…e Mario Monti aggredisce pure la sicurezza sul lavoro. Avanti il prossimo…

Il Disegno di Legge “Semplificazioni – bis” approvato dal Consiglio dei Ministri in data 16/10/2012, contiene numerose modifiche ad alcune leggi dello Stato, tra cui anche il D. Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, con l’intento dichiarato di  toccare alcuni adempimenti formali (la c.d. “burocrazia del lavoro”), nonché oneri informativi, senza toccare gli aspetti sostanziali della sicurezza. In sintesi, “meno carta e più sicurezza” come recita il comunicato stampa del Governo Monti, ma siamo sicuri che sia proprio così? Molti aspetti sono in attesa di ulteriori chiarimenti e adozione di provvedimenti da parte del governo prima di essere operativi, ma alcune modifiche non sembrano proprio dettagli trascurabili e di poco conto, anzi…

All’art. 1 (Misure di semplificazione per le prestazioni lavorative di breve durata), si prevede che con un decreto successivo vengano adottate procedure semplificate in materia di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria nei casi in cui la permanenza del lavoratore in azienda non sia superiore cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento. In attesa di capire cosa si intenda per “semplificazione degli adempimenti”, non si può non rilevare come ci sia il rischio concreto che si riducano gli obblighi del datore di lavoro di procedere alla formazione e alla sorveglianza sanitaria (la visita di idoneità al lavoro fatta dal Medico aziendale) per chi lavora meno di 50 giorni, quindi per molti lavoratori stagionali, forse che l’essere stagionali miracolosamente riduca i possibili rischi legati alla propria occupazione?

L’art. 3 prevede, tra le altre cose, la possibilità per “i settori a basso rischio infortunistico” di sostituire la redazione del documento di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI) con l’individuazione di un responsabile che sovraintenda e vigili sulle attività (da indicare nei contratti d’appalto), in pratica il Datore di Lavoro nei contratti di appalto potrà non effettuare la valutazione dei rischi dovuti alla contemporanea presenza di lavoratori di diverse aziende, individuando un responsabile che vigili sull’attività, ma cosa si intende per attività “a basso rischio”? Devono essere riferite all’azienda appaltante o a quella appaltatrice? In attesa di chiarimenti al riguardo, non si può fare a meno di notare come gli infortuni accadano spesso in aziende dove non viene effettuata la formazione dei lavoratori e dove non vengono valutati i rischi presenti nell’attività lavorativa, in un Paese dai numerosi appalti siamo proprio sicuri che non valutare compiutamente i rischi riduca la possibilità di incidenti?

Si prevede, infine, che le imprese che operano in settori di attività a “basso rischio”, che come si diceva prima devono essere ancora definite, possano sostituire il documento di valutazione dei rischi (DVR) con un modello semplificato, in pratica un’autocertificazione, come accaduto finora per le piccole imprese e come doveva cessare il 31 dicembre di quest’anno. Un bel passo indietro!

L’art. 4 (Semplificazione di adempimenti nei cantieri) permette l’uso di modelli semplificati per i principali documenti previsti dal D.lgs. 81/08: Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), Piano Operativo di Sicurezza (POS), il Fascicolo dell’Opera, documenti importanti in un settore con un alto numero di infortuni ed incidenti, spesso gravi ed anche mortali, un settore dove più che di semplificazione si sente veramente la mancanza di controlli adeguati e costanti da parte degli organi di vigilanza.

L’Art. 5 (Misure di semplificazione in materia di comunicazioni e notifiche) prevede che gli infortuni sul lavoro potranno essere comunicati solo all’INAIL, e non più anche alla Polizia e sparisce l’obbligo di denuncia degli infortuni gravi (prognosi superiore a 30 gg.) da parte dell’autorità di pubblica sicurezza alla procura della repubblica, che non avrà più l’obbligo di avviare un’indagine sulle cause dell’infortunio!

Infine le seguenti notifiche a carico del committente dei lavori o del datore di lavoro, il cui mancato adempimento costituisce reato penale:notifica preliminare prima dell’inizio dei lavori nei cantieri edili, superamento dei limiti di esposizione per gli agenti chimici pericolosi, eventi imprevedibili di esposizione ad agenti cancerogeni e misure adottate per ridurre le conseguenze, notifica preliminare prima dell’inizio dei lavori di rimozione o demolizione di materiali contenente amianto, dispersione nell’ambiente di agenti biologici pericolosi e misure adottate per ridurre le conseguenze anziché dal datore di lavoro potranno essere effettuate “in via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro”. Non è chiaro cosa succederà in caso di omessa notifica, la cui responsabilità dovrebbe rimanere a carico del datore di lavoro.

Queste modifiche diverranno operative a seguito dell’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni e delle Parti Sociali e del previsto iter parlamentare. Può darsi che alcune norme saranno migliorate, ma comunque nel silenzio quasi generale il Governo dei Tecnici ha varato un provvedimento che con la scusa della “semplificazione” riduce gli obblighi dei datori di lavoro in un settore molto delicato come quello della sicurezza, un settore dove gli infortuni sono certo calati, ma anche e soprattutto perché si è ridotto il numero degli occupati, oltre al dettaglio tutt’altro che trascurabile che molti lavoratori non denunciano gli infortuni per paura di ritorsioni da parte dei padroni.

Raffaele Morani

 

 

 

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