Ivan Buttignon & Mattia Zenoni. M.S.I. e terrorismo nero tra verità e montature

Il saggio storico-politico di Ivan Buttignon e Mattia Zenoni, M.S.I. e terrorismo nero tra verità e montature (Ed. Solfanelli, 2014, € 14,00 CLICCA QUI) si propone come una ricostruzione minuziosa dell’evoluzione parlamentare ed extraparlamentare dell’estrema destra italiana dagli anni immediatamente successivi la Seconda Guerra mondiale fino alla fine della Prima Repubblica. In un’analisi avvalorata da un gran numero di documenti ufficiali e deliberazioni di partito, viene ripercorsa l’attività politica svolta dal Movimento Sociale Italiano, cardine e punto di riferimento non solo di chi credeva nella necessità di una destra forte in Italia, capace di far fronte ai socialisti ed ai compagni dello schieramento opposto, ma anche di coloro i quali sono diventati, negli anni, burattini nelle mani di reparti deviati dello Stato, i quali hanno prima esercitato la loro violenza per annientare l’avversario politico e che poi, senza più briglie, hanno rivolto il loro odio verso quello Stato che li aveva “sedotti e abbandonati”.

Fondamentale per la comprensione dell’intera opera dei due autori è la fedele ricostruzione delle diverse fasi evolutive del partito di ispirazione fascista, dalla sua nascita con alcuni ammiccamenti all’estrema sinistra, passando per la “politica del doppiopetto” almirantiana e le diaspore delle correnti in contrasto con i capi missini, sino ad arrivare ai tentativi, più o meno riusciti, di proporsi come alleati politici della DC nei governi che hanno retto le sorti della nostra penisola fino ai primi anni novanta (con brevi eccezioni).

M.S.I. e terrorismo nero tra verità e montature non è una classica ricostruzione di eventi in successione cronologica, ma una commistione di riflessioni sull’ideologia politica, la sua comunicazione e le sue derive, il tutto contestualizzato nella catena di eventi avvenuti dentro e fuori ai congressi di partito. Un’ideologia politica, quella dei missini, che nasce certamente dall’eredità di quella di Salò, ma che si sviluppa in molteplici direzioni, spesse volte suggerite dalle numerose testate giornalistiche che in quel periodo vedono la luce.

Ciò che da questo scaturisce è presto detto: il M.S.I. permette ad una generazione di giovani di incanalare la sua voglia di fare politica in una democrazia, ma in più di un’occasione concede più o meno tacitamente ad alcuni di questi di usare mezzi poco ortodossi per raggiungere obiettivi non certo democratici.

Il libero, se da una parte smentisce il cliché che vorrebbe tutti i missini bombaroli e criminali, dall’altra dimostra che alcuni dei maggiori esponenti dell’eversione nera erano iscritti al M.S.I., quando non anche attivisti dello stesso partito.

Nell’ultima parte del libro vengono passati in rassegna i più importanti gruppi eversivi nati da alcune costole del Movimento Sociale e macchiatisi dell’infamia del terrorismo. I tragici risultati della cosiddetta strategia della tensione di cui si sono resi complici hanno contribuito a creare ciò che è oggi il nostro paese. Deve essere però ricordato che quando, e se, il sistema democratico si è trovato sull’orlo del collasso, non è stato di certo per una decisione presa all’interno delle sedi neofasciste, ma dentro ai palazzi del potere che su quei suddetti giovani hanno puntato per creare un clima di incertezza e paura tale da “giustificare” soluzioni drastiche.

Tra i numerosi atti terroristici trattati nel libro in questione, uno in particolare merita attenzione, in quanto alieno alle logiche seguite fino a quel momento. Sto parlando della strage di Peteano di Sagrado del 31 maggio 1972. Tentando di ridurre ai minimi termini la vicenda si può dire che, quella di Peteano, si presenta come un’anomalia nel panorama delle stragi italiane per diversi motivi: primo, perché, non essendo stata pianificata dall’intera dirigenza del gruppo terroristico interessato, nello specifico, Ordine Nuovo, gli apparati dei servizi segreti italiani non potevano esserne al corrente, cosa invece documentata per la maggior parte degli altri attentati riconducibili alla ben nota strategia della tensione; secondo, proprio perché è stato qualcosa di non pronosticato né atteso, i meccanismi di protezione di coloro che avevano il compito di coprire gli stragisti sono intervenuti in maniera rocambolesca e spesso approssimativa, solo in un secondo momento, seminando dietro di sé una serie sconcertante di prove; terzo, la fragilità dei depistaggi è emersa in sede processuale, ledendo per la prima volta l’autorevolezza che avvolgeva l’Arma dei carabinieri.

La strage, raccontata nel documentario Per mano ignota del regista Cristian Natoli dalle voci dei protagonisti delle udienze, rappresenterebbe dunque l’anello debole della catena delle stragi italiane ed il processo che ha visto condannati dei rappresentanti dell’autorità costituita non a torto è stato definito da Pasqualetto su un articolo nel Corriere della Sera del 1991, “l’ultima finestra aperta sulle stragi”, un velo di Maya che, strappandosi, lascia intravedere il marciume di uno Stato, parallelo a quello istituzionale, colluso e colpevole in tribunale.

Per concludere, il grande pregio di questo saggio incentrato sulla destra esclusa dall’arco costituzionale è quello di aver ricostruito, nel modo più aderente possibile alla realtà, una serie di fatti altrimenti reperibili in forma disorganica e difficilmente interpretabili se non inseriti nel giusto contesto, perché il mondo del neofascismo in Italia è drammaticamente complesso: i fuoriusciti da un gruppo entrano direttamente a far parte di un altro, spesso con strategie e obiettivi diversi. Le informazioni riportate dagli autori, capaci di reperire anche del materiale proveniente principalmente da quattro importanti interviste inedite, rappresentano anzitutto una testimonianza storica e politica preziosissima, ed in quest’ottica il lavoro di Buttignon e Zenoni diventa letteralmente un servizio reso alla comunità per scorgere almeno un pezzetto di una verità ancora celata sotto una spessa coltre di omissis.

Lorenzo Biaggi

 

 

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