà presentato il video di Maria Lina
Veca e Alessandro Antonaroli “Katastrofa” (24′) realizzato
nelle enclavi di Sud Kosovo nel febbraio 2008 e sarà
illustrato il progetto “Arca di Pace” alla presenza di
rappresentanti della provincia di Roma e dell’Istituto
Eduardo de Filippo, nonché di Unesco Italia e del
Presidente di Rinascere Onlus Maria Lina Veca.

Interverranno:
Dott.ssa Sanda Raskovic-Ivic, Ambasciatore della
Repubblica di Serbia in Italia Tommaso Di Francesco,
giornalista de Il Manifesto Maria Lina Veca
Gen. Fabio Mini, già comandante KFOR in Kosovo
e Metohija.

Aderiscono:
Il Fondo
Soccorso Sociale
Centro Studi Polaris

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