Sergio Marchionne. Deve riassumere 19 operai?
Ne licenzia altri 19. I conti tornano…

Diciannove operai Fiom reintegrati dal tribunale alla Fiat di Pomigliano ? E vai con la vendetta della Fiat: ne mette in mobilità altri 19. Lo sporco gioco di mettere operai contro operai, alla faccia delle parole pronunciate da Marchionne sull’impegno a investire in Italia e sulla volontà dell’azienda di non lasciare a terra nessuno. E’ vero che ormai l’ad è diventato un emule di Berlusconi, che dichiara tutto e il contrario di tutto, purtroppo però è molto più pericoloso dell’ex presidente del consiglio perché investito di un potere enorme e incontrastato.

E perché, è ovvio e questa ultima decisione ne è conferma lampante, ha dichiarato una micidiale guerra alla Fiom, unico sindacato che ha effettivamente difeso i lavoratori opponendosi ad “accordi” ricattatori rifiutando di firmarli e combattendo una battaglia su tutti i possibili piani per il mantenimento dei diritti acquisiti in decenni di lotte operaie. Uno di questi piani è il piano giudiziario. E quali altri strumenti in verità aveva la Fiom? Nessuno si è schierato al fianco della Fiom, praticamente neanche la casa madre Cgil, la cui segretaria generale Camusso ha sempre tenuto una posizione molto più morbida. E sul piano giudiziario la Fiom ha vinto e ottenuto il reintegro degli operai che non erano stati riassunti dalle Newco. E’ la legge, bellezza. Legge che impedisce – ancora per quanto? – di discriminare a causa della propria tessera sindacale. Ma cosa gliene frega a Marchionne della legge? Tanto può sferrare un colpo fortissimo: se il tribunale lo obbliga a riassumerne 19 lui ne butta fuori altri 19. Tra l’altro, perfino rischiando di nuovo sul piano della legalità, perché la Newco di Pomigliano al momento non ha i 12 mesi di vita necessari all’accesso agli ammortizzatori sociali.

Stavolta la Fiat sta davvero esagerando. Perfino il responsabile lavoro del Pd Fassina è indignato da una mossa così subdola. Chi invece non si tira indietro dalla possibilità di criticare la Fiom è la Cisl, che dichiara che da parte dei metalmeccanici Cgil è ora di “finirla con il gioco al massacro”. Anche alla Cisl, evidentemente, che venga applicata la legge contro la discriminazione sindacale sui luoghi di lavoro, non importa granché.

Nanni Riccobono
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