Spia che ti spio… Così fan tutti…

Certo per far perdere la pazienza alla inossidabile “culona d’acciaio” della politica germanica, la tetragona fedelona all’asse Euro-USA, la talebana dell’austerità targata Euro, beh…ce ne è proprio voluta! C’è voluto un mix  tutto particolare: la crisi mondiale, con la conseguente tentazione di pensare un po’ tutti di più agli affari propri, alla faccia di sempre più scomode alleanze, la sbadataggine di un Obama che, intento a far passare improbabili riforme sociali nella terra del liberismo estremo, ha lasciato la briglia troppo sciolta ai più “creativi” tra i suoi scagnozzi Cia, Nsa, etc. e poi, al di là di tutto, sempre Lei, la crisi, che ha colpito nelle certezze ( e nelle tasche!) anche gli ambienti più “allineati” della compagine mondialista.

Certo, a sentire tutta questa storia, osservando i politici europei (Frau Merkel in primis), non può non sorgere la domanda se non ci troviamo davanti ad una banda di completi deficenti. “Ma l’America ci spia!” e tutti sembrano cadere dalle nuvole. Ma non stavate nella Nato? Non avete sempre latrato ai quattro venti la vostra fedeltà al Patto Atlantico? Ma non eravate le Vestali del Liberismo senza se e senza ma? Il fatto è che fare il servo ed il lecchino dei più forti, può sicuramente avere i suoi vantaggi. Grandi soddisfazioni economiche, immunità, potere, prebende e soddisfazioni, ma anche qualche rischio, di cui sicuramente non si tiene mai conto nel modo dovuto. Il padrone, può, al momento che lui ritenga più opportuno, scaricarti, venderti, abbandonarti, sino alla morte o, bene che possa andare, non fidarsi mai totalmente di te e limitarsi, tanto per farsi gli affaracci tuoi, a sorvegliarti, spiarti e condizionarti.

Certo loro, i signorini delle varie “caste”, i travet di Bruxelles, questo proprio non se lo aspettavano. Sicuri che la propria totale subalternità alle direttive mondialiste, potesse garantir loro una sorta di impunità, vivevano sinora nel limbo dorato delle cancellerie internazionali, con la bocca gonfia di belle parole, al cadenzato ritmo dei cerimoniali diplomatici, lontani dai problemi della gente, liberi di farsi i cavoli propri, negli oscuri meandri di quelle tanto amate cancellerie…E invece no! Ora si scoprono spiati, sin nei più intimi anfratti delle proprie mutande e reagiscono stizziti, perdendo calma ed aplomb, come Frau Merkel, per l’occasione. Certo, è un duro colpo a quegli splendidi quadretti di famiglia. Ronnie e la stentorea Maggie spacca-tutto e poi Zio Julio, Kossiga, Helmut e tanti altri, tutti appassionatamente assieme, sino a George Bush/Capitan America, il “liberatore” dell’Iraq, e Silvio, che addirittura si davano del “tu”. Lui che sponsorizzava Lui, un amore senza fine. E, come succede un po’ tra padrone e cane, dovunque George chiamava, Silvio correva, sempre, con l’entusiasmo di un innamorato cucciolone. Ma tanto amore, tanto entusiasmo, è stato sempre mal ricambiato.

All’indomani della prima, discutibile, guerra irachena, il compianto Giulio Andreotti, si ritroverà stranamente accusato di collusioni con ambienti mafiosi, con correlata l’accusa di uno scambio di baci tra lui ed esponenti di quel bel mondo. E mentre Bush/Capitan America, si gode il suo meritato riposo tra le praterie del Texas, il Silvio nazionale invece rischia di finire i propri giorni a marcire nelle patrie galere o, se gli andrà bene, di prestare servizio sociale come spazzino, in qualche cooperativa Comunale di Roma o di Milano. “Mala tempora currunt”, dicevano gli antichi.

Di fronte a tutto questo giro di considerazioni, qualcuno potrebbe ( e già lo stanno facendo i media, sic!), risponderci che da quando mondo è mondo, tutti spiano tutti, ogni nazione spia il proprio vicino, foss’anche il miglior alleato, dunque perché tanta meraviglia se un grande e democratico paese, naturalmente animato da altrettanto grandi interessi, fa quel che fan tutti, ovverosia spia? Il problema è che le attuali modalità di comportamento, anche in questo settore, hanno oggidì subito un radicale mutamento, dovuto al profilarsi di uno scenario assolutamente diverso da quelli precedenti. Gli Stati Uniti sono oggidì il braccio armato di quei poteri forti dell’economia e della finanza, che ambiscono in modo sempre più sfacciato ed aperto al controllo globale su nazioni, popoli e continenti e pertanto non si fanno problemi, nel perfezionare sempre più sofisticati sistemi, per il condizionamento di massa.

