Genova 2014. Alluvione continua…

L’intervista che segue è stata pubblicata oggi, 16 ottobre, sul quotidiano Il Garantista.

La redazione

BURLANDO
«COSÌ I GIUDICI HANNO BLOCCATO I LAVORI»
a cura di miro renzaglia 

Se non fosse un film visto e rivisto, sarebbe da farci un pensierino. Sapete, uno di quei film sulla tragedia italiana che si ripete, con gli interpreti che cambiano ma con la trama che, più o meno, resta identica a se stessa: decisioni rinviate all’infinito e prese fuori tempo massimo, un evento luttuoso evitabile, uno stato di emergenza che affratella vittime e soccorritori uniti a spalare fango ma pure nello scaricare rabbia sulle autorità, responsabilità che rimbalzano di stanza in stanza e di ufficio in ufficio, un finale che diventa lieto pur nell’amarezza dei rimpianti per quello che si sarebbe potuto fare prima e non fu fatto. Anche il titolo del film non brillerebbe per originalità: Genova, 2014: l’alluvione continua.

Ne parliamo con il Presidente della Regione Liguria e, da due anni, Commissario Straordinario per la messa in sicurezza del torrente Bisagno. Claudio Burlando contattato appena fuori dei portoni dell’Avvocatura Generale dello Stato, dove è andato a chiedere parere sulla fattibilità immediata di riprendere i lavori bloccati da sentenze e ricorsi. Presidente, come è andata? «L’Avvocatura mi ha rilasciato per iscritto il suo parere: non ci sono ragioni ostative per sottoscrivere il contratto con la ditta che ha vinto la gara». E del ricorso al Consiglio di Stato fatto dalle ditte perdenti che ne sarà? «Nelle more, procederemo come stabilito dalla sentenza del Tar Lazio che ha ribaltato il verdetto del Tar ligure riconoscendo le ragioni delle aziende vincitrici del bando di appalto». E a che data risale la sentenza del Tar Lazio? «Si è espresso il 14 luglio 2014 ma la notifica alle parti è di questi giorni».

Prendo atto della ristrettezza dei tempi intercorsi fra la sentenza definitiva del Tar e la data del disastro ultimo, ma come la mettiamo con i ritardi accumulati negli anni? «E’ una storia lunga. Cercherò di riassumergliela in breve. Nel 1990, i lavori di messa in sicurezza dei torrenti genovesi furono bloccati dai giudici di “mani pulite”, per presunte irregolarità commesse da due assessori della giunta comunale del Sindaco Cesare Campart, poi, dieci anni dopo, assolti da ogni addebito. Nel 1992, fui eletto sindaco io. La mia amministrazione progettò e finanziò lo scolmatore del Fereggiano. Di nuovo, la magistratura bloccò i lavori perché in corso la procedura penale nei confronti dei due assessori socialisti della giunta precedente alla mia ancora imputati. En passant, oltre al danno materiale delle opere sospese ci fu la beffa economica: quando ci fu la sentenza di assoluzione, la ditta che aveva vinto l’appalto ottenne un risarcimento di 9 miliardi di lire dal Comune di Genova».

Burlando non lo dice ma, nel 1994, fu costretto a dimettersi dalla carica di Sindaco per un’altra imputazione penale, estranea ai fatti odierni, risultata infondata e da cui uscì assolto. La giunta successiva alla sua, guidata dall’ex magistrato Adriano Sansa, si adeguò alle risultanze della procedura penali a carico dei due assessori e il suo progetto fu archiviato.

«Nel 2006 – prosegue – i lavori poterono essere ripresi. Ma fu realizzata solo la parte terminale della copertura del Bisagno, a causa del ricorso al Tar della Liguria delle ditte escluse, poi smentito – come ho già detto –  dal Tar Lazio a luglio di quest’anno. E fu quel ricorso a bloccare fino a oggi i lavori che riguardano il lotto 2 che va dalla Questura di Genova alla stazione di Brignole. I lavori, cioè, per i quali la mia giunta, con il parere dell’Avvocatura dello Stato ottenuto oggi, decreterà la ripresa. Il cantiere dovrà chiudere i lavori entro due anni e mezzo».

Insomma, come scriveva Enrico Novi su questo giornale «Se il fantasma della tangente e del bando perennemente macchiato dall’imbroglio non aleggiasse su qualunque appalto, nessuno avrebbe presentato ricorsi, nessun giudice in ogni caso li avrebbe accolti e probabilmente le norne stesse impedirebbero di fermare i lavori».

Presidente, per il disastro del 2011, il Sindaco Marta Vincenzi è ancora imputata di omicidio colposo plurimo (allora le vittime furono sei, fortunatamente, oggi il bilancio è fermo a una) disastro, falso e calunnia. Si aspetta un analogo trattamento? «Non voglio entrare nella dialettica delle analogie e, tanto meno, in quella ancora più odiosa dello scaricabarile. Io ritengo di aver agito nella tempistica burocratica dei lavori su un calendario, purtroppo, stabilito da sentenze e ricorsi. La Regione si avvale dei servizi di previsione  meteriologica di Arpal. Per quel giorno, non era previsto un fenomeno temporalesco come quello che si è verificato. Le previsioni avvengono su modelli matematici. Beppe Grillo può fare tutta l’ironia che vuole, ma se non ci atteniamo ai fondamentali della scienza previsionale, non saprei a chi altri rivolgermi per ottenere risultati attendibili. Mi attiverò, comunque, per verificare se altre Regioni adottano sistemi e modelli previsionali più efficaci del nostro. Sempre tenendo presente che, in ogni caso, quando parliamo di previsioni parliamo, appunto, di qualcosa che non è automatico si verifichi. Nel bene e nel male».

Più di trecento milioni di danni stimati a oggi. Renzi ha dichiarato che il sostegno del governo non mancherà. Lei cosa si aspetta? «Appena insediato il Governo, in qualità di Commissario straordinario avevo sensibilizzato Renzi sulla situazione della messa in sicurezza del territorio. Ora, l’importante è che venga riconosciuto lo “stato di emergenza” come, per esempio, avvenuto di recente per il terremoto della Regione Emilia. Il Governo si è già impegnato a inserire delle risorse nella legge di stabilità per le famiglie e le imprese alluvionate. Per le mie competenze regionali, abbiamo predisposto un intervento straordinario sulla base di normative europee che consentono l’accesso a risorse a fondo perduto per i colpiti, famiglie e imprese, dal disastro».

Il Sindaco di Genova Marco Doria ha sospeso le tasse comunali e ha chiesto la sospensione di quelle nazionali. La Regione cosa intende fare? «La sospensione delle tasse nazionali coincide con quella delle tasse regionali…». Mi consenta, resta quella regionale per eccellenza del bollo automobilistico: «Ha ragione: provvederemo anche per quella…».

Oggi parliamo di Genova ma, allargando la prospettiva all’intera Liguria, non possiamo dimenticare che i fiumi hanno esondato in passati anche recenti, provocando vittime danni e disagi, da Chiavari a Sestri Ponente da Savona a La Spezia (nel 2011, nel corso dell’alluvione che devastò il territorio spezzino, morirono 12 persone). Quali sono stati gli interventi della sua giunta per prevenire nuovi disastri su scala regionale? «Nella speranza che i lavori di messa in sicurezza del territorio non subiscano ritardi e blocchi giudiziari, abbiamo stanziato 250 milioni di euro che equivarrebbero, rapportati ad analoghi investimenti sull’intero territorio nazionale, a 7 miliardi di euro. Non sono pochi ma contiamo di non fermarci qui».

a cura di miro renzaglia

 

 

 

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