In ricordo di Pino Rauti. La morte ci fa belli…

In questa uggiosa giornata romana di un autunno che tardava ad arrivare, seduto al computer, con un pacchetto di sigarette da una parte, un caffè dall’altra e sparsi qua e là alcuni giornali, seguo gli eventi dei blog e dei vari blaa, blaa, blaa su quello che accade nel mondo e in Italia.

Apro un commento sul blog di un mio amico e vedo che un onorevole di FLI dedica un ricordo commosso a Giuseppe Rauti.

Conosco l’onorevole. Conoscevo Giuseppe Rauti.

E, di fronte ad episodi del genere, mi trovo sempre a chiedermi se sono io che sbaglio o se questa realtà che pensiamo di vivere è solo la parte di un enorme volume kafkiano dove nulla è ciò che sembra e la realtà – questa sconosciuta – si nasconde proprio dietro a ciò che pare più inverosimile ed incomprensibile!

Solo ieri il Signor Rauti era un reietto sconsiderato, dimenticato e difficilmente citato. Ora, alla luce di quella gran signora che è la morte, tutti rivendicano amicizie ed eventuali eredità intellettuali.

…………………
?????????????

Ma… Davvero siamo a questo punto?!?

A questo ci ha portati la bandiera del buonismo e la facciata del “politicamente corretto”?
Ad essere mentalmente scorretti e privi di una qualsiasi forma di memoria e amor proprio?
E’ sempre giusto rispettare l’uomo, l’uomo in quanto tale, nella sua intimità e nella sua vita privata nonostante possa aver fatto scelte, nella vita pubblica, non condivisibili, ma si arriva presto al limite di ciò che è umanamente corretto e ciò che finisce per apparire come l’ennesima menzogna recitata ad arte dalla maschera del “vogliamoci bene”!

Non ricordare e sviare l’attenzione sulle differenze è snaturare l’uomo, il politico, l’idea.
E’ insultarlo più viscidamente di quanto lo si voglia elogiare e ricordare! Ma forse hanno ragione i Maya: dopo il 2012 non c’è più nulla e per nulla varrà più la pena di combattere!
…dopotutto, non è forse questa La Fine del Mondo?!

Sulla scia quindi del ricordo di un uomo che ha fatto le sue scelte e del giudizio di chi lo ha conosciuto in vita e della sua vita ancora si ricorda, abbandono i commenti scontati e livellati dalla signora morte e continuo a curiosare in giro per il web.

Il Nulla.

La crisi, la disoccupazione, i nuovi poveri sembra che abbiano stufato un po’ tutti.
Dopotutto si deve licenziare per far quadrare i conti, si devono tagliare i fondi per lo stesso motivo e alla fine tutti ci troviamo a dover accettare le decisioni di chi si bea a sentirsi chiamare “professore”.

E’ triste pensare che siamo più interessati a scrivere frasi buone e buoniste su persone che avevamo, per scelta consapevole, eliminato dalle nostre sfere di interesse solo perché decedute, anziché pensare a reagire e spendere un po’ delle nostre energie per indignarci ancora di fronte a scelte sconsiderate di coloro che continuano a gestire le vite di molti per il profitto di pochi!

E mi trovo a pensare che, forse, anche a me non resta che attendere – ovviamente tra un centinaio di anni (prima ho ancora qualcosina da fare!) – gli omaggi commossi di tutti quelli che oggi muoiono dalla voglia di mandarmi a fare in culo… se solo ne avessero le palle!

Come dire: “la morte ci fa belli”, ma… anche buoni, onesti, coraggiosi, generosi, coerenti, irreprensibili, giusti… Spero invece che a me, la morte, mi trovi lucido e incazzato come in questo momento a causa dell’ipocrisia di certa gente!

Graziano Cecchini

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