Ramona Badescu. Bellezza

6th ott 2008



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…al potere

Si era già fatta notare durante le elezioni per il Comune di Roma. La showgirl rumena Ramona Badescu [in tutte le foto] non è tipa da volersi far dimenticare, caratterizzandosi brillantemente per la motivazione del suo ‘no’ a Rutelli – che l’aveva contattata per le Comunali – e la sua conseguente scelta per il centrodestra: «Dopo l’esperienza di Ceausescu non ce l’ho fatta». Ma fu l’ex sindaco Veltroni a risultare decisivo: «Ricordiamo come ha trattato i rumeni per quella brutta storia di omicidio» (1).

Assai dispettosa, ma anche tanto distratta perché – forse troppo impegnata negli show (in verità, la sua biografia professionale – pubblicata su www.ramonabadescu.it – si ferma al 2002 e l’ultima presenza autorevole risulta essere l’eliminazione alla prima puntata del reality “La Fattoria” nel 2005) – le erano certamente sfuggite le dichiarazioni del suo candidato Sindaco Alemanno: «La tolleranza zero nasce da una situazione di emergenza, a cui bisogna rispondere con atteggiamenti chiari, il problema della sicurezza è la prima emergenza sociale, necessita l’espulsione per 20.000 immigrati irregolari presenti a Roma» (2).

La Badescu organizzò il suo esordio nella politica italiana nel migliore dei modi: interviste sui giornali, slogan (“Roma. Una speranza. Per tutti coloro che la amano e la rispettano”), sito (www.votaramonabadescu.it). Dopo alcuni mesi, sebbene il suo risultato non sia stato esaltante (53 preferenze in tutta Roma), è comunque riuscita a ‘monetizzare’ il suo impegno: Alemanno l’ha nominata “consigliere del Sindaco per i rapporti con la comunità romena”.

Quale migliore ambasciatrice per rapportarsi con un popolo che spesso giunge in Italia alla disperata ricerca di un lavoro, qualche volta con l’intento già ben scolpito nella mente di delinquere, tanto nel ‘bel paese’ in galera non si va mai o comunque si resta poco, e che fino al 2007 (prima dell’ingresso della Romania nell’Unione Europea) ha assaporato anche il gusto della clandestinità. A rafforzare la scelta collabora umilmente la stessa Badescu: «Sono laureata in economia, vengo da una famiglia benestante, da 18 anni vivo e pago le tasse qui. Sono, insomma, un buon esempio di integrazione» (3). Insomma, il tipico modello del rumeno che oggi arriva in Italia.

La showgirl, mancata clamorosamente la porta elettorale, è rientrata nella politica italiana dalla finestra. Ma con sincero spirito volontaristico: «Già da luglio lavoro per il Comune a titolo gratuito: quattro volte al mese faccio su e giù da Bucarest, pago da me pure l´aereo, ma la causa è giusta» (3) e «non ho un ufficio» (4).

Le idee sono chiare: «Il mio compito sarà più diplomatico che politico» (4), «mi farò carico di diffondere in Italia la cultura, la letteratura romena per dare un’immagine reale del mio popolo» (4), «istituirò un numero verde in lingua romena» (3) «affinché i miei connazionali possano avere conoscenza dei loro diritti ma anche dei doveri» (5). Dulcis in fundo, un’iniziativa per la quale diventerà famosa anche presso gli studenti italiani: «Vorrei incontrare il Ministro Gelmini per proporre l’introduzione nella didattica della letteratura romena» (3).

Sagge parole quelle del giornalista Massimo Gramellini, che così ha chiosato l’evento: «…quello dei politici resiste perché non è più un mercato specializzato. Prevale chi non sa fare nulla, a patto che non lo sappia fare dappertutto. Un ceto di incompetenti intercambiabili, che può stare su un calendario come al governo, andare in Parlamento sull’onda di un successo (o insuccesso) televisivo e finire in tv sulla scia di un’esperienza parlamentare» (6).

Tempestivamente, a fugare ogni dubbio, arriva la ricetta della Badescu, che potrebbe servire ad arricchire i requisiti riguardanti le famigerate ‘quote rosa’: «Io penso che una donna bella ha il dovere davanti a Dio di dare più degli altri, perché è stata fortunata e ha avuto tanto. Anzi io metterei solo donne belle al potere, perché hanno una marcia in più» (3).

Fabio Meloni

1) Corriere della sera, 18 marzo 2008
2) Omnibus/La7, 15 marzo 2008
3) La Repubblica, 1 ottobre 2008
4) Adnkronos, 30 settembre 2008
5) Il Messaggero, 2 ottobre 2008
6) La Stampa,
1 ottobre 2008

___________________________________

Comunicato de “Il Fondo”
Invito di partecipazione

Ambasciata della Repubblica di Serbia
Roma – Via dei Monti Parioli, 22
Incontro con i bambini di Kosovo e Metohija
Lunedì 6 ottobre, ore 16,00

Rinascere Onlus – Presidente Maria Lina Veca -
nell’ambito del progetto “Arca di Pace” in collaborazione
con la Provincia di Roma, il Ministero dell’Istruzione, la
Comunità Montana dell’Aniene, il Ministero della
Repubblica di Serbia per Kosovo e Metohija, l’Ambasciata
di Serbia a Roma, organizza, per il secondo anno
consecutivo, l’ospitalità e il gemellaggio della scuola
“Branko Radicevic’” di Cernica (Gnjilane, Kosovo e
Metohija) e la scuola “Eduardo de Filippo” di Collevederde
(Roma) che ha come titolo “LIBERI DI MUOVERSI”.
Per illustrare il progetto, che ha l’intento principale
di realizzare amicizia e collaborazione fra le scuole ma
soprattutto di far conoscere e denunciare la condizione di
invivibilità e violazione dei diritti umani elementari
in cui è costretta la comunità serba nelle enclavi di
Kosovo e Metohija, sarà presentato il video di Maria Lina
Veca e Alessandro Antonaroli “Katastrofa” (24′) realizzato
nelle enclavi di Sud Kosovo nel febbraio 2008 e sarà
illustrato il progetto “Arca di Pace” alla presenza di
rappresentanti della provincia di Roma e dell’Istituto
Eduardo de Filippo, nonché di Unesco Italia e del
Presidente di Rinascere Onlus Maria Lina Veca.

Interverranno:
Dott.ssa Sanda Raskovic-Ivic, Ambasciatore della
Repubblica di Serbia in Italia Tommaso Di Francesco,
giornalista de Il Manifesto Maria Lina Veca
Gen. Fabio Mini, già comandante KFOR in Kosovo
e Metohija.

Aderiscono:
Il Fondo
Soccorso Sociale
Centro Studi Polaris

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  • One Response

    1. dieresi scrive:

      A mio parere tutti hanno diritto a dimostrare le proprie capacità senza pregiudiziali di sorta; nel caso in cui risulti inadatta al ruolo sarà giusto intervenire e sanzionare tempestivamente.







    I LIBRI DE “IL FONDO”

    di miro renzaglia
    Libro POESIE 106 pagine
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    di giovanni di martino
    Libro SAGGISTICA 232 pagine
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