Grecia-Germania, ma quale pallone… Sarà lotta di classe (e speriamo in Zeus)

(di Davide Varì) Prima fraulein Angela e compagni volevano buttarli fuori dall’Europa. A loro poi: i greci. Quelli che l’Europa l’hanno inventata. Che ad Atene ancora glielo ricordano: “Quando voi stavate ancora sugli alberi della foresta nera, noi qui in Grecia eravamo già metrosexual…” (e in effetti è andata proprio così: mentre i germani ululavano cose incomprensibili, Socrate seduceva anima, corpo e mente dei giovani discepoli).

Poi gli hanno cambiato un governo, annullato le elezioni e infine, tanto per gradire, gli hanno piazzato un esecutivo obbediente e rigorista. Rigorista con il sedere degli altri, tanto per rimanere nella metafora. Quello dei lavoratori e delle lavoratrici, ovviamente. Ma non gli basta, no, ora vogliono anche buttarli fuori dall’europeo di Polonia. Che in effetti la Polonia è roba loro, una mera espressione geografica buona per le scorribande della Wehrmacht, prima, e dei super manager tedeschi in trasferta, oggi. Quelli vestiti con mocassini bianchi e cravatte viola tempestate da pallini celesti, tanto per intenderci. Roba da espulsione immediata dal consesso umano, altro che euro.

Insomma, troppo facile stasera tifare per la Grecia. Troppo facile e scontato stare con Davide contro Golia. Ma ogni tanto bisogna pur scegliere le cose facili e scontate. I greci ci credono. Ovvero, ci sperano. Milioni di cittadini dell’Ellade sono già in trepidante attesa e pregano che Zeus la smetta, almeno per una sera, di inseminare dee, vergini e muse per concentrarsi sulla partita. Nazionalismo, si dirà. Ma quale nazionalismo. Questa è lotta di classe. Lotta di classe di un popolo intero contro un’aggressione finanziaria così forte e virulenta che in confronto i missili V2 erano carezze. Dunque, forza Grecia e che Zeus sia con noi.

Davide Varì
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