Già dagli anni ‘50 e ‘60 si vocifera che la Cia avesse messo a punto un programma di condizionamento mentale (il famoso MK Ultra) che metteva assieme una serie di tecniche “miste”, quali elettroshock, percosse, varie forme di coazione psicologica, al fine di creare dei veri e propri automi umani, in grado di obbedire ciecamente a qualunque ordine. Programma che poi, a detta di taluni, avrebbe continuato ad esser perfezionato ed affiancato dal Progetto Monarch, o attraverso l’uso di mefitiche scie chimiche o delle emissioni magnetiche delle antenne del sistema Haarp, in grado di scatenare terremoti. Senza però volerci addentrare nel regno di ipotesi al limite della fantascienza, ci basterà ricordare invece i molto più dozzinali sistemi con cui “lor signori” esercitano ( o quanto meno tentano di farlo…) un determinante controllo sulle menti dei popoli del mondo intero. In primis stanno i media “embedded”, radio-tivvù e giornali, nel ruolo di vere e proprie casse di risonanza, in grado di orientare e condizionare l’opinione pubblica, a seconda delle necessità che, al momento, ispirano l’azione dei vari gruppi di potere.

Gli slogan per la pubblicità commerciale fanno il paio con le parole d’ordine del “politically correct”, ripetute sino alla nausea, come nel caso dell’Olocausto e di qualunque vicenda ad esso connessa. Gli stessi varietà, le trasmissioni di intrattenimento di prima e seconda serata, rientrano nel novero di questa categoria. Un ulteriore livello è rappresentato dalla registrazione di tutti i movimenti bancari ed assicurativi, oggidì privilegiata dall’uso sempre più diffuso di carte elettroniche (bancomat, carte di credito, etc.) che lasciano una incontrovertibile tracciabilità dell’operazione effettuata. L’uso delle comunicazioni in Rete, attraverso la tecnologia informatica, accompagnato dall’avvento della telefonia mobile, nel determinare una vera e propria rivoluzione nella velocizzazione dei contatti, hanno comportato una esponenziale rapidità nei processi di rintracciabilità ed identificazione degli utenti, prima sconosciuta. La tecnologia spaziale, attraverso l’uso di satelliti per le comunicazioni, connessa alle novità tecnologiche a cui abbiamo qui accennato, hanno fatto il resto. Impianti radar e satelliti, connessi a reti e banche dati informatici, nelle mani “giuste” possono oggidì  tranquillamente controllare ogni voce ed alito che si muova sull’orbe terracqueo.

Ma l’esclusivo dedicarsi ad ascoltare e coordinare miliardi di comunicazioni al minuto, oltre ad essere impresa improba, può rappresentare uno sforzo inutile, se non viene tenuto conto dell’imprevedibilità dell’umano agire, che molto spesso sfugge a qualsiasi variante, legge statistica o pavloviano riflesso condizionato che dir si voglia.

A questo punto, nel nostro discorso entra a gamba tesa una seconda parte del progetto di dominio globale, costituita da quelle inquietanti forme di condizionamento occulto che, partendo da banali episodi di cronaca “noir”, finiscono inevitabilmente con  il proiettarci in quel regno dell’ “altrove”, fatto di ipotesi che, apparentemente assurde, vanno progressivamente assumendo una propria inquietante consistenza, lasciandoci con non pochi interrogativi, sinora irrisolti. Si inizia dagli strani segreti “di stato” sulle stragi in Italia e si va via via passando alla sequela degli omicidi del “mostro di Firenze”. Dalle inquietanti sparizioni  delle tante, troppe ragazzine alla Emanuela Orlandi, Denise Pipitone e via dicendo, alle improvvise esplosioni di follia familiare, alle incontrollate mattanze e stragi in Italia, Germania, Francia, USA e chissà dove ancora, sino ad arrivare all’inquietante ipotesi lanciata dal magistrato italiano Paolo Ferraro, nell’ambito delle indagini sulla morte di Melania Rea, circa l’esistenza di sette massonico-militari in odore di satanismo, dedite a pratiche di violenza e sesso estreme, al fine di condizionare in modo totale le menti dei propri adepti.

