Giulio Serra. Nel Nordest la mafia non esiste…

Nel panorama letterario anglosassone Truman Capote è tra i primi ad adottare la Non-fiction novel, particolare tecnica letteraria che sperimenta nel suo Cold Blood.

Il romanzo non-fiction diventa un genere letterario che, in linea generale, raffigura reali personaggi storici ed eventi attuali, veri o verosimili; il tutto intrecciato con le conversazioni fittizie e l’utilizzo di tecniche di narrazione di finzione.

Passano gli anni dalla sperimentazione di Truman Capote, eppure in Italia la sua nuova e originale formula letteraria venne letteralmente “snobbata”, perché – così si pensa – la  pura finzione mischiata a episodi, ambienti e atmosfere reali è un amalgama poco apprezzato dal pubblico.

A ribaltare questa credenza pessimista – gli esperti della comunicazione la definirebbero “limitante” – è il libro esordio di Roberto Saviano, “Gomorra”, che diventa un classico del genere. L’opera ne forza gli scuri, presentandosi al pubblico con una storia inventata ma intrisa di documenti e fatti realmente accaduti: 6 milioni di copie vendute, oltre 30 Paesi ne acquistano i diritti. Il genere della Non-fiction novel trova improvvisamente ossigeno.

Nel Nordest la mafia non esiste (Alba Edizioni, 2014, pp. 140) di Giulio Serra sta diventando, dopo quella di Saviano, la Non-fiction novel di maggiore rilievo del Belpaese.

Questo romanzo sulle mafie tra il Veneto e, soprattutto, il Friuli Venezia Giulia, ha il merito – e l’originalità! – di rivolgersi alla materia mafiosa con un plot in cui si susseguono capitolo dopo capitolo le inchieste più famose delle direzioni distrettuali venete e friulane, i dati più recenti dell’infiltrazione mafiosa nel Nordest, interviste inedite a personaggi di primo piano nella lotta all’illegalità (su tutte, quella al giudice anti ‘ndrangheta Giuseppe Gennari).

Ne esce un libro veloce come un graffio, incalzante come un cavallo al galoppo, scottante e tagliente come una lama rovente. Il giovane protagonista è Alessandro Anteli, che diventa vicesindaco di Pordenone, coronando un sogno coltivato da tempo. Nell’arco di pochi mesi scoprirà l’altra faccia della politica. Quella corrotta, compromessa, melmosa. Il terminal mafioso della città non è da ricercare tra i noti malavitosi e i poco di buono dell’hinterland pordenonese. E neppure tra la classe dirigente che ha governato Pordenone durante il precedente mandato. No. È al suo fianco. È parte di luci. È l’amico di una vita, Franco Battistin, neo sindaco del capoluogo, che si invischia in un affare torbido, in cui si insinuano imprenditori senza scrupoli, il sistema di riciclaggio di denaro sporco e i mille tentacoli della piovra mafiosa.

Nel Nordest la mafia non esiste ragiona come un saggio e si legge scivoloso e fluido come un romanzo; lubrifica gli ingranaggi più nascosti del mostro mafioso a Nordest, facendoli scorrere a tutta velocità e coinvolgendo il lettore tra la suspense e le vertigini che lo risucchiano nel turbinio di incognite, sempre più pericolose e macabre. Fino ad aprire uno squarcio su uno dei temi più ignorati ma più devastanti sul territorio.

La splendida prefazione di don Luigi Ciotti impreziosisce un libro già ricco di avventura, rischi, sensi di colpa, orgoglio, crisi interiori, vendette, delitti.

Ivan Buttignon

Giulio Serra, nato a Portogruaro nel 1986, è direttore di “Portogruaro.Net” e collabora con “Il Popolo” e il “Corriere del Veneto”. Giornalista e copywriter, è specializzato in Cultura e Storia del Sistema Editoriale. Nel 2013 ha pubblicato il libro Nient’altro che uomini (Visystem Editore).

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