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Helyopolis
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molto poco conforme

Con-Forme poco ortodosse HELYOPOLIS HELYOPOLIS

si occupa Dopo aver prodotto, negli anni passati, varie serie di rotoli lunghi, rotoli corti, tavolette e pagillares, stiamo ora riproponendo una serie semplificata articolata su 3 prodotti:

  • il “rotolo-astuccio”,
  • la “scatola astuccio” e
  • la “tavoletta”.
  • Ognuno di questi tre prodotti, ha
    ,

    come è naturale per l’Heliopolis, un archetipo di riferimento reale, giustificato da documentazione filologica ed archeologica. Per quanto riguarda il “rotolo-astuccio” era il rotolo, per lo più pergamenaceo, documento rappresentativo di un potere, affidato ai funzionari romano-imperiali per il loro mandato amministrativo.

    Il nostro “rotolo-astuccio”, ovviamente è modificato per struttura ed il funzionamento (si avvale infatti di un meccanismo interno dotato di molla di ritorno, ed ha un coperchio di fattura semicilindrica per una completa e perfetta chiusura, ma esteriormente si presenta nello stesso modo ligneo con essenze di grande valore e con un fortissimo valore di design, e con formato similare al suo archetipo antico. In più sappiamo che alcuni di tali rotoli cilindrici racchiudenti il documento rappresentativo erano arricchiti ed impreziositi in vario modo a seconda del grado e dell’importanza del funzionario di riferimento. Per quanto riguarda la “scatola-astuccio” l’archetipo di riferimento, per forma esterna, interna e misure, è il dittico più frequente (ma vi erano anche 3 o più tavolette ) didattico e scolastico, ove le valve interne erano saturate di cera affumicata onde potervi incidere in continuazione con facilità e visibilità immediata mediante uno stiletto (da una parte appuntito per l’incisione e dall’altra estremità appiattito per cancellare l’incisione stessa) un qualsiasi testo, a volte ampio, il tutto facilmente conservabile e sigillabile anche ad uso documentaristico o notarile.

    La tavoletta invece, per dimensioni e forma esterna è direttamente esemplata sui cosiddetti 2 “libri del deserto” scoperti dal prof. Anthon John Mills della spedizione scientifica canadese del Royal Ontario Museum, nell’oasi di Dakhleh in Egitto, nell’aprile del 1988, con otto o nove pagine per libro del formato di 10×25, ancora in situ con i legacci, libri simili per certi versi alla tavola lignea rinvenuta nell’inverno del 1877 presso Arsinoe, con un frammento dell’Ecale di Callimaco, ed ovviamente similari, anche se in parte diversi da quelle tavolette a soffietto lignee scoperte sul Vallo di Adriano a Vindolanda (pugillares o pagillares, riprodotti anch’essi dall’Heliopolis) e contenenti in uno dei 2 libri conti e registrazioni di raccolti agricoli e nell’altro testi letterario-politici , riferibili probabilmente a l’A Demonico di Isocrate. I “libri di legno” sono per ora datati al IV o V secolo.