Violenza, sesso, con il solito contorno di satanismo e di occultismo deviato, al fine di lanciare messaggi subliminali, tali da determinare in modo silenzioso quell’ “anestesia” delle anime, necessaria alla realizzazione di un uomo che, interamente decerebrato ed assuefatto alla violenza, abbia come unico scopo la soddisfazione dei propri istinti primari, accettando pertanto, in modo totalmente passivo l’onnipervadenza della dimensione tecno economica. Il tutto, condito dal degrado globale di quell’orbe terracqueo, grazie al quale abbiamo, sinora, campato e prosperato, e di cui ora, rischiamo di far le spese noi tutti le generazioni che ci seguiranno, solo per accontentare i “desiderata” delle lobby mondialiste. Verità o Mistificazioni? Gioco degli specchi o rappresentazione di una realtà ai più celata? E chi lo sa…

Una cosa è però certa e che i vari spioni-spiati ce lo consentano: l’imprevedibilità dell’agire umano, l’irrazionale sentimento della volontà, la spinta alla vita, che da sempre albergano nell’animo umano, possono vanificare tutte le più sofisticate reti di ascolto e controllo globali, tutti i Grandi Fratelli di questo mondo, lasciando in braghe di tela sette, logge, lobby, gruppi di pressione e congreghe varie a cui, quando nel corso della Storia puntualmente esplodono delle rivolte, altro non resta che la via di una  precipitosa fuga verso quelle fetide fogne da cui costoro erano emersi, per non finire con la testa su qualche patibolo o, per bene che gli possa andare,  rinchiusi in qualche gulag a patire i salubri rigori di un clima siberiano.

Pensare che una ristretta elite di criminali, usurai e speculatori possa farla franca impoverendo, ammorbando, inquinando, terrorizzando e controllando il mondo intero, sotto lo sguardo e l’approvazione di qualche miliardo di individui, è follia pura. Certo, viviamo in un momento di grave disagio. Sembra che il tentativo di estendere a livello globale il dominio dei gruppi di pressione economico finanziari, inizialmente targati USA-Israel-GB ed ora sempre più confusi nel gioco del “domino” multipolare, sia prossimo a realizzarsi in terra e che l’unico destino possibile e perseguibile, sia quello di uno sviluppo senza se e senza ma, non disgiungibile da ingredienti come degrado ambientale e povertà globali.

Uragani, tifoni e scorie radioattive sembrano preannunciare imminenti  catastrofi a livello planetario…ma la vera catastrofe sarebbe se qualcuno iniziasse ad usare “in proprio” le molte energie alternative ai soliti idrocarburi di esclusiva monopolio USA-GB. O se iniziasse a stampare moneta in proprio, cioè senza pagare l’aggio alle varie banche private. O se iniziasse a rivedere i vari accordi-cappio internazionali (vedi GATT…) siglati negli ultimi anni. O se andasse a nazionalizzare le proprie industrie strategiche. O se ristabilisse le proprie frontiere politiche ed economiche, alla faccia di Unioni ed Alleanze, costruite senza rispettare popoli, usi e consuetudini, solo per acconsentire ai “desiderata” dei vari padroncini di turno.

Certo, per arrivare a tutto questo, di mazzate se ne dovranno ancora prendere, bisognerà imparare che il capitalismo globale non sta attraversando nessuna fase di crisi, perché è esso stesso che della crisi ha bisogno per perpetuare la propria esistenza. La riscossa e la rivolta sono però parte di inscindibili dinamiche storiche, che qua e là cominciano ad affiorare. Occupy Wall Street, le varie e periodiche sollevazioni in Grecia, Spagna, accompagnate dalla nascita e dalla diffusione di movimenti “scettici” e populisti (alcuni dei quali al governo di paesi come Islanda, Norvegia ed altri…) in un po’ tutto il Vecchio Continente, rappresentano un primo ed ineludibile segnale di stanchezza e di voglia di cambiar pagina.

Non se ne facciano un cruccio dunque, i nostri cari spioni- spiati. Per quanto possano credere di continuare a raccontarci storie, non sarà il minor costo del denaro o qualche altra fola pre elettorale a far cambiare il corso di una Storia, che ben saprà come procedere nel suo corso, facendo ben presto pulizia di incertezze, ambiguità ed equivoci.

Umberto Bianchi

 

 

 

 

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