Ci vorrebbe un… àscaro

Gli ascari (dall’arabo ‘askar, “soldato”, da cui: “as-soldato”) erano soldati indigeni dell’Africa, inquadrati come componenti regolari delle truppe coloniali italiane. Erano abili esploratori, ed implacabili esecutori di ordini, specie in battaglia.

«Che dicono di noi all’Estero?», era la domanda che i nostri bisnonni rivolgevano a parenti e amici emigrati o di ritorno da paesi lontani, quando le notizie viaggiavano molto più lentamente di oggi… Dove per “noi”, intendevano “noi italiani” o, semplicemente, noi, “Italia”. “il Fondo” reputa salutare riprendere quella vecchia abitudine e sapere “che dicono di noi” fuori dalla Penisola. Tanto più, se ciò che si dice, come in questo caso, è detto dal Centro e Capitale dell’Impero. Anche se non è un bel sapere…

La redazione

BERLUSCONI INCONTRA BUSH
Fonte: Washingtonpost.com -13 giugno 2008

Qualora ci fosse alcun dubbio su quale leader europeo sia il più vicino al Presidente Bush, il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi li ha fugati tutti questo Giovedì.

Presentandosi assieme a Bush ad una conferenza stampa in una villa rinascimentale mozzafiato, con vista sulla Città Eterna, il garrulo Berlusconi ha chiamato il Presidente americano “un amico personale”, “un caro amico” e “una persona unica”, lodando la sua “visione” ed il suo “coraggio”.

httpv://www.youtube.com/watch?v=x116Ac1UpUw

Berlusconi ha anche fatto un insolito suggerimento: che Bush faccia da professore in visita ad una nuova scuola italiana chiamata “L’Università del Pensiero Liberale”.

Bush non ha risposto al commento, ma ha ricambiato le parole gentili dicendo “siamo buoni amici, ed è una cosa che apprezzo molto”.

La visita di Bush con Berlusconi faceva parte della sua terza tappa, su un tour Europeo di addio, che continuerà Venerdì mattina con la sua terza visita al Papa Benedetto XVI al Vaticano. Bush questa settimana aveva già incontrato il Cancelliere tedesco Angela Merkel ed andrà in visita anche dal Presidente francese Nicolas Sarkozy, e dal Primo Ministro britannico Gordon Brown. I leaders europei in questione sono stati parte integrante del notevole miglioramento delle relazioni transatlantiche durante il secondo mandato di Bush, ed è un trend a cui il Presidente americano farà riferimento durante un discorso in programma per Venerdì a Parigi.

I legami stretti tra i leader sono in contrasto con l’opinione pubblica europea, che rimane fortemente contraria a Bush. Contestatori sparsi hanno dimostrato a Roma questo Giovedì, incluso un gruppo che ha intonato “Bush go home!” proprio mentre arrivava ad incontrare il Presidente italiano Giorgio Napolitano.

Berlusconi, il barone mediatico e finanziere scavezzacollo, che è ritornato alla sua carica di presidente del consiglio questo Maggio, dopo aver perso il potere nel 2006, è stato uno degli alleati più fedeli di Bush sul palcoscenico mondiale. Fu il primo leader europeo a sostenere la guerra in Iraq, ed è rimasto sempre imperterrito nel suo sostegno ad un Bush, divenuto sempre più impopolare tra il pubblico italiano.

Durante la conferenza stampa di Giovedì, Bush ha detto che Berlusconi l’ha assicurato che l’Italia ha rimosso i caveat che limitavano l’uso di truppe italiane nelle aree dell’Afganistan dove la guerra contro i talebani è più aspra.

La precedente riluttanza dell’Italia a mandare in quelle aree parte delle sue 2.700 truppe stanziate in Afganistan aveva causato delle lamentele da parte della NATO e degli USA.

Berlusconi ha anche rilanciato la propria offerta di venire a far parte di un gruppo di sei nazioni che sta intavolando trattative diplomatiche con l’Iran, sottolineando l’importante collaborazione commerciale tra Teheran e l’Italia.

Bush comunque ha solo detto che avrebbe “seriamente preso in considerazione” l’offerta.

Le altre nazioni del gruppo non sembrano entusiaste dell’idea, e lo staff della Casa Bianca questa settimana ha comunicato che aprire le porte a nuovi membri potrebbe creare problemi.

Ci si attende che il gruppo, che include la Germania ed i cinque membri permanenti del Consiglio si Sicurezza dell’ONU, entro pochi giorni si presenti all’Iran con una nuova offerta di incentivi ad abbandonare il programma di arricchimento dell’uranio, ed ad aprire le porte agli ispettori internazionali. Durante un summit USA-UE questa settimana in Slovenia, i leaders hanno rilasciato congiuntamente un comunicato in cui minacciavano di imporre delle restrizioni bancarie più altre sanzioni se l’Iran non accetterà le condizioni.

Bush e Berlusconi si sono incontrati a Villa Madama, che fu disegnato da Raffaello per i Medici. I due sono stati tutto sorrisi durante le apparizioni pubbliche, ed il leader italiano era particolarmente lusinghiero nelle sue lodi:

«Ti ringrazio molto, Sig. Presidente, per la tua amicizia, tra noi due sul livello personale, e verso il nostro Paese, e ti ringrazio per il ruolo coraggioso che hai sempre assunto, come leader della nazione più importante del mondo», ha detto Berlusconi.

Dan Eggen
Trad. a cura di Andrea Gigliesi

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