Epitaffio

Si uccise per ardore, o morì di pigrizia.

Se vive, è per oblio; ecco quel che lascia:

” Suo unico rimpianto fu non essere la propria amante”.

Nacque senza scopo.

Fu sempre incalzato dal vento di prua

e fu uno spezzatino:

adultero miscuglio di ogni cosa.

Del non so che – ma senza un dove;

dell’oro – ma senza un soldo;

dei nervi – senza nerbo. Vigore senza forza;

dello slancio, con una storta;

dell’animo, senza violino;

dell’amore, ma pessimo stallone.

– Troppi nomi per avere un nome –

Corriere d’ideali, senza idea;

rima ricca, e mai rimata;

senza essere stato, ritornato;

si ritrovava perduto ovunque.

Poeta, a dispetto dei suoi versi;

artista senz’arte, alla rovescia;

filosofo, a casaccio.

Un buffone serio, ma non buffo;

attore: non sapeva la sua parte;

pittore: suonava la musette;

e musicista: con la tavolozza.

Una testa! – ma senza testa;

troppo folle per saper essere anche scemo:

prendeva fischi per fiaschi.

I suoi versi falsi furono i soli veri.

Uccello raro – e di paccottiglia;

molto maschio… e a volte molto femmina;

capace di tutto… e buono a nulla;

acchiappava bene il male, male il bene…

Prodigo com’era il figlio

del Testamento, senza testamento.

Coraggioso e spesso, per paura di seguire la corrente,

andava controcorrente!

Colorista arrabbiato, ma smorto;

incompreso… soprattutto da se stesso;

pianse, cantò tutto stonato;

e fu un difetto senza difetti.

Non fu qualcunoqualcosa.

Il suo naturale era la posa.

Non posatore, posava per l’unica.

Troppo ingenuo, era troppo cinico;

non credeva a nulla, e credeva a tutto.

Il suo gusto era il disgusto.

Troppo crudo, perché era troppo cotto,

a nulla rassomigliava meno che a se stesso.

Si divertì con la sua noia,

fino a svegliarsi di notte.

Vagabondo al largo, alla deriva,

relitto che non arriva mai…

Troppo se stesso per potersi sopportare,

con lo spirito a secco e la testa ubriaca.

Finito, ma non sapendo di finire,

morì in attesa della vita

e visse, in attesa della morte.

Qui giace – cuore senza cuore, mal piantato,

troppo riuscito – come fallito.

Tristan Corbiére

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