La Mela Rossa

A ‘neveiork’ fa il sindaco uno che è figlio di immigrati italiani, non è il primo, certo ce se sono stati molti altri. Questo però oltre a parlare italiano e a lanciare dichiarazione d’amore per la terra che è stata la patria dei suoi nonni è anche un po’ comunista, certo comunista come puoi esserlo in America. Ma non basta. Il comunista di origini italiane si è sposato une nera di origini caraibiche. E non è quella velina che si muove al ritmo di salsa che avete nella mente… No è una donna che si fa ritrarre il giorno prima delle elezioni con i leggings e mollettone mentre accompagna il marito a portare i panni in lavanderia. E non basta. Ha due figli (bellissimi) che sembrano usciti da uno spin-off dei Griffin, pettinatura afro da DJ anni 70 per lui, treccine rasta a scodella per lei.

In Italia gente così l’avremmo messa a servire la mensa Caritas al massimo e a banchettare con qualche moratoria straccia coglioni tra le vie dello shopping romano.

A NY no, gente così, che alla mensa dei poveri serve per davvero, vince le elezioni della città più potente del mondo. E ha vinto le elezioni dicendo: ”nessuno deve rimane indietro”. E ha vinto perché siamo in fondo animali sociali e sappiamo che una speranza ce l’abbiamo sono restiamo uniti, se continuiamo a percepire la necessità dell’altro.

Qui per ora siamo impegnati a intingere ampolle nel Po per la grazia degli dei padani, a falsificare i biglietti dei trasporti pubblici per alimentare fondi neri per i politici, a far prostituire le nostre figlie di 14 anni perché gli abbiamo insegnato che senza l’ultimo iPhone non possono proprio vivere.

Buon viaggio caro De Blasio, cerca di spiegare a tutti quello che per noi comunisti è chiarissimo: “i grattacieli, anche piccoli,  non hanno foglie”.

Alessandro Carbone

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