Post elezioni. La Sinistra vince quando è Centro…

A chi non fosse ancora chiaro, le ultime elezioni politiche hanno dimostrato che in Italia esiste un elettorato moderato, cattolico, ma non necessariamente praticante, conservatore, lievemente reazionario, borghese, un po’ bottegaio, di certo provinciale, “che non si è più sicuri di uscire la sera, con i tempi che corrono”, che “si stava meglio quando si stava peggio”, che vuole essere importunato dallo Stato il meno possibile, che desidera un minimo di garanzie sociali, che vota compatto, sempre e comunque per un centro con pallide sfumature di destra. Poco gli importa che a comandare questo centro ci siano ladri, mafiosi, corruttori, donnaioli, poco gli importa dei nomi: semplicemente esiste. Possiamo fare tutte le più raffinate analisi politiche e politologiche che vogliamo, ma in Italia c’è una certezza granitica: un terzo dell’elettorato riuscirà sempre a mandare in vacca tutti i sondaggi, gli exit poll, gli istant poll, le previsioni del giorno prima votando per il centro con pallide sfumature di destra di cui, un po’, si vergogna e di cui, al momento dei sondaggi e dei poll, nasconde l’appoggio per paura di essere spernacchiato dai ben pensanti. Provate a chiedere in ufficio, al bar, allo stadio, sui mezzi pubblici, chi ha votato per Berlusconi e non avrete mai il dato reale che è uscito dalle urne!

E questo succedeva anche ai tempi della Prima Repubblica. Alla fine degli anni 80, prima che diventassero capi popolo e costituzionalisti, gli allora comici Grillo e Benigni furono banditi dalle reti Rai per aver dato dei ladri e dei mafiosi a democristiani e socialisti. Erano anni in cui tutti si lamentavano dei partiti di maggioranza e a chi faceva politica al di fuori dell’area pentapartitica, sembrava di annusare, finalmente!, un’aria di rinnovamento e novità. Invece alle Politiche del 1992, uscì vincitrice la solita coalizione che governava da decenni l’Italia. Neanche il ciclone di Tangentopoli riuscì a smuovere quell’elettorato moderato dalle proprie convinzioni perchè, se è vero che Movimento Sociale e Lega Nord  alle Amministrative del 1993 fecero tremare l’establishment politico, è anche vero che prima dell’avvento di Berlusconi ci fu un vuoto partitico a cui Lega ed MSI diedero un momentaneo e parziale sostegno ma che, con la nascita di Forza Italia prima e Casa delle Libertà dopo, tornò ad avere la sua dimensione ideale.

E’ ciò che a sinistra non riescono a capire da settant’anni a questa parte, benchè abbiano avuto l’occasione di sperimentare felicemente questo dato di fatto quando, a capo della coalizione, hanno messo Romano Prodi, un democristiano di ferro, burocrate di corrente, il quale è riuscito, con la sua faccia bonaria, i ragionamenti politici minimalisti, i sussurri, la grigia pacatezza da coniglio mannaro, ad attirare quei voti moderati degli elettori di centro destra che mal digeriscono Berlusconi e che, avendone la possibilità, sceglierebbero altrimenti. Molti analisti dicono che con Renzi la sinistra avrebbe vinto comodamente queste elezioni, ma la verità è che alla sinistra sarebbe bastato un Tabacci qualunque, o in ogni caso un candidato premier preso dalla parrocchia, per portare a casa un’ampia maggioranza sia alla Camera che al Senato. E invece il giorno dopo la più clamorosa delle sconfitte, a sinistra riescono solo a insultare chi ha “sbagliato” a votare, quelli che non capiscono nulla di politica, quei subumani che si fanno ancora abbindolare dalle bugie di Berlusconi.

Perseverando con questo atteggiamento razzista non fanno altro che spaventare un elettorato medio a cui, effettivamente, interessa nulla della politica alta ma che ha bene a cuore il desiderio di pagare meno tasse, di avere città sicure, ospedali funzionanti, la possibilità di scegliere fra scuola pubblica o privata e vivere in pace con meno preoccupazioni possibile. Anche a sinistra esiste uno zoccolo duro che garantisce sempre e comunque un certo numero di voti certi ma è uno zoccolo duro che, come ha dimostrato l’ingenua e massiccia partecipazione alle Primarie del PD, crede ciecamente nel partito chiunque sia a comandarlo e qualsiasi strada prenda. Non è certo la passione militante degli anni del PCI, ma è una riserva di voti che da certezze.

E’ qui che nascono le differenze tra elettorato di centro destra ed elettorato di sinistra ed è qui che la sinistra perde perchè non riesce a capire che l’indifferenza alla politica non significa assenza di preferenze politiche e fino a quando ragionerà in questi termini, perderà sistematicamente ogni elezione, che non sia locale, che verrà. Infatti, ogni volta che si sono presentati con un candidato premier proveniente dall’apparato ex-comunista, hanno fallito miseramente e contro ogni pronostico. Ci hanno provato con Occhetto, Veltroni e ora con il povero Bersani: sempre lo stesso risultato! Errare è umano, perseverare è sinistro…

Date al centro destra un leader politico credibile o alla sinistra un candidato di centro e vedrete che anche Grillo tornerà a fare cabaret! L’elettorato italiano è scontato e prevedibile come gli aumenti delle autostrade a gennaio!

Alessandro Cappelletti

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