Aleister Crowley. Il mago “luciferino”

Alexander Crowley nacque nel 1875 in una famiglia di discendenza celtica e nobile. Suo padre, dirigente di una setta protestante estremamente rigorista, gli impartì un’educazione addirittura bigotta, insegnandogli che il mondo, il corpo e le donne sono niente altro che opera del demonio. Studente brillante ma ribelle alla disciplina, dopo essere stato cacciato da vari collegi e aver costretto alla resa un buon numero di precettori, frequentò l’università di Cambridge dove, però, si rifiutò di sottoporsi a qualunque prova d’esame. Cominciò a vagabondare, animato da spirito avventuroso e da un desiderio irrefrenabile di conoscere i depositari della vera cultura esoterica, per apprendere i loro segreti. Si recò a Parigi, all’epoca centro delle sette occultiste, poi in Russia, dove frequentò la società iniziatica “Chlysti”, di cui faceva parte Rasputin. In Inghilterra divenne membro della Golden Dawn, un circolo che basava i propri riti sulla Kabala e che aveva tra gli adepti anche il futuro premio Nobel William Butler Yeats, il patriota inglese Sean Mac Bride, gli scrittori Bram Stoker e Arthur Machen. Aleister, come ormai Crowley si faceva chiamare, avendo cambiato il nome Alexander nella sua forma gaelica, assunse qui un altro nome, Perdurabo, ovverosia “vivrò oltre il tempo”. Infatti le sue ricerche occulte lo avevano convinto che l’immortalità è possibile solo per chi sappia sviluppare, attraverso i riti della magia sessuale, certe potenzialità mentali ed erotiche.

Dopo aver sperimentato in Messico le droghe pesanti ed essere stato iniziato alla magia precolombiana nelle rovine di un tempio azteco, Crowley, in Oriente, conosce il tantrismo, dottrina parallela allo yoga, detto “lo yoga della mano sinistra” per la sua metodologia pericolosa e i suoi insegnamenti esoterici. Il tantrismo usa l’energia sessuale per risvegliare la Kundalini, centro dell’Essere, punto nevralgico anatomicamente situato in fondo alla colonna vertebrale.

 A questo punto, Aleister Crowley è già un mago. O, almeno, si sente e appare tale. Lo scrittore Somerset Maugham, incontrandolo in un pub di Londra, ne resta affascinato al punto di scrivere un romanzo su di lui, intitolato, appunto, “Il Mago”. Il passo successivo è credersi l’incarnazione di Satana stesso. Dalle profezie che uno spirito avrebbe dettato a sua moglie, Crowley evince che per l’umanità stia per aprirsi una nuova era, sotto il segno della Bestia, figura mitica descritta da Giovanni nell’Apocalisse. La Bestia che rovescerà il regno di Cristo altri non è che lui, Crowley. Di nuovo cambia nome: dopo Aleister, dopo Perdurabo, diventa ora Magatherion 666, il nome della Grande Bestia, dell’incarnazione di Satana.

 Viaggi, scandali, orge e riti magici si susseguono. Tra i suoi seguaci, non si contano i casi di suicidio, e solo grazie all’intervento dei servizi segreti inglesi, per i quali Crowley lavorava al 1910, gli scandali furono messi a tacere. Ma a Cefalù, dove aveva comprato una fattoria e stabilito la sua comunità, dando all’edificio il nome “Abazia di Thelema” con il motto «Fa’ ciò che vuoi, sarà tutta la tua legge», il governo inglese non poté più intervenire in sua difesa. I riti crudeli, con donne legate su rocce roventi e uomini marchiati a fuoco, proseguirono in un crescendo fatale fino alla morte per stenti di Poupée, la figlia prediletta, e la morte misteriosa del discepolo Loveday, il poeta, che forse si suicidò ma, più probabilmente, fu sacrificato. La verità rimase sconosciuta, però la polizia italiana, sollecitata dagli abitanti del luogo, espulse Crowley e tutti i suoi seguaci.

 Tornato in Inghilterra, Aleister cominciò a scrivere le sue memorie, senza abbandonare la vita mondana e dispendiosa. Pare che Winston Churchill apprendesse da lui il segno magico della “V”, vittoria, e Crowley si vanterà in seguito di essere stato lui a vincere la guerra perché nel ’40, in piena battaglia d’Inghilterra, inviò a Churchill un talismano magico.

Morì nel 1947, vicino a Hasting, predicendo al medico che aveva rifiutato di somministrargli la morfina una morte imminente. Dopo qualche giorno, il medico morì.

Di Crowley ci restano numerose raccolte di poesie, libri di astrologia ed esoterismo, libri di viaggi e memorie. La sua via iniziatica, definita da alcuni “luciferina”, ne fece un uomo idolatrato, ma anche odiato, e forse un criminale. Un ministro britannico disse: “Aleister Crowley era il personaggio più immondo e più perverso di tutto il Regno Unito”. Altri lo definiranno “Uno dei grandi cultori della scienza dello Spirito”. E lui, cosa diceva di se stesso?

 In queste parole, le sue riflessioni sulla genialità, condizione privilegiata e insieme sciagurata che lui si vantava gli appartenesse. Sono parole lucidissime, e profetiche.

«A meno che la genialità sia rafforzata da un migliaio di virtù, e pura pazzia. Perché la genialità è spesso distorta, e addirittura tende a distorcersi da sola, perché è così assoluta (a causa della purezza della propria verità e logica) che sembra non esserci spazio per lei in un mondo relativo e fatto di compromessi. La genialità si può spezzare, ma non si piegherà mai, e così si slancia in avanti, fa centro stando in piedi o viene deviata dal suo nobile scopo verso mète disperate, incamminandosi su sentieri oscuri, per seguirli fino a una terribile fine».

Susanna Schimperna

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