Sulcis. La sinistra è sottoterra…
ma non con i minatori…

Stamattina leggendo gli articoli sulla protesta dei minatori sardi che si sono calati a 400 metri di profondità contro la perdita del lavoro, mi ha molto colpita una notizia. Insieme a loro, unico ad essere autorizzato e benvenuto, non c’è un sindacalista. Né uno del Pd. Ma neanche uno di Sinistra ecologia e libertà o della Federazione della sinistra. Nessuno di loro. Una ridda assurda di sigle per poi lasciare chi lotta da solo. Con loro, nel sottosuolo, a sperare e a attendere notizie dalla Regione (oggi) e dal Governo (venerdì) c’è un deputato del Pdl, già presidente della Regione per due mandati, Mauro Pili.

Il problema quindi non è chi è presente e perché, ma chi è assente. Un’assenza che non si misura solo fisicamente, ma anche dalle prese di posizione. Che ci voleva subito dopo la discesa agli inferi di questi lavoratori della Carbosulcis a convocare una manifestazione, un  sit in, un accidenti di qualcosa che desse il segnale che non  sono soli? Invece niente. Il vuoto. Susanna Camusso ha balbettato qualcosa, ma avrebbe fatto molto meglio a prendere un volo e arrivare in fretta e furia a Nuraxi Figus.

Anche questo è però l’effetto, non la causa, di qualcosa di più grave. Il problema non è tanto l’assenza di iniziativa della sinistra in queste ore, quanto la mancanza di un progetto sull’occupazione e sul superamento della crisi in generale. I minatori, uomini e donne, che stanno rischiando la vita sono anche disposti a cambiare attività. Ma per fare cosa? Con quali opportunità? In questo momento sono pari allo zero. In Sardegna, come in molte altre parti d’Italia, l’industria viene smantellata giorno dopo giorno senza che si faccia nulla, senza che si sia costruito niente di nuovo, di diverso, senza che si siano messe in atto altre attività per esempio più rispettose dell’ambiente. Non si è fatto niente in nessun settore, tanto che l’isola è diventata una miccia pronta a esplodere. Come ha scritto oggi su Repubblica, Luciano Gallino, “nel quadro deprimente che appare disegnato non soltanto dalla crisi, ma anche dalle politiche che ogni giorno vengono prospettate per superarla, la modernità appare stare proprio dalla parte dei minatori sardi. Non chiedono di continuare a estrarre carbone. Chiedono di convertire la miniera in un contenitore di anidride carbonica, quella che avvelena i nostri cieli e le nostre città”.

Sono sempre stata convinta che una delle sfide della sinistra fosse quella di unire diritti sociali e diritti civili, lavoro e felicità, uguaglianza e libertà. Resto convinta di questa posizione e non possono neanche immaginare una sinistra solo lavorista o che consideri come terreno di lotta esclusivamente il lavoro dipendente o operaio. Resta il fatto che in attesa di questa unione, la sinistra non solo ha fatto poco o nulla per i diritti civili, le libertà, il lavoro cognitivo e l’ambiente, ma non fa più nulla neanche in quel settore che gli dovrebbe essere più consono e per cui millanta di lottare.

Angela Azzaro
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