Movimento 5 Stelle. A misura di bambino… Forse…

Ero appena ritornato da un viaggio intercontinentale, mi portavo addosso il peso delle 6 ore che distanziano l’Italia dall’America Latina, ero fiaccato dalle ore passate insonni abbarbicato sulle strette poltrone di un aereo strapieno, ma avevo ugualmente deciso di recarmi ad ascoltare il comizio finale prima delle elezioni amministrative, che il Movimento 5 Stelle avrebbe tenuto in quel di Piazza del Popolo, Venerdì 24 Maggio.

L’evento iniziava alle 17.00, ma Grillo sarebbe venuto più tardi, ad un orario imprecisato, e comunque non prima delle 20.30. Tutto il tempo intercorrente tra l’intervento del leader e l’inaugurazione della manifestazione, sarebbe stato occupato dagli interventi dei vari candidati ed esponenti del Movimento. Interventi interessanti, certo, come quello sulle nostrane spese militari in Afghanistan o quello sul monopolio dei mezzi di comunicazioni da parte dei poteri forti, tutto a discapito della Rete, tuttora non sufficientemente valorizzata, anzi, e così via dicendo, con altre tematiche. Tutte cose interessanti, ma non molto attinenti con l’oggetto del contendere di quel momento e cioè la gestione di una città come Roma e del suo Comune, ma comunque, come si dice “tutto fa brodo”…

Ad un certo punto, sul palco viene dato spazio ad un certo Silvano Agosti, scrittore, performer e chissà cos’altro, presentato come autore di un libro sull’utopia e, delizia delle delizie, del film “D’amore si vive”, di cui veniva lì presentato uno stralcio, consistente in un’intervista. Oggetto della quale, un bimbetto in età imberbe, a cui l’Agosti chiedeva di raccontare le proprie esperienze amorose. Il mocciosetto di nome Franck, un rubicondo faccino contornato da capelli a caschetto, con un’aria tra l’insolente ed il saputo, ruminando una gomma americana, si dilungava nella descrizione dei propri rapporti “pseudo-intimi” con un’altra coetanea, rivendicando a sé la spontanea genuinità e buona fede di quelle gesta, di contro al corrotto mondo degli adulti a cui veniva accomunato anche l’Agosti. Il tutto con la probabile gioia e delizia della “comunità voyeur” e pedofila di Roma, magari in quel momento appollaiata sugli alberi o sparpagliata tra le fratte del sovrastante Pincio.

Certo, a voler esser proprio buoni, l’Agosti ha qui peccato di una sprovvedutezza e di una leggerezza veramente demenziali. Ma tant’è, più di tanto non ci si può meravigliare, visto che di soggetti strampalati il mondo è pieno! Quello che, invece, ha lasciato veramente impietriti, è stata l’abulia e la non reattività di una piazza che sembrava trangugiare acriticamente tutto quanto le venisse lì offerto, bastava fosse sfornato dalla premiata ditta “5 Stelle”. Ma a lasciarmi con dei dubbi ancor più seri è stato il Movimento “5 Stelle” in sè. Dubbi sulle capacità di tenuta politica ed organizzativa, di fronte alle crescenti istanze della gente e dubbi ancor più forti sulle reali intenzioni di questo soggetto politico.

Ora, non è possibile che un movimento che ha fatto di una rigida disciplina di partito e della ferrea obbedienza a certe regole, il proprio fiore all’occhiello, sia scivolato su una simile buccia di banana. Il proiettare un video simile, oltre a non azzeccarci nulla con una manifestazione dichiaratamente incentrata sulle elezioni comunali, sembra invece voler ridare fiato e riconfermare tutte quelle ipotesi sulla natura sospetta del movimento in questione.

Si è sempre vociferato di un Casaleggio quale misterioso emissario di “Poteri Forti”, animati dalla necessità di convogliare il crescente scontento popolare verso più controllabili aggregazioni politiche. Si è altresì vociferato di una di quelle strane psico sette che, animata da inconfessabili ragioni, fa un disinvolto uso di messaggi subliminali, per condizionare le menti dei propri adepti. Esagerazioni? Bugie? Oppure c’è qualcosa di vero?

Certo è che, dopo questa strana “boutade” ogni dubbio è lecito e doveroso. Non fosse altro per il modo in cui le (pilotate) esternazioni  sull’intimità di un bimbetto vengono spiattellate su una pubblica piazza, nel corso di un evento di tutt’altro tono e levatura. Per questo, oggi, ritengo sia altrettanto giusto e doveroso invitare tutti coloro che, animati da giuste istanze di cambiamento, hanno riposto speranze ed elargito consensi al “5 Stelle”, ad una ponderata ed attenta riflessione, sintanto che le cose non assumano un più chiaro contorno. Nel frattempo, per non sembrare dei quanto mai inutili Catoni, animati da altrettanto inutili intenti censorii, vi invito tutti ad andarvi a vedere il video in questione su You Tube, alla voce “Franck il bambino del film D’Amore si Vive di Silvano Agosti” e poi mi direte!

Fermo restando che, se anche di un involontario “scivolone” si dovesse trattare, condito magari da pressapochismo organizzativo e da disattenzione, non è certo con quanto mai rabberciati utopismi che si combatte il Globalismo che, anzi, in certe affermazioni ed esternazioni trova la propria linfa vitale, al fine di poter giustificare il proprio sano e sacrosanto “realismo”. Un brutto segnale, quindi, tale da non poter essere assolutamente sottovalutato per ora ed il prossimo futuro, lasciando intanto, in chi si trova a scrivere, la sensazione di ritrovarsi di nuovo di fronte alla riedizione di una delle solite commedie all’italiana, a cui, purtroppo, la vita politica del nostro paese ci ha abituati da troppi anni, oramai.

Umberto Bianchi

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