La seconda domenica di maggio, sin dal 1957, ricorre in Italia la festa della mamma. Una festa di origini antichissime, che affonda le sue radici nei simboli e nei riti pagani volti ad onorare il passaggio dall’inverno alla primavera, e dunque a celebrare la fecondità e l’immensa capacità creativa della terra. La terra, simbolo di maternità per eccellenza, accoglie il seme, gli fornisce nutrimento e calore, gli permette di costruire le basi per lo sviluppo di una nuova vita. Così la mamma, che prima di tutto desidera il suo bambino, lo sceglie, e poi lo porta in grembo per tutto il tempo necessario affinché sia pronto ad affrontare la vita. “Madre”, infatti, etimologicamente parlando, è “colei che misura, che ordina”, derivante dal sanscrito MÂ – “ordinare, disporre” -, e non è un caso che la prima questione che una donna si trova a dover misurare, riguardo la maternità, sia proprio quella della scelta. Scegliere di diventare madre, scegliere di trasformare completamente la propria realtà, scegliere di dedicare la propria vita ad un’altra creatura.
Eppure, proprio nel giorno della festa della mamma, proprio nel giorno in cui questa capacità di misurare e disporre la realtà dovrebbe essere celebrata, una manifestazione a Roma protestava la volontà di impedire questa scelta, la mancanza della quale svuoterebbe ogni donna della propria consapevolezza. Una marcia, quella patrocinata dal Comune di Roma, non solo contro l’aborto, dunque, ma contro la stessa possibilità di ogni donna, di ogni madre, di agire responsabilmente la propria vita.
L’idea per cui l’aborto sarebbe un “genocidio silenzioso”, infatti, è solo lo specchio nel quale si riflette un’intera ideologia. Per i manifestanti e per gli organizzatori, l’ab-orto (etimologicamente “privazione della nascita”), contro ogni legge fisica e metafisica, potrebbe avvenire anche prima del concepimento. È considerata abortiva la pillola del giorno dopo. Non è considerato accettabile l’utilizzo del preservativo, o di qualunque altro metodo anticoncezionale. La violenza dunque che i cosiddetti pro-vita si propongono di portare avanti sulla donna va ben oltre la negazione della possibilità di scelta. Investe il campo della sessualità, della prevenzione, della libertà.
La cosa che più di ogni altra suscita interesse, ad ogni modo, non è l’ideologia. Ognuno è libero di pensare,
manifestare e soprattutto agire secondo la propria coscienza. La particolarità dei pro-vita sta proprio nel fatto che non manifestano per tutelare un proprio diritto (che esiste ed è consolidato), ma al contrario protestano per limitare i diritti di chi la pensa diversamente da loro: peggio, per assoggettare l’intera comunità alla propria ideologia, o fede. Si legge nei loro volantini che l’iniziativa avrebbe lo scopo di «affermare che la vita è un dono, indisponibile, di Dio». Finché ad affermarlo sono i credenti, o «gli uomini di buona volontà», non è un problema. Diventa un problema nel momento in cui la manifestazione vede la presenza del sindaco con la fascia tricolore in prima fila, e insieme a lui diversi rappresentanti delle istituzioni. Diventa un problema soprattutto nel momento in cui sono le stesse istituzioni a non rendere possibile la scelta della maternità, non investendo nei servizi, nella sanità, nelle strutture adeguate alla crescita di un figlio.
Dunque, qual è il messaggio che le istituzioni mandano al cittadino? Che disporre della propria vita dovrebbe essere un reato? La questione va ben oltre il problema morale dell’aborto, ed investe, purtroppo, un intero sistema di credenze. Si potrebbe iniziare a pensare, per esempio, che se «la vita è un dono, indisponibile, di Dio», allora non si dovrebbe accettare di mettere la propria vita nelle mani dello Stato. Che se «la vita è un dono, indisponibile, di Dio», allora l’intera costruzione sociale della famiglia dovrebbe crollare, e con essa i ruoli di riferimento della madre e del padre. Si potrebbe iniziare a pensare che se «la vita è un dono, indisponibile, di Dio», allora non si dovrebbe accettare di mettere la propria vita neanche nelle mani della Chiesa, che è una costruzione umana. Non si dovrebbe poter disporre della propria vita in ogni campo: in quello degli affetti, del denaro, della proprietà. E allora non si può fare a meno di chiedere al sindaco Alemanno, alla onorevole Binetti e a tutti i rappresentanti delle istituzioni che hanno deciso di prendere parte alla marcia: è davvero questo che volete?
Susanna Curci
.
.
.








mah…………..a parte che non tutti i pro-life sono aprioristicamente contro l’uso del preservativo “sempre e comunque” il che gia’ lascia a dedurre una certa ignoranza e scarsa conoscenza del fenomeno, ma vorrei porre due problemi ai tanti difensori e paladini del “diritto all’aborto”. La gia’ legge permissiva 194/1978 e’ stata applicata concretamente in tutte le sue parti, ivi comprese la parte che prevede determinate funzioni per i consultori ( che in verita’ si sono ridotti di fatto a concedere certificati d’aborto……..)??. Secondo: contro l’aborto si sono schierate imminenti personalita’ della scienza dichiaratamente agnostiche , oltre che ovviamente laiche. La contrarieta’ all’aborto non impedisce affatto ad una persona di difendere lo stato laico. Infine, terzo punto dato che si parla di costrizioni. Come la mettiamo con le torture psicologiche e gli impedimenti di tutti i tempi che di si cerca di compiere contro gli obiettori di coscienza negli ospedali???……Mi spiego: se contrari sono COSTRETTI per forza ad adempiere a un qualcosa in cui sono contrari??……….Infine: come si faceva ad essere pro-obiettore di coscienza per il servizio militare e poi clamorosamente negarlo in questo caso anche quando e’ un diritto riconosciuto e garantito per legge?? Spero di non aver sconfinato nell’argomento ma era giusto per fare il dovuto paragone. Specifico inoltre di essere sempre stato contro la leva obbligatorio, ma ripeto evitiamo il cambio di argomento. Il paragone pero’ regge e noto molta ipocrisia negli abortisti che negano un diritto elementare ad esprimersi degli altri. Diritto oltretutto garantito e riconosciuto. Quello ad abortire dovrebbe esserlo un po’ meno essendoci anche di mezzo la vita di un altro soggetto…………….
Agostino
Un attimo. Parto dalla fine: chi negerebbe agli altri un diritto elementare ad esprimersi? Criticare una manifestazione non vuole dire affatto negarla, vuol dire essere in disaccordo. Mi pare di aver ben chiarito che “Ognuno è libero di pensare, manifestare e soprattutto agire secondo la propria coscienza”. Ma soffermiamoci su questo punto. Che vuol dire che ognuno è libero di pensare, manifestare e soprattutto agire secondo coscienza? Vuol dire che la propria vita attiene alla responsabilità personale di ognuno, e che sta a questo e alla propria coscienza affrontare la vita nel modo che ritiene più giusto, per sé. Ora, si entra nel campo dei medici obiettori di coscienza.
Il paragone col servizio di leva, mi spiace, non regge. E lo dico nonostante io non sia contraria alla presenza degli obiettori di coscienza negli ospedali. Il paragone non regge perché l’obiezione di coscienza attiene al servizio di leva obbligatorio, mentre nessuno ti obbliga a laurearti in medicina, tanto meno a specializzarti in ginecologia. Se io ho paura del sangue, probabilmente non mi iscriverò mai a medicina. Se sono comunista, non diventerò un broker finanziario, se sono ateo, non farò il seminario per diventare prete. Nonostante ciò, ribadisco, io non sono contraria, perché è lecito voler far nascere i bambini senza volersi mettere a confronto con la problematica dell’aborto.
A mio parere non si è medici validi, se lo si fa, ma è lecito. Il problema è l’esatto opposto rispetto a quello di cui parli: “Come la mettiamo con le torture psicologiche e gli impedimenti di tutti i tempi che di si cerca di compiere contro gli obiettori di coscienza negli ospedali?”. Il problema è che questo problema non esiste. Il problema è che la maggioranza dei medici in Italia proviene da istituti privati e università private cattoliche, e che per le donne diventa difficile trovare medici non-obiettori anche solo per recuperare la pillola del giorno dopo. Mi rendo conto che lei, Agostino, non si è mai dovuto confrontare con la ricerca disperata della pillola del giorno dopo, trovando consultori chiusi, medici che non volevano fare la ricetta, farmacisti che affermavano ipocritamente di non averla -quando dovrebbero esserne sempre forniti -. Ma la maggior parte delle donne che leggerà l’articolo sono sicura che sa di cosa sto parlando. E allora il problema dei medici obiettori diventa un problema quando sono in maggioranza, o la quasi totalità. Diventa un problema nel momento in cui all’interno di strutture pubbliche manca il personale adeguato ad affrontare la questione dell’aborto (o persino della pillola del giorno dopo, che -qualunque cosa ne dicano i pro-vita, non è abortiva).
Ora veniamo al punto cruciale: “contro l’aborto si sono schierate imminenti personalita’ della scienza dichiaratamente agnostiche , oltre che ovviamente laiche. La contrarieta’ all’aborto non impedisce affatto ad una persona di difendere lo stato laico”. Ma io sono d’accordissimo. Perché la contrarietà o meno all’aborto attiene alla soggettività e alla coscienza personale. Io, di mio, non credo sceglierei mai di abortire. Non vorrei mai trovarmi di fronte a una scelta che per me (e le assicuro, per ogni donna) sarebbe tanto grave e difficile. Ma è un mio sentire, al quale io rispondo secondo la mia coscienza. Si può essere soggettivamente contrari all’aborto, e oggettivamente favorevoli alla possibilità (laica e liberale) di permettere alle donne di scegliere. Solo questo vuol dire che “La contrarieta’ all’aborto non impedisce affatto ad una persona di difendere lo stato laico”. Se, piuttosto, la contrarietà all’aborto spinge a cercare di limitare la possibilità di scelta della donna, in base alle proprie convinzioni religiose e/o morali (non è necessario essere cattolici), sì, mi dispiace dirglielo, ma non si difende affatto lo stato laico. Anzi, lo si vuole distruggere.
Faccio un’analisi delle sue affermazioni perche’ in esse rilevo diverse contraddizioni e un certo “accecamento ideologico” di stampo laicista ( Non laico che e’ tutt’altra cosa……..)
1)”Il paragone col servizio di leva, mi spiace, non regge”. E’ semmai vero il contario. Io pur essendo contrario alla leva obbligatorio vorrei ricordare a Lei e a molti progressisti in verita’ un po’ troppo abituati all’ipocrisia (riferimento generale e non a Voi)) che la leva obbligatoria per i cittadini italiani era Dovere stabilito dalla Costituzione della repubblica italiana, fonte suprema del diritto italiano. Diritto non garantito in Cosituzione per gli obiettori di coscienza al servizio militare, quando questi era obbligatorio. Viceversa e’ si’ garantito(anche se da legge ordinaria) il diritto agli obiettori di coscienza in merito all’aborto, i quali non si oppongono a un dovere GENERALE imposto dalla Costituzione a tutti i cittadini, ma molto semplicemente a qualcosa che loro personalmente non si sentono di fare intimamente in quanto contrari….Nessuna astensione dunque contraria a un dovere GENERALE. Questa e’ la semplicissima ‘ verita’ delle cose. Negarla significa alterare la realta’ dei fatti e dello stesso ordinamento giuridico italiano
2) “nessuno ti obbliga a laurearti in medicina, tanto meno a specializzarti in ginecologia.”. Ma cosa significa, scusi???. Cioe’ quindi se io volessi fare medicina e son contario all’aborto non potrei in quanto l’aborto e’consentito dalla legge italiana ed essendo un atto cruento e sanguinario e quindi venendo a contatto con il sangue per altre vicende e altri fatti, devo per forza accettare pure questo???. Qui siamo alla follia pure e alla negazione dei diritti primari di scelta di un cittadino! In sostanza siamo al messaggio se non ho capito male ( ….e purtroppo invece credo di aver capito bene invece…..Ahime’!)che se uno se scegliesse medicina deve per forza di cose per essere coerente essere pure pro-abortista??…………..Veramente siamo alla costrizione del singolo e ……….mi fermo qui per evitarle magre figure d’immagine che sinceramente preferirei evitare di farle fare. Diciamo sarebbe meglio per Voi sorvolare e passare oltre perche’ qui abbiamo toccato veramente il fondo.
3).” Mi rendo conto che lei, Agostino, non si è mai dovuto confrontare con la ricerca disperata della pillola del giorno dopo”. Beh ovviamente SI, non ci ho avuto a che fare personalemnte. Ma come dice il termine stesso…..pillola del giorno dopo a mio avviso e’ qualcosa che va oltre il semplice anticoncezionale ( sui quali oltretutto spesso e volentieri si omette di citare le numerosissime complicanze econtroindicazioni) ma un’altra forma di interruzione della gravvidanza sebbene spacciata per piu’ “soft”
4)”Se, piuttosto, la contrarietà all’aborto spinge a cercare di limitare la possibilità di scelta della donna, in base alle proprie convinzioni religiose e/o morali (non è necessario essere cattolici), sì, mi dispiace dirglielo, ma non si difende affatto lo stato laico”…….Anche qui avrei da ridire. Da un mio punto di vista la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale prescinde dalle credenze religiose e non trovo nessuna contraddizione con la fiducia totale e assoluta nello stato laico…………La mia ferma opposizione alla aborto ( e all’ipocrita e perfida ideologia che lo sostiene) dipende dal fatto che si vuole negare l’esitenza di un ALTRO diritto soggettivo che ha pari dignita’ e pari diritto ad essere tutelato. Cose che oltretutto dovrebbe essere ovvia, ma come capita spesso in certo pensiero liberalprogressista si negano anche le evidenze piu’ elementari.
Un carissimo saluto .
Agostino
Dunque. Prima di tutto, se prima mi dice che sono “accecata ideologicamente” può evitare i “carissimi saluti” in conclusione. Perché mi pare di essere sempre stata moderata e rispettosa della sua opinione, nel rispondere. E non mi pare di meritare offese da parte sua.
Detto ciò, veniamo ai punti che lei (non uso la maiuscola, mi perdonerà, ma non sono un’amante delle vuote formalità) mi contesta, accusandomi di andare in contraddizione.
Riunisco in uno i suoi punti 1) e 2), perché riguardano la stessa cosa. Dunque lei dice che il paragone col servizio di leva “regge” perché era un dovere sancito dalla Costituzione. E dunque, mi chiedo io? Io le ho semplicemente fatto notare (temo di dovermi ripetere, forse non mi sono spiegata bene in precedenza) che le due questioni sono differenti proprio perché nel servizio di leva si trattava di “dovere” ed “obbligo” mentre nel caso della medicina no. Il paragone reggerebbe oggi, in cui il servizio di leva non è più obbligatorio. Ma converrà con me che, se sono contraria all’uso delle armi e pretendo di entrare nell’esercito come obiettrice di coscienza, si fanno quattro risate e mi mandano a casa. Perché nessuno paga lo stipendio ad un soldato che non vuole sparare.
Detto ciò, non si vuole costringere nessuno a non intraprendere la professione medica o cose simili. Tant’è vero (e lei lo sa meglio di me, e gliel’ho anche già fatto notare) che i medici obiettori di coscienza sono in larga maggioranza nel nostro paese, e ampiamente riconosciuti e tutelati. Se io (ed è un opinione personale, tanto quanto la sua che la pillola del giorno dopo sia abortiva) ritengo che questo faccia di un ginecologo un medico non adeguato? Certamente sì, perché non è in grado di rispondere totalmente alle intere esigenze che una donna in principio di gravidanza potrebbe manifestargli. Esattamente come non riterrei valido un infermiere che evita di fare le trasfusioni di sangue perché testimone di geova.
Se voglio impedirgli di esercitare? Assolutamente no, e gliel’ho già detto. Perché io, al contrario suo, capisco il concetto di libertà di scelta, e non voglio imporre una mia opinione personale, una mia ideologia, una mia fede ad un altro. Cosa che, al contrario, i cosiddetti pro-vita si propongono come scopo politico.
Per quanto riguarda l’ultimo punto, si risponde da solo:
Ha detto bene, da un suo punto di vista. Ma il diritto è qualcosa che, fortunatamente, prescinde dal suo punto di vista e dal mio. Il suo compito è proprio quello di trascenderli, e dare a entrambi le stesse possibilità. Questo è il compito di uno stato laico.
Spero di aver chiarito le incomprensioni. La saluto.
Susanna
Per quanto riguarda la questione della contraccezione, buon divertimento:
http://www.youtube.com/watch?v=5hKsyOw2CcA&feature=relmfu
“Pro vita” è davvero solo un’espressione retorica.
Perché se davvero costoro fossero semplicemente a favore del fatto di generare o mantenere più vita possibile, a che titolo poi potrebbero opporsi alla libertà sessuale, alla fecondazione assistita, agli uteri in affitto, alla ricerca in materia di longevismo, etc.?
Tutte cose che potenzialmente aumentano le gravidanze, i bambini partoriti, o il tempo in cui saranno destinati a restare in circolazione.
geniale, come sempre, Stefano…
Caro Vaj, anche qui riporto una sua frase per riprenderla sulla singola singole parole .
“a che titolo poi potrebbero opporsi alla libertà sessuale, alla fecondazione assistita, agli uteri in affitto, alla ricerca in materia di longevismo, etc.?”
Qui a mio giudizio si citano alcune parole e termini eterogenei in verita’ privi di significato omogeneo. cosa significa liberta’ sessuale??…….Nozze omosessuali e sesso di gruppo???…beh allora son ben felice di essere contario!!!……….Compiere atti sessuali prima del matrimonio o al limite utilizzare i necessari preservatvi i in casi di rapporti a rischio ( anche se inverita’ oltre l’astinenza ed altri diciamo cosi’ poco graditi ne esisterebbero altri di metodi che pure consentono il compimento di un atto sessuale….)??’Non ci vedo nulla di male e non sono contrario.
Ricerca in materia di longivismo???…ma cosa intende con questo termine?? Anche qui vi si possono attribuire dei significati, come degli altri. Se si sconfina nell’eugenetica o nell’accanimento terapeutico sono contario, se significa fare della ricerca scientifica con scopi ben mirati non ci vedo nulla di ostativo.
Si citano poi gli uteri in affito e la fecondazione assitita. beh, qui siamo gia’ sullo specifico. Ma agli uteri in affitto i pro-life e pure il sottoscritto si e’contrari semplicemnte perche’ si lede il principio della propria dignita’ e del mercimonio di parti del proprio corpo…..Tra l’altro a questa logica dovrebbero agganciarsi chi pure si ispira a credenze di tipo pagano ( in cui si afferma il principio del Diritto Naturale), ma pare non sia cosi’………………………….
Fecondazione assistita: argomento delicato………Credo che i pro-life siano contari perche’ si oppongano al principio di una maternita’ forzata , non frutto di un consapevole gesto amoroso e pure su questo punto non posso che convergere sulle loro opinioni, ma ripeto e’ un tema delicato
Cordiali saluti anche a Voi
Agostino
Siamo sempre sullo stesso punto. Lei può essere contrario di quello che vuole e quanto vuole. Nessuno glielo impedisce. E soprattutto può disporre della sua vita come vuole, in base alle sue convinzioni. Perché non accetta che chi ha convinzioni diverse dalle sue possa fare lo stesso?
Susanna,
è inutile, Agostino da quell’orecchio non ci sente: siccome lui è convinto che il suo punto punto di vista sia esclusivo, non riesce proprio a capire come il tuo non lo sia e come questo ti consenta di riconoscergli un diritto che lui non può riconoscerti…
…a dir la verita’ la mia risposta era rivolta a Stefano Vay che credo sia piu’ che maggiorenne e vaccinato per rispondere…….e poi dire “siamo sullo steso punto” quando in verita’ i temi trattati sono altri ( per quanto effetivamente vi sia un collegamento che nessuno disconosce ) da proprio l’idea di saper gia’ l’Idea dell’interlocutore prima ancor letto il suo commento. Comunque vabbe’ non me ne stupisco……………………………………
Agostino
Rispondo pure a quanto commentato da susanna inizialmente. Nessuno ha proprio offeso alcunche’ in verita. L’offesa NON a me in verita’ e’ stata rivolta e anche in maniera esplicita e diretta ai partecipanti la marcia. Sarebbe sufficiente rileggersi il titolo per capire che il tono usato nei confronti dei manifestanti e’ tutt’altro che conciliante; “marcia pro life UN CAZZO. l’aborto e’ un DIRITToO( ma la legge non era nata per combattere l’aborto clandestino e considerata solo ed esclusivamente un’ultimissima possibilita’ per gravi motivi???) e voi siete solo dei LIBERTICIDI”( quindi negatori del pensiero altrui). Credo non vi siano da parte mia altri comemnti da aggiungere. I pro-aborto sono intelleranti come la loro cultura che li alimenta.
Passo dispiacencendomi per Miro che vedo a questo spotato da posizione laiche ma rispettose a posizione decisamente laiciste. L’anticlericalismo anche giusto e spesso motivato si e’ trasformato in discrine contro qualsiasi cosa che difende la vita dal concepimento…………Miro, non e’ che sei stato contagiato troppo dalle truppe radicalsocialiste presenti ne Fli?? e poi essere contro la versione clerical-conservatrice del MSI e’ anche giusto e va dato merito, ma qui molto semplicemente si tratta di rispettare e ricordare battaglie giuste, doverose e per la tutela e il diriritto Dei PIU’ DEBOLI ed INDIFESI. Quindi verificato cio’ da che parte stai??
Agostino
gentile Agostino, ti racconto un aneddoto:
qualche annetto fa, sul forum di politica online, molti commentatori sostenevano quello che sostieni tu, ovvero, che io fossi ammaliato dalle tesi finiane… al che, un intervenuto, molto pertinemente, fece notare questo: “non è renzaglia che è diventato finiano, ma fini che è diventato renzagliano”…
questo per dirti che io, in temi di diritti civili, mi sono sempre trovato agli antipodi di fini fino a quando lui non ha compiuto l’ennesima capriola (e ne aspettiamo altre)…
e questo – ripeto – da sempre: scrivo pubblicamente dal 1985, sfido chiunque a trovare nei miei articoli qualcosa che si discosti, in tema di diritti civili, da quelle che sono le mie posizioni oggi…
ma con te il problema è un altro… tu non riesci proprio a capire che nessuno contesta il tuo diritto ad essere “pro-life”… sei tu che non vorresti leggere posizioni come le mie e di Susanna Curci che non sono “anti-life” ma, semplicemente, per il sostegno di un diritto che vorrebbe essere negato…
il discorso, con te, è tutto qua… e siccome mi sono un po’ stufato di ripeterlo, fai un po’ come ti pare…
Ribadisco semplicemnte che intollerante e’ il titolo dell’articolo, lo ripeto ancora. Tra l’altro la classica intolleranza codina, ipocrita ed e’ la stessa intollleranza a ben pensarci che su altri temi vede il giudizio sulla morte e l’assassinio delle persone in funzione del colore poltico di appartenenza. E credo di aver gia’ detto tutto.
Agostino
gentile Agostino,
adesso il problema è il titolo dell’articolo?
ok: il titolo non lo ha fatto Susanna Curci ma io… e lo rivendico: chi marcia contro un diritto civile è liberticida e, aggiungo per sovrapprezzo, reazionario…
fermo restando il diritto a marciare di chiunque, per qualsiasi minchiata gli passi per il cervello…
noi libertari la pensiamo così: liberi tutti di manifestare il proprio credo…
adesso è tutto chiaro? spero di sì…
si, purtroppo e’ chiaro……………………………anche chi manifesta liberamente e’ un liberticida……………Purtroppo e’ chiarissimo. La cosa grave pero’ e’ che chi irride e sbeffeggia diritti degli altri poi si definisce libertario. Ma tant’e…………
Agostino
io comincio a pensare che tu sia scemo, Agostino… finiamola qua…
io penso invece che qualcun’altro nega l’evidenza e fattagliela notare giri completamente la fritttata a 36O. gradi. Ma appunto, finiamola qua che e’ meglio (per Lei)
Agostino, lei è esilarante. Noi le diciamo che è libero di manifestare quello che vuole, qualunque suo pensiero, persino quello che va maggiormente contro la nostra idea (o contro un’idea laica e liberale di Stato, com’è questo il caso), ma ovviamente ci riserviamo il diritto di criticare questa idea. E il termine più corretto per chi vuole ridurre libertà e diritti delle persone in base alle proprie convinzioni ideologiche è proprio questo, “liberticida”. Noi non abbiamo inventato niente.
Lei viene qui, alla meglio insultando, alla peggio saltando a piè pari questo ragionamento (che sto facendo per la quarta volta e che non rifarò più, perché o ha dei limiti oggettivi oppure fa finta di non capire) e affermando che saremmo noi i liberticidi? E solo perché ci arroghiamo il diritto di criticare la sua idea?
Le do uno spunto. Potrebbe indire una manifestazione per impedire a chi la pensa diversamente da lei di criticarla. Tanto, una libertà in più, una in meno, ho l’impressione che per lei non faccia alcuna differenza.
Detto ciò la chiudo qui anche io. Non solo non ho piacere a discutere con chi offende, ma ho proprio l’impressione che non ci sia proprio più niente da dire.
Appunto, vah……………………………….
http://www.corriere.it/salute/12_maggio_22/fecondazione-eterologa-consulta_99937e82-a413-11e1-80d8-8b8b2210c662.shtml
Ancora un bagliore di civiltà dalla nostra cara vecchia Europa!