Antonio Cassano in croce per questa frase: “Froci in nazionale? problemi loro…” Io che sono gay, vi dico: “non mi sento offeso”….

La famosa profezia di Andy Wahrol sui quindici minuti di celebrità di cui avremmo tutti usufruito nell’epoca postmoderna andrebbe rivisitata, più o meno così : tutti nell’Italia dell’informazione più becera del mondo avranno diritto a quindici minuti di linciaggio.
L’ultimo a subire l’attacco frontale di tutti i media e gli sberleffi del cosiddetto popolo del web è stato il calciatore della nazionale Antonio Cassano, reo di aver dichiarato che spera non siano presenti “froci” in squadra con lui. Subito i giornalisti di tutte le redazioni hanno dato sfoggio della loro indignazione e del loro progressismo lanciando strali contro le “frasi choc” dell’Azzurro; peccato che fossero, presumibilmente, gli stessi giornalisti che in sala ridacchiavano alle tanto bistrattate affermazioni omofobe.
All’ipocrisia del mondo dell’informazione si è subito aggiunto un sussulto moralistico del leader di Sel Nichi Vendola che chiosa indignatissimo: “I calciatori sono straricchi e straignoranti”.
Ora, che Cassano abbia fatto un’affermazione stupida che poteva risparmiarsi non ci sono dubbi, ma mi sembra che nessuno abbia colto il cuore del problema e che Vendola sia quello che ci è andato più lontano. Cassano è sì pieno di soldi, ma è un arrichito; rappresenta e si sente ancora parte integrante di quel sottoproletariato che del politicamente corretto della borghesia illuminata e gayfriendly non sa nulla, che non firma gli appelli diVanity Fair per i diritti Lgbti, anzi che probabilmente non sa nemmeno cosa significhi Lgbti.
Cassano è ignorante (non lo dico come offesa, ma come constatazione), poco istruito e poco incline ai perbenismi: dobbiamo crocifiggerlo per questo? Io penso di no e, lo dico da gay, non mi sento offeso più di tanto dalle sue parole e non lo disprezzo per quello che ha detto.
Il mio disprezzo preferisco riservarlo per i notabili del PD, per le alte gerarchie Vaticane e per chi coscientemente lavora per evitare che il morbo dell’omofobia venga estirpato da questo paese. Per quanto riguarda Cassano lancio una proposta: invece di crocifiggerlo per il suo essere incolto e rozzo, perché non vine invitato dalle associazioni gay a un dibattito pubblico in modo che possa venire a contatto con un mondo che non hai mai, presumo, conosciuto e fargli cambiare idea? O forse le lesbiche e i gay italiani preferiscono continuare ad essere gli strumenti dei poliziotti del politicamente corretto piuttosto che cercare un confronto e uno scontro costruttivo verso con quel pezzo di società che li considera dei froci? Sì “froci” si può dire, non è vietato, non è tabù. Quando i gay erano ancora una forza potenzialmente sovversiva rivendicavano il loro essere “froci”, ne facevano motivo d’orgoglio. Oggi no, se ne vergognano e gridano allo scandalo ogni volta che qualcuno osa pronunciare quella parolina. Era meglio quando eravamo froci.
Daniel Rustici